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martedì 17 giugno 2008

L'Italia agli italiani.... partendo dal lardo di Colonnata

L’Italia agli italiani, andava proclamando la nostra portavoce.
L’Italia agli italiani, ed intanto guidava lo sgombero di un campo rom a Milano.

Immagini, che seppur oramai lontane nel tempo, continuano a disturbarmi. Quasi come se la legalità fosse roba di destra, centro o sinistra.

Ben poca cosa ritengo, io, forse sbagliando, voler condizionare la campagna elettorale ad immagini che ricordano invece atti dovuti come conseguenza di una ordinanza prefettizia. Non atti portati avanti da un politico. Mi avevano insegnato che i politici debbono proporre soluzioni. Politica appunto. Ma la signora è per quella del fare.
Eppoi via, partecipare ad uno sgombero con i tacchi a spillo. Una dimostrazione di insensibilità verso chi vive in una condizione sub-umana. Sempre sopra le righe. Sempre inopportuna.


Comunque questo slogan ancora riecheggia nelle mie orecchie.
Bello, intrigante, evocativo. L’Italia agli italiani. Già l’Italia…..come se agli italiani interessasse poi molto della loro Patria. Intesa come terra dei padri, come terra della loro cultura, delle loro tradizioni, della loro storia.
Sembrerà strano. Ma queste riflessioni mi vengono da fare mentre sono a Colonnata (borgo di cavatori sui monti sovrastanti Carrara) mentre seduto ad un tavolo mi mangio un panino con il lardo.
Niente di irriverente, sia chiaro. Anche il lardo di Colonnata fa parte della nostra cultura.
Quella minore, quella popolare. Quella delle piccole patrie. Ma anch’essa ci appartiene. Ed anche questa è oggetto di attacco, nel tentativo di sradicamento della nostra memoria.
Se penso a questi sapori che vanno ad aggiungersi ai mille altri. Diversi e variegati. Come la mia terra. La terra dei cento campanili. Dei borghi, delle chiese, dei castelli.
E non parlo dei grandi centri. Non Firenze, Siena, Pisa o Lucca. Ma dei piccoli angoli fuori dai circuiti turistici, e pur per questo, non meno pieni di fascino.
Penso ai luoghi che hanno visto nascere e crescere Carducci a Valdicastello, penso alla Villa la Versiliana dove D’Annunzio risiedeva e compose tra le altre “la pioggia nel pineto”, penso a Torre del Lago dove quegli struggenti paesaggi ben si fanno interpreti del lirismo di Puccini, penso alle marine di Carrà, alle spiagge ed ai gozzi di Lazzaro, alla marineria viareggina descritta e dipinta da Viani, ed ad altro ancora.
Un paesaggio pervaso da quella luce che Piero della Francesca è riuscito a fissare nei suoi affreschi.

Cosa significa tutto questo. Cosa a che fare con l’Italia agli italiani?
Forse niente e forse molto.
Dico solo che questa mia terra mi stupisce per la poliedricità di immagini, di storie, di testimonianze, di paesaggi che riesce ancora ad offrire. Di storie, forse anche minori, ma che poi sono divenute parte della storia condivisa da tutti noi.
Ma oggi il mondo altro chiede.
Lo stesso lardo è stato messo sotto assedio da parte della comunità europea perché il sistema di preparazione non rispettava quelle che erano le idee dei burocrati di Bruxelles. Gli stessi che hanno determinato il raggio di curvatura che debbono avere le banane; ed altre amenità varie.
Già l’Europa di Bruxelles. Quella di Prodi, di Padoa Schioppa, di Frattini per rimanere a personaggi di casa nostra. L’Europa dei poteri forti, dei banchieri, delle logge più o meno coperte. Ma degli interessi evidenti.
L’Europa che ha preso una sberla proprio in questi giorni dal popolo irlandese. Ed a tal proposito debbo riconoscere che questi celti cominciano a piacermi. Sarà perché sono quelli originali e non taroccati come quelli di casa nostra. Anche se per la verità l’unica forza politica parlamentare che si è espressa favorevolmente in merito all’esito del referendum irlandese, è stata la Lega.
Adesso è da vedere se al di là del folclore, al di là degli elmi con le corna, al di là del vello di capra tenuto sulle spalle, al di la delle spade di cartone; adesso è da vedere se questa manifestazione di giubilo avrà uno sbocco politico.
E cioè se Calderoli e soci vorranno mettere mano alla riforma costituzionale, permettendo così al popolo italiano di potersi esprimere sul suo futuro. Questa è questione nodale.
Anche per La Destra.
Altro che gli sgomberi della signora con i tacchi a spillo.
Nella logica dell’Italia agli italiani.

Nell’attesa, io rimango qui, sotto il cielo di Piero a mangiarmi il mio panino con il lardo.
L’hamburger, l’hot dog e la coca cola li lascio ad altri.
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