"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

chi voteresti alle politiche ora?

soddisfatto del governo Berlusconi?

Visualizzazione post con etichetta memoria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta memoria. Mostra tutti i post

lunedì 9 giugno 2008

Memoria, formazione ed altro... (Parte II)

Il fatto è che oggi crediamo di dover affrontare nuove tematiche. Quando in realtà le stesse già si sono presentate in altri tempi.
Un esempio che ci riguarda come Oltreconfine .
Qualche persona d’area storce il naso per il link di Travaglio.
Capisco i giovani. Un po meno chi dovrebbe formarli. Guardate che Travaglio arriva secondo. Chiaramente non per capacità ma per motivazioni anagrafiche.
Il vero problema è che non c’è memoria, né voglia di ricordare. Se non due o tre frasi ad effetto. Guardate che il lavoro che sta facendo oggi Travaglio, lo ha fatto ai suoi tempi Beppe Niccolai, nella realtà di quei tempi.
Con Rosso e Nero.
Rubrica settimanale pubblicata sul Secolo d’Italia organo ufficiale del MSI.
Bisognerebbe spiegare a questi ragazzi che le battaglie per la pulizia morale in politica sono state cosa nostra. Poi abbandonate. Ma non dobbiamo attaccare Travaglio o Grillo. Forse sarebbe il caso di riappropriarci di qualcosa che ci apparteneva.
Qui sotto vi metto un piccolo cammeo che forse vi può spiegar di cosa intendo.

Da “L’Eco della Versilia”, n° 4 Anno XVIII - 31 Maggio 1989

La P2 e i servizi segreti
* * *
Pisa, 19 ottobre 1984
Caro Segretario,
incaricato di redigere la mozione sulla P2 ho tirato giù il testo allegato. Pare che incontri resistenze. Non ne conosco le argomentazioni se non quella di difendere i Servizi. Se è così chiedo il tuo parere e la possibilità di discutere della cosa in Segreteria.
Cordiali saluti.
Giuseppe Niccolai
* * *
Roma, 29 ottobre 1984
Caro Niccolai,
ti ringrazio per avermi inviato, cortesemente, la mozione sulla P2 da te redatta. L’ho letta attentamente e non ho alcuna osservazione in contrario da fare. Voglio dire che me ne assumo volentieri, quale Segretario del partito, la responsabilità. Non è quindi necessario discuterne in Segreteria. Ti prego pertanto di volermi far conoscere da chi vengano e quali contenuti abbiano o nascondano le «resistenze» da te denunciate, sia pure genericamente. Ma resta ferma la mia approvazione. Naturalmente comunico tutto ciò al Presidente del gruppo, per il rispetto che gli debbo, istituzionalmente e personalmente.
Un saluto affettuoso.
Giorgio Almirante
* * *
La Mozione
La Camera,
preso atto che i lavori della Commissione di inchiesta parlamentare sulla Loggia P2 sono terminati, evidenziato:
a) - come la Nazione italiana sia infeudata ai servizi di informazione di potenze estere, tanto da mettere dubbio la sua stessa sovranità nazionale;
b) - che la tesi delle «stragi di stato» trova puntuale conferma nello stesso documento di maggioranza, per cui «la politica della destabilizzazione attuata in Italia dalla P2 mirava, con paradossale ma coerente lucidità, alla stabilizzazione del sistema», per conto delle forze cosiddette moderate;
c) - che il confronto delle tesi avvenuto in Commissione, e cioè se Licio Gelli sia stato agente della CIA o del KGB, conferma, nella sostanza, la sudditanza delle classi politiche di vertice italiane ai vincitori della 2ª Guerra mondiale, sudditanza attraverso la quale è passata anche la «politica» delle stragi;
d) - come lo scontro delle tesi su descritto comporti, per tutto il sistema statuale italiano, la figura del partito-stato che, in quanto stato, usa, ai propri fini particolari, gli strumenti istituzionali, in primo luogo i Servizi;
e) - che il processo di identificazione DC-Stato è elemento fondamentale per spiegare gli effetti di decomposizione, di feudalizzazione, di privatizzazione dello Stato stesso, come l’ultimo caso Cirillo abbondantemente dimostra;
f) - che la vicenda Sindona (dalla quale è esploso lo scandalo P2), alla luce del delitto Ambrosoli, evidenzia pesanti responsabilità morali di Ministri in carica, fra l’altro, bollati nella stessa sentenza di rinvio a giudizio del bancarottiere da parte dei giudici milanesi;
preso altresì atto come la maggioranza della Commissione (DC - PCI - PSI ~ PRI) abbia volutamente taciuto sulle responsabilità del ministro Bruno Visentini, in ordine alla vicenda «Rizzoli - Ortolani - Gelli - “Corriere della Sera”» e come, nel suo complesso, la relazione di maggioranza concluda con una copertura generalizzata della vicenda Carboni, per cui quel «silenzio», non solo accantona l’indagine su Ciriaco De Mita, Armando Corona, Eugenio Scalfari, Carlo Caracciolo, Carlo De Benedetti, ma anche su episodi inquietanti che la confessione del «boss» mafioso Tommaso Buscetta ha portato ora alla ribalta, e che riguardano il mondo della criminalità organizzata, con personaggi come Francesco Pazienza, i «killer» Danilo Abbruciati, Ernesto Diotallevi, personaggi tutti ruotanti intorno alla persona di Roberto Calvi, prima che costui venisse trovato impiccato sotto il «Ponte dei Frati Neri» di Londra;
rilevato che identico comportamento da parte della maggioranza si è avuto sulla vicenda «Zilletti - CSM - Quirinale»;
che il «Banco Ambrosiano» finanziava operazioni facenti capo alla DC, al PSI e al PCI, tanto che quest’ultimo, per un prestito di miliardi, ipotecava il prestigioso palazzo delle «Botteghe Oscure»;
che tutte le nomine, ai vertici dei Servizi, poi risultati infeudati alla P2, vennero concordate con il PCI;
invita il Governo
ad aprire in Parlamento un dibattito in atto a stabilire se l’Italia, alla luce delle risultanze scaturite dalla Commissione P2, sia ancora un paese indipendente;
a prendere in esame le posizioni dei Ministri comunque coinvolti nelle vicende P2, e ad assumere i relativi provvedimenti;
ad aprire un’inchiesta, in collaborazione con il CSM, sul caso del magistrato Enrico De Nicola che, in contrasto con il Procuratore generale Franz Sesti, non sentendosela di limitare i motivi di appello solo su alcuni casi P2, così come gli veniva ordinato, si è rifiutato di firmare l’archiviazione (vicenda Zilletti -Quirinale), chiedendo il trasferimento ad altro Ufficio;
a moralizzare l’intera vita pubblica italiana, tenendo di conto che sono proprio le risultanze della Commissione P2 a dimostrare che partito politico e massoneria sono escrescenze putrescenti di un sistema di potere che ha espropriato le Istituzioni, dando vita nel paese ad una guerra fra bande, e fra bande e cittadini, così come la turpe vicenda Teardo ha dimostrato, quando una regione non meridionale, ma del triangolo industriale, è stata sottoposta, scientemente, all’attività criminale di una banda politica;
a riaprire, nelle sedi appropriate, e con rigore, la vicenda «Volani - Pazienza» per l’appalto-terremoto, e ciò alla luce di quanto è recentemente emerso sul caso Cirillo, quando lo Stato-democratico, attraverso i Servizi, finanziava camorra e Brigate rosse; in particolare ad accertare se, alla vigilia della consegna al Parlamento della Relazione conclusiva sulla P2, vi furono intese e patteggiamenti, per cui la stesura finale della relazione di maggioranza venne concordata, trattando alcuni «silenzi» (Carboni - Armando Corona - Francesco Pazienza) purché altrettanti «silenzi» fossero posti sulla vicenda, incredibile, sanguinosa e criminale, «Cirillo - Brigate rosse - Camorra».
* * *
Conclusione. Il dibattito sulle relazioni della Commissione di Inchiesta parlamentare sulla P2 (relatore per la Camera, Altero Matteoli) avviene in aula il 19.12.1985. Il MSI, ad eccezione di tutti gli altri gruppi, non presenta alcun documento. Matteoli è in Ospedale, al suo posto parlano altri.
* * *
Codicillo: 23 dicembre 1984, la strage sul rapido Napoli - Milano. Sui giornali questa dichiarazione:
«Ci hanno avvertito, ci hanno mandato a dire con la strage che l’Italia deve stare al suo posto sulla scena Internazionale. Un posto di comparsa, di aiutante. Ci hanno fatto sapere con il sangue che il nostro Paese non può pensare di muoversi da solo nel Mediterraneo. Ci hanno ricordato che siamo e dobbiamo rimanere subalterni. E noi non abbiamo un sistema di sicurezza nazionale capace di opporsi a questi avvertimenti. Non difendono l’Italia perché non debbono difenderla. Sono funzionali alla nostra condizione di inferiorità. Altro che strage fascista: è accaduto qualcosa di totalmente nuovo, qualcosa che pone Il problema della nostra autonomia Internazionale».
(Rino Formica, «la Repubblica», 29 dicembre 1984, dopo la strage sul rapido Napoli - Milano del 23.12.1984, e di cui si trova indiziato il nostro Massimo Abbatangelo).
* * *
Le esplosive dichiarazioni di Rino Formica provocano un dibattito parlamentare. E nella seduta del 29 gennaio 1985 lo stesso Presidente del Consiglio del tempo, Bettino Craxi, viene a rispondere. Quale atteggiamento tiene il MSI dinanzi alle dichiarazioni di Rino Formica?
Di assoluta opposizione. Va oltre il PRI, notoriamente il partito «americano» in Italia. Difende i Servizi e la NATO.


Ogni commento è superfluo.
Questo i ragazzi non lo sanno.
A loro basta un a noi o un a voi.
Sono i grandi che dovrebbero ricordare. Non accontentarsi di alcune frasi ad effetto.
Hanno un dovere morale di forgiare coscienze, spiegare e testimoniare; i grandi.
Ripeto, testimoniare con atti. Altro a loro non si chiede.
Ed invece i grandi forse sono impegnati a guardare ad Arcore.

domenica 8 giugno 2008

Memoria, formazione ed altro... (Parte I)

Quelle che seguono sono alcune riflessioni, che credo necessarie, in questo momento di “stallo” e prendono spunto da vari interventi apparsi sul blog di Storace .
Si parla di memoria e di proposta politica.
Alcune cose debbono essere chiare.
Chiunque ha il diritto di commemorare i propri camerati caduti per l’idea. Nessuno scandalo. Nessuna riserva mentale. Nessun distinguo.
Non saranno accettati.
Ma con altrettanta onestà intellettuale, tale diritto va riconosciuto ad altri che vogliono commemorare i loro di caduti.
Anch’essi per l’appartenenza ad una idea se pur diversa dalla nostra.
Si badi bene.
Caduti, i nostri ed i loro, per una idea, ma non caduti per atti delinquenziali camuffati da motivazioni ideologiche.
Se non dicessi questo, non rappresenterei lo spirito di Oltreconfine.
Non tolleriamo divieti, né ne poniamo.

Ma altrettanto chiaramente va detto, che tutto questo, niente ha a che fare con una qualsivoglia proposta di azione politica.
Significherebbe soltanto fare rivivere i nefasti giorni degli opposti estremismi, che tanto bene hanno fatto al regime democristiano. Per chi ha qualche anno, ricorderà che allora scrivevamo che ” le bombe non son nere ma sono bianche”.
E come non cogliere segnali inquietanti anche nella cronaca di questi giorni. Mi auguro che la lezione sia stata capita.
Vorrebbe significare il riaprire una stagione sciagurata che è costata soltanto lutti, divisioni e devastazioni alle coscienze ed alle famiglie. Ed ha cementato il blocco di potere.
Mi auguro che nessuno abbocchi più.
Per il nostro bene.
Ma, se vogliamo essere seri dobbiamo dircela tutta, non va dimenticato che giovani di quel periodo sono stati mandati avanti e poi abbandonati e ricusati perché il partito si era messo il doppio petto. Vittime sacrificali necessarie, per dimostrare che impersonificavamo come si deve il ruolo di guardia bianca del sistema.
E qui parlo, chi ha orecchie per intendere intenda, dell’”Almirantismo”.
Di un brutto modo di concepire il potere, se pure minimale, come quello che poteva essere garantito dal MSI-DN.
Un esempio ne è la brutta vicenda per cui Beppe Niccolai ( si, quello raffigurato all’interno del documento programmatico de La Destra) per il solo fatto di avere portato all’attenzione del partito, la squallida vicenda della lettera di solidarietà di MirKo Tremaglia, al colonnello contrabbandiere di armi, implicato nella vicenda Iran-Contras, Oliver Norton, fu denunciato alla Ucigos di Pisa.
Vorremmo che quei tempi fossero oramai un brutto ricordo.
Degni di memoria, e basta.
A questo punto alcune altre considerazioni purtroppo debbo fare.
Su questi temi vedo ancora troppo sangue caldo ( sarà la vostra giovane età, beati voi) ma poco acume politico. Intendiamoci, non me la prendo con quelli degli a noi, a voi, a loro.
Si ho capito, i verbi li sapete. Ma poi?
Poi basta che si presenti il cavaliere e vi sciogliete in prolungati applausi ed ovazioni degne di ben altre occasioni.
A noi, a voi, a loro. Ma poi tutto il dibattito che ne scaturisce verte sul dubbio se è preferibile confluire nel Pdl e si dice questo forse no; o se invece non sia preferibile un apparentamento con i nostri simboli e le nostre bandiere, e questo sembrerebbe accettabile (sic !!!).
A noi, a voi, a loro. Lasciate perdere queste esteriorità. Sono quelle che i nostri avversari si aspettano da noi. Se volete fare del folclore venite a Viareggio al Carnevale. Se volete fare politica cominciate a guardarvi intorno, a capire il disagio, le cause, parlate con la gente, aprite i vostri cuori e fate male al sistema. Allora saremo veramente efficaci. Ed allora forse capirete che il vostro filosofeggiare sul Pdl è tempo sprecato.
Chiaramente è un esercizio che dovrebbe essere impartito dall’alto.
Con coerenza ma principalmente con la testimonianza che quello che si professa venga poi profuso nella prassi quotidiana. La credibilità, il carisma, lo si ottiene con l’esempio. E capisco che per chi proviene da AN tutto questo può essere forse inusuale.
Sarò noioso, ma quello che è disarmante è la prassi quotidiana.
Oggi, in tutte le attività lavorative esiste l’obbligo dell’informazione, della formazione e dell’addestramento del lavoratore.
Sarebbe buona prassi anche in politica. (continua)

Le foto presenti su Oltreconfineonline sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.