"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

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lunedì 4 agosto 2008

Le vie del pellegrinaggio per Sulmona

Il carcere di Sulmona è ben noto a causa dei prestigiosi detenuti del 41 bis di mafia e 'ndrangheta. Una porta che non si apriva mai.
Ma ora che il carcere rinchiude un detenuto importante, Ottaviano Del Turco, ecco che la processione non finisce più.
11 visite eccellenti in diciannove giorni: "Otto sono targate centrodestra. Tre centrosinistra. Un record per il sistema carcerario italiano: è la prima volta che un detenuto riceve così tante attenzioni e in così poco tempo in una prigione dello Stato. Un record dei record per il «supercarcere» di Sulmona, blocchi di cemento armato trasformati in camminatoi in mezzo alla magnifica campagna ai piedi del Gran Sasso." Nel frattempo "Lui legge Hemingway e Silone, dipinge su tela la sua cella e le montagne dell' Abruzzo, con gli altri ospiti del carcere di Sulmona non parla mai".
Le prime visite, il 15 luglio: Pierluigi Mantini, deputato del Pd e segretario della commissione Giustizia della Camera, ed il senatore Marcello Pera. Il 16: i parlamentari del Pdl Renato Farina e Giancarlo Lehener. Il 21: la deputata del Pdl Melania De Nichilo Rizzoli. Il 25 luglio sono a Sulmona Lella Golfo, presidente della fondazione Marisa Belisario, e l'onorevole del Pdl Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro della Camera; quest'ultimo con quattro bigliettini recanti messaggi d'auguri da parte del ministro Renato Brunetta, dell'ex ministro Pierluigi Bersani, di Livia Turco e di Margherita Boniver. La tarda serata del 25 luglio è il turno dell'ex presidente del Senato Franco Marini assieme al senatore del Partito democratico Giovanni Legnini. Maurizio Scelli, l'ex presidente della Croce Rossa, è di turno il 29 luglio. Fino all'ultima visita celebre, quella dell'europarlamentare del Pdl Giuseppe Gargani. Innumerevoli poi le lettere ed i bigliettini dei colleghi del Palazzo: Silvio Berlusconi, ma anche Piero Fassino ed Epifani.
La Casta politica è si protettiva verso i membri che una volta tanto vengono beccati con le mani nella marmellata; così i suoi membri onorati si superano in un profluvio di pizzini e messaggi di parte a prescindere dalle carte processuali. Quando un messaggio di buon lavoro al magistrato inquisitore?
Oddio, per la verità rimaniamo in attesa che il Tribunale del Riesame il 7 Agosto decida sul destino degli indagati e preferiamo limitare i giudizi sommari. Tuttavia riteniamo che le 442 pagine dell'atto accusatorio del Procuratore Trifuoggi sono più che una prova campata per aria e che comunque alla fine saranno i fatti processuali a prevalere sugli atteggiamenti autoprotettivi e diffamatori della Casta politica.
Ci dobbiamo preoccupare per questo eccesso di solidarietà bipartisan e per il rinnovato scambio di attenzioni tra maggioranza ed opposizione sul tema giustizia? Si.
Infatti consideriamo infatti quali interessi e potenziali conseguenze per la Casta siano in ballo, tenendo ben presente in mente che la gestione della sanità regionale è un'immensa gallina dalle uova d'oro che ha permesso di superare le difficoltà subentrate sul finanziamento illecito dei partiti a seguito di Mani Pulite.
È chiaro che se qualcuno parla sono problemi per tutti.

martedì 29 luglio 2008

I senatori azzurri baciano le mani a Don Silvio. A che punto siamo arrivati?

Vi riporto una notizia Adkronos delle 21:47 di oggi, 29 luglio:

Governo: Berlusconi applaudito da senatori Pdl a Palazzo Rospigliosi
"Roma, 29 lug. (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è appena stato accolto dai senatori del Pdl con un lungo applauso in occasione della cena organizzata a Palazzo Rospigliosi proprio dai membri di Palazzo Madama guidati da Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Con i senatori sono presenti anche il Ministro della Difesa e reggente di An Ignazio La Russa, il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto e diversi ministri azzurri dell'esecutivo." Segue la solita uscita ormai standard secondo cui "gli elettori ci premiano con il 62,8% di consensi".

Che bel quadretto di famiglia.
Ma sono notizie da darsi queste? Ma cosa significa? Berlusconi applaudito ad una cena con i suoi dipendenti? E allora?
Quello che vedo tra le righe è lo stato di una informazione sempre più supina ed asservita, persino quella non direttamente dipendente da Arcore. E secondariamente il tentativo di lavorarsi il cittadino al sottolivello di suddito.
Tra l'altro, a parte le solite affermazioni berlusconiane condite di cifre roboanti che si lasciano difficilmente confermare da altri sondaggisti indipendenti - ma anche i sondaggisti di Arcore dovranno pure lavorare - mi colpisce e mette vergogna in quanto italiano il clima politico che che si sta instaurando in questo Parlamento (per me comunque illegittimo in quanto scelto sulla base di una legge elettorale incostituzionale). E cioè un clima di sudditi e non di onorevoli rappresentanti del popolo. Che mi richiama in mente ben altre situazioni del passato.
Mah. Sarà pur vero che si è trattato di un pranzo di aennini e forzisti, e quindi dei più acritici dipendenti diretti del Cavaliere, però questo clima di festa ed adulazione del capo non sta in nessuna
ragionevole connessione con i tempi duri che corrono per tutti.
Loro festeggiano. Si congratulano tra di loro.
Questa Casta politica autoreferenziale corre ormai in un binario separato da quello della Nazione. Il mio pensiero è solo quanto tempo ancora tutto questo potrà durare.

Quattro italiani un po' più uguali degli altri

Pubblico di seguito il contenuto di una email pervenutami da A. B. lettore del blog:



"Il nostro Presidente del Consiglio eletto dagli italiani è diventato una specie di Vice Dio con l'immunità, Lui ed altre 3 cariche dello stato.
Questo è potuto accadere per due motivi molto semplici:

- gli italiani sono preoccupati per il loro futuro da poveri, per la loro sicurezza e lavoro, pertanto non hanno né il tempo né la volontà di pensare ad altro, in queste condizioni di insicurezza è facile per chiunque adottare provvedimenti che non interessano i cittadini, ben sapendo che nessuno alzerà la voce contro. Si chiama assuefazione il termine, ecco il popolo è assuefatto.
- parte della magistratura italiana di fatto è politicizzata e va contro quei magistrati (che di solito vengono poi trasferiti) che indagano sulle malefatte dei politici senza distinzione di schieramento. Inoltre in Italia la magistratura di fatto non funziona, essendo gli stessi una casta molto ben pagata rispetto ai poveri impiegati statali.

Capite che è stato facile quindi far passare il lodo Alfano... il terreno era già pronto.
Che rischio c'è ora: il rischio è grande perché anche se l'opposizione, ma è una parola troppo grande chiamarla opposizione, diciamo quei 4 gatti che cercano di mettere insieme due parole sottovoce contro il Presidente del Consiglio sempre con una sorta di sudditanza, sono sempre stati contrari al Lodo, tra cinque anni ammesso che vincano le elezioni ben difficilmente toglieranno l'immunità perché andrà bene anche a loro... naturalmente.
Poi c'è il rischio dell'effetto cascata, ovvero in Europa qualcuno potrebbe imitare il nostro Presidente del Consiglio, della serie... se lo può fare lui perché non lo posso fare anch'io??? Si può fare "Yes we can", nessuno protesterà più di tanto.
Piano piano andiamo verso una sorta di soffice dittatura, il controllo dei popoli comincia così.
Sono molto preoccupato non per me ma per i giovani, che pensano troppo a chattare con il loro cellulare, al gossip e poco al loro futuro, anche per colpa nostra. Il futuro sarà brutto questo è sicuro.
Alla prossima" A. B.

Caro A.,
l'assuefazione alla situazione penosa di cui parli non è stato però un processo naturale od inevitabile ma piuttosto il risultato quasi logico di tanti anni di controllo sistematico dell'informazione da parte di pochi soggetti e dalla forzatura di un modello di società edonistica e privo di valori base tipo Grande Fratello e Isola dei Famosi che tutti vediamo. Considera che, durante i governi Berlusconi II e III, tanti dissidenti del regime come Santoro, Biagi, Luttazzi, Massimo Fini e Guzzanti furono estromessi dalla televisione sia pubblica che privata e quindi messi in condizione di non nuocere allo status quo.
Contemporaneamente si picconava la giustizia in senso ultra-garantista perché una giustizia che funziona sarebbe la fine per la Casta politica parassitaria. Il decadimento morale del paese ha poi preparato la strada a quello materiale.
In questo senso il popolo italiano non è del tutto colpevole. Ignorante ma gabbato.
La speranza è che l'aggravarsi inevitabile della condizione economica e di sicurezza del paese alla fine forzi il cittadino ad aprire gli occhi su quello che è stato il fallimento della Seconda Repubblica.
Un fallimento che coinvolge la Casta tutta. Maggioranza e opposizione (falsa).

Un saluto.

martedì 15 luglio 2008

L'infinito terorema che sempre ritorna ovvero l'insaziabile voglia di impunità da parte della classe politica

Il signor Tribuno si è rotto veramente le balle di dovere parlare di Silvio Berlusconi ogni giorno.
Ma lui che è il comico vero del momento non si riesce quasi mai a passarlo sotto silenzio.
Gli altri comici della politica, i Fini, i Tremonti, i Sacconi sono soltanto macchiette di secondo livello. A loro un titoletto laterale, quando pure se ne abbia voglia.

I fatti.
Ottaviano Del Turco, 63 anni, ministro delle Finanze tra il 2000 e il 2001, è stato arrestato oggi da agenti della Guardia di Finanza al termine delle indagini «sulle cartolarizzazioni dei crediti vantati dalle case di cura private nei confronti delle Asl abruzzesi». È accusato di associazione a delinquere, concussione e corruzione e di avere incassato, insieme ad altri, tangenti per 6 milioni di euro.
Sia chiaro, non saremo noi ora a preparare la forca su cui giudicare sommariamente le azioni di Del Turco e degli altri indagati. A tale fine ci sono gli organi giurisdizionali preposti.
Tuttavia secondo il Procuratore Nicola Trifuoggi: "Abbiamo riscontrato l'80% dei fatti... Ci sono puntigliosi riscontri da intercettazioni, documenti; abbiamo trovato tutte le ricevute dei prelevamenti. Nell'auto di Luigi Conga, l'ex manager della Asl di Chieti, è stata trovata una valigetta contenente 113 mila euro. Abbiamo pure i ticket dei telepass autostradali di quando i soldi venivano portati a Collelongo" (Collelongo è la residenza abruzzese del presidente Ottaviano Del Turco). In più ci sono le registrazioni dei colloqui che l'imprenditore Vincenzo Angelini ha avuto con i politici corrotti. Un dossier di 442 pagine pieno di fatti e riscontri.

Ma eccolo da Parigi, durante una colazione organizzata dal presidente francese Nicolas Sarkozy in occasione della Festa nazionale francese, l'omino di Arcore in una delle sue uscite più classiche: "Mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata di un intero governo di una Regione". Ed ancora: "Ho sentito anche il teorema accusatorio... conoscendo l'attuale situazione dell'accusa in Italia...". Il trovarsi un paese straniero non lo distoglie minimamente dal buttare fango al suo stesso paese e a quelle istituzioni che lui stesso dovrebbe rappresentare.
"Ho sentito...", "mi sembra...", "un uccellino mi ha suggerito...". Ovviamente le carte non sono state lette. Ma le carte in fondo non sono importanti perché quel che conta è il nuovo pretesto per delegittimare la magistratura; persino quando la magistratura sembra, come in questo caso, perseguire un avversario politico come il rappresentante del PD Del Turco. In base a prove fondate e circostanziate.
Ma non importa. Perché già sappiamo che il paranoico clan di Arcore cercherà ora ed ancora di chiamare a raccolta l'intera classe politica per sferrare il colpo definitivo al nemico di sempre. Quella giustizia che, se funzionasse per davvero, manderebbe in rovina la Casta politica parassitaria che ci governa.
Per questo la giustizia non deve funzionare, non si vuole che funzioni. Con i risultati giornalieri che sono sotto gli occhi di tutti.

martedì 24 giugno 2008

La fine di un'inganno

L'Eurostat ha pubblicato oggi i valori del prodotto interno lordo pro-capite misurato in standard di potere d'acquisto per l'Italia e la Spagna per l'anno 2007.
Il dato negativo allora contestato dal governo Prodi del 2006 non migliora, anzi il divario cresce ulteriormente: la Spagna si attesta su quota 107 mentre l'Italia scende a quota 101.
Ma è il dato in funzione del tempo e valutato negli ultimi 10 anni che rivela una preoccupante tendenza che i governi passati hanno bene provveduto a nascondere alla gente.
È questo il dato di un paese in costante impoverimento materiale (e morale ovviamente, essendo questo sotto gli occhi di tutti) e direi, citando il bel libro di Stella/Rizzo, quasi alla "deriva".
Ad una più attenta disamina il grafico rivela anzi un andamento abbastanza lineare del calo di pil pro capite, il tutto apparentemente non influenzato dai governi di centro-destra e centro-sinistra che si succedono nel periodo in questione. Si può forse rilevare un picco nel 2001 in corrispondenza dell'attacco terroristico alle Torri gemelle. L'importanza in scala macroeconomica dell'evento è però smentita dal dato spagnolo, visto che l'economia spagnola sembra quasi procedere indisturbata nella sua via ascensionale. Questo perché un'economia virtuosa non è bloccata tanto da fenomeni terroristici (addirittura nemmeno l'effetto degli attentati di Madrid è rilevabile dal grafico soagnolo) quanto più da problemi di genere strutturale. Che sono quelli italiani.
Corruzione, criminalità, investimenti esteri, produttività nel lavoro, competitività internazionale, lottizzazione politica, gerontocrazia della classe dirigente, burocrazia, infrastrutture, per citarne alcuni. Tutti parametri in cui siamo i campioni in negativo.
In poche parole il dato conferma la nostra analisi politica che la crisi italiana corrisponde ad un declino strutturale e politico di lungo periodo che non ha un colpevole specifico. Perché se è vero che il centro-destra, una volta al governo, si è più preoccupato di risolvere i propri problemi giudiziari e fiscali con un impatto per il popolo desumibile dal grafico, anche il centro-sinistra non si è certo impegnato, una volta al governo, a risolvere il conflitto di interessi ed a regolamentare il settore radiotelevisivo come ci si sarebbe potuti attendere da un'opposizione andata al governo.
Ed infatti è questa la caratteristica peculiare della Casta politica: due grandi blocchi divisi in televisione e nei proclami pubblici, ma uniti nei salotti e nelle stanze del Palazzo.
Il risultato per il cittadino? Lo si può ben leggere nel grafico.
È ora che cali definitivamente il sipario su questa che è stata la grande menzogna degli ultimi 15 anni.
Così iniziò, ancora me lo ricordo; con quel vecchia promessa berlusconiana del milione di posti di lavoro. Furono quella speranza e quella promessa di benessere e libertà che il berlusconismo adoperò per blandire ed addormentare il popolo italiano.
Ma un giorno gli italiani si sveglieranno. E si accorgeranno di essere più poveri di prima.
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