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lunedì 18 agosto 2008

Ferrovie feroci, (ri)licenziato macchinista Dante De Angelis. FIRMA LA PETIZIONE!


Vi invito calorosamente a firmare la seguente petizione in favore di Dante De Angelis, il macchinista ferroviere in forza al deposito locomotive di Roma S. Lorenzo "la cui unica colpa è stata quella di avere esercitato il diritto di critica ed il ruolo di scrupoloso RLS".
Risultato?
Licenziamento in tronco, verbale, con allontanamento fisico effettuato dagli agenti della Polfer. Perchè? Per la dirigenza delle FS egli "ha diffuso notizie infondate e pretestuose, procurando un allarme ingiustificato". Certo, la rottura degli Eurostar in due pezzi è cosa di ogni giorno. Perché questo ingiustificato allarmismo da parte del competente addetto alla sicurezza?
Di conseguenza per lui questo allontanamento punitivo, quasi d'altri tempi direi.
Per ulteriori informazioni posto di seguito il seguente articolo dal sito "Macchinisti sicuri". Il grassetto è mio.

Ferrovie feroci: rilicenziato macchinista/RLS Dante De Angelis, il macchinista e RLS di Roma S. Lorenzo che aveva commentato lo spezzamento del primo Eurostar, ETR 500, avvenuto a Milano Centrale il 14 luglio scorso, ipotizzando l'eventualità di difetti di progettazione, controllo manutenzione e rischi per la sicurezza

Ieri 15 agosto 2008, presentatosi al lavoro, secondo il proprio turno, il capo deposito titolare di Roma S.Lorenzo gli ha annunciato verbalmente che era stato licenziato.
A seguito delle sue rimostranze e della richiesta di una comunicazione formale per iscritto, il funzionario aziendale per tutta risposta ha chiamato la Polfer per allontanarlo dall’impianto; l’azienda, che in questi giorni con un rigurgito di autoritarismo militaresco ha ingiustamente licenziato anche otto operai manutentori di Genova, tenta di neutralizzare il sindacato e di cucire nuovamente la bocca ai delegati alla sicurezza.
Vi sono gravi elementi che inducono a pensare che questo licenziamento sia frutto di un particolare accanimento e di una vera e propria persecuzione, quasi una vendetta personale, da parte dei massimi dirigenti FS sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei RLS.
Dante De Angelis, era stato già licenziato nel marzo 2006 per il rifiuto di usare il pedale dell'omo Morto e poi reintegrato dall'azienda a seguito di una grande mobilitazione sindacale, politica e di opinione pubblica.
Oggi occorre nuovamente mobilitarsi contro i licenziamenti sia di De Angelis che degli otto operai poiché vi e' il rischio concreto di una degenerazione delle nostre condizioni di lavoro si in termini di sicurezza che di libertà.
Sulle cause degli spezzamenti degli Eurostar avvenuti a Milano con i due ETR 500 indagano intanto le procure di Milano e Torino, con particolare riferimento agli organi di aggancio, mentre l’azienda aveva scaricato tutta la colpa sui macchinisti “rei” di aver lasciato inserito l’apparecchiatura SCMT.
Che ci sia un problema di progettazione negli ETR 500 l’ha riconosciuto pubblicamente anche l’amministratore delegato di FS spa, Mauro Moretti, ma che ci sia un problema di manutenzione e’ evidente a tutti, poiché è inammissibile che i treni si spezzino a seguito di una frenatura d’emergenza, anche indebita, comandata dall’apparecchiatura (di sicurezza) SCMT.

giovedì 7 agosto 2008

Dato Censis sui morti sul lavoro: L'uso criminoso della propaganda di regime che nasconde le notizie che infastidiscono

Prologo.
"Vittoria - La Germania vince su tutti i fronti".
I soldati della VI Armata sotto la guida del generale von Paulus sono intrappolati a Stalingrado ed ormai non hanno più speranze dopo che l'ultimo tentativo di liberarli del generale von Manstein fallisce definitivamente.
Natale del '43, un terribile Natale per le famiglie di quei 200 mila combattenti tedeschi ancora vivi a Stalingrado. Il capo della propaganda Göbbels fa diramare dalle radio del paese la notizia che l'"eroica" VI Armata si è totalmente immolata nei furiosi combattimenti in città. Per la causa.
Per la vittoria che arriverà certa.
Ma i 200 mila soldati ascoltano la radio esterrefatti ed atterriti. Solo in 5 mila torneranno a casa dai campi di concentramento russi.

Ma veniamo ora alle cose di cosa nostra.
Spazzatura.
Tanta. C'è. Ma non si vede.
Il Premier che si fa fotografare sorridente a Napoli con la scopetta in mano.
Astuto, perché sa bene che quello che non si vede non esiste. "La situazione a Napoli è risolta" dice lui. Strano che i napoletani la pensino diversamente. A questo proposito invito a visitare il blog Napoli blogolandia con foto e filmati aggiornati di spazzatura vera. Viva e vegeta.

Eppoi ci sono i morti.
I nostri martiri del lavoro.
Ma anche quelli evaporano, ecco, basta non parlarne.
Il Censis ha pubblicato l'altro ieri i nuovi dati sugli infortuni sul lavoro in Italia. "Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non a causa della criminalità o di episodi violenti. I morti sul lavoro, infatti, sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi." Mentre "Diminuiscono gli omicidi in Italia, invece. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Molti di più, invece, negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra, comunque, una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000)".
Ed ora viene fuori pure che Roma è persino una delle piu sicure metropoli d'Europa. Ma solo dopo che il tema sicurezza è stato il cavallo di battaglia decisivo per la vittoria elettorale del Pdl. Un flusso informativo volutamente gonfiato per dirigere l'opinione pubblica verso lidi tradizionalmente di centro-destra.
Ora invece il dato sui morti sul lavoro, in crescita, deve essere ridimensionato. Perché da fastidio.
Come la polvere che si vuole spingere sbrigativamente sotto il tappeto di casa.
Parola di Castelli: "Le statistiche sulle morti sul lavoro che periodicamente ci vengono trasmesse sono fasulle". Secondo il senatore "soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa dopo il lavoro. Morti che evidentemente nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica... È il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".
La realtà è che la sicurezza sul lavoro costa. Mentre il morto ben poco. Fino al punto che il rischio per la ditta è un investimento accettabile. E questo governo non ha certo finora rappresentato gli interessi dei lavoratori quanto quelli della grande impresa.
La realtà è che il precariato, fortissimo nel nostro paese, aumenta il rischio di infortuni perché la manodopera è inesperta cambiando spesso occupazione.
La realtà è che la normativa nel campo della sicurezza del lavoro, oltre ad essere poco applicata, non viene fatta rispettare come si dovrebbe. Secondo le stime del Ministero di Giustizia sono ben 150 mila i processi che ogni anno vanno in prescrizione nel campo del lavoro, tema che abbiamo già trattato nel giugno scorso.

Balle
, solo balle sono quelle allora che filtrano dalla macchina precisa della propaganda di regime, la balla della scopetta, la balla della cordata, la balla della bella ed unita famigliola del Premier.
Ma al di là delle balle ci si intossica nei fumi tossici, al di là delle balle si perde il posto di lavoro, al di là delle balle si muore.
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