"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

chi voteresti alle politiche ora?

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lunedì 18 agosto 2008

Ferrovie feroci, (ri)licenziato macchinista Dante De Angelis. FIRMA LA PETIZIONE!


Vi invito calorosamente a firmare la seguente petizione in favore di Dante De Angelis, il macchinista ferroviere in forza al deposito locomotive di Roma S. Lorenzo "la cui unica colpa è stata quella di avere esercitato il diritto di critica ed il ruolo di scrupoloso RLS".
Risultato?
Licenziamento in tronco, verbale, con allontanamento fisico effettuato dagli agenti della Polfer. Perchè? Per la dirigenza delle FS egli "ha diffuso notizie infondate e pretestuose, procurando un allarme ingiustificato". Certo, la rottura degli Eurostar in due pezzi è cosa di ogni giorno. Perché questo ingiustificato allarmismo da parte del competente addetto alla sicurezza?
Di conseguenza per lui questo allontanamento punitivo, quasi d'altri tempi direi.
Per ulteriori informazioni posto di seguito il seguente articolo dal sito "Macchinisti sicuri". Il grassetto è mio.

Ferrovie feroci: rilicenziato macchinista/RLS Dante De Angelis, il macchinista e RLS di Roma S. Lorenzo che aveva commentato lo spezzamento del primo Eurostar, ETR 500, avvenuto a Milano Centrale il 14 luglio scorso, ipotizzando l'eventualità di difetti di progettazione, controllo manutenzione e rischi per la sicurezza

Ieri 15 agosto 2008, presentatosi al lavoro, secondo il proprio turno, il capo deposito titolare di Roma S.Lorenzo gli ha annunciato verbalmente che era stato licenziato.
A seguito delle sue rimostranze e della richiesta di una comunicazione formale per iscritto, il funzionario aziendale per tutta risposta ha chiamato la Polfer per allontanarlo dall’impianto; l’azienda, che in questi giorni con un rigurgito di autoritarismo militaresco ha ingiustamente licenziato anche otto operai manutentori di Genova, tenta di neutralizzare il sindacato e di cucire nuovamente la bocca ai delegati alla sicurezza.
Vi sono gravi elementi che inducono a pensare che questo licenziamento sia frutto di un particolare accanimento e di una vera e propria persecuzione, quasi una vendetta personale, da parte dei massimi dirigenti FS sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei RLS.
Dante De Angelis, era stato già licenziato nel marzo 2006 per il rifiuto di usare il pedale dell'omo Morto e poi reintegrato dall'azienda a seguito di una grande mobilitazione sindacale, politica e di opinione pubblica.
Oggi occorre nuovamente mobilitarsi contro i licenziamenti sia di De Angelis che degli otto operai poiché vi e' il rischio concreto di una degenerazione delle nostre condizioni di lavoro si in termini di sicurezza che di libertà.
Sulle cause degli spezzamenti degli Eurostar avvenuti a Milano con i due ETR 500 indagano intanto le procure di Milano e Torino, con particolare riferimento agli organi di aggancio, mentre l’azienda aveva scaricato tutta la colpa sui macchinisti “rei” di aver lasciato inserito l’apparecchiatura SCMT.
Che ci sia un problema di progettazione negli ETR 500 l’ha riconosciuto pubblicamente anche l’amministratore delegato di FS spa, Mauro Moretti, ma che ci sia un problema di manutenzione e’ evidente a tutti, poiché è inammissibile che i treni si spezzino a seguito di una frenatura d’emergenza, anche indebita, comandata dall’apparecchiatura (di sicurezza) SCMT.

lunedì 11 agosto 2008

La Russa raddoppia! Carabinieri e militari a controllare i cantieri!


Per chi critica il regime, ed in special modo cotanta maggioranza, c'è soltanto una parola sulla bocca dei suoi fedeli difensori: "Comunista!" Anche se chi critica proviene da quel centro-destra che non ci sta (incredibilmente esiste!), anche se la critica proviene dalla destra radicale o dalla sinistra riformista.
Beh, nel caso che segue, mi dispiace, non sono comunista io, ma sono imbecilli loro.

Rullo di tamburi. Silenzio prego.
Ratatatatà.
Dopo i militari a presidiare le piazze italiane, notoriamente teatro di movimenti di piazza che farebbero sbiancare il generale Bava Beccaris - ma gli ultimi dati Censis non dicono che le città italiane sono più sicure di Londra per esempio? - ora i militari, ma sempre accompagnati dai genitori, inviati a controllare pure i cantieri!
Parola sua. Parola di Mr. La Russa.

E poi dicono che la comicità italiana non è più quella di una volta!

Ma non ha capito lo humor fino la dirigente Paola Agnello Modica del famoso sindacato bolscevico Cgil: "basta operazioni di facciata, il governo dovrebbe fare ben altro, a cominciare dall'applicazione del Testo Unico sulla sicurezza".
Cara Paola Modica, non si può. La Confindustria il "Testo Unico sulla sicurezza" lo sta appena finendo di scrivere!

giovedì 7 agosto 2008

Dato Censis sui morti sul lavoro: L'uso criminoso della propaganda di regime che nasconde le notizie che infastidiscono

Prologo.
"Vittoria - La Germania vince su tutti i fronti".
I soldati della VI Armata sotto la guida del generale von Paulus sono intrappolati a Stalingrado ed ormai non hanno più speranze dopo che l'ultimo tentativo di liberarli del generale von Manstein fallisce definitivamente.
Natale del '43, un terribile Natale per le famiglie di quei 200 mila combattenti tedeschi ancora vivi a Stalingrado. Il capo della propaganda Göbbels fa diramare dalle radio del paese la notizia che l'"eroica" VI Armata si è totalmente immolata nei furiosi combattimenti in città. Per la causa.
Per la vittoria che arriverà certa.
Ma i 200 mila soldati ascoltano la radio esterrefatti ed atterriti. Solo in 5 mila torneranno a casa dai campi di concentramento russi.

Ma veniamo ora alle cose di cosa nostra.
Spazzatura.
Tanta. C'è. Ma non si vede.
Il Premier che si fa fotografare sorridente a Napoli con la scopetta in mano.
Astuto, perché sa bene che quello che non si vede non esiste. "La situazione a Napoli è risolta" dice lui. Strano che i napoletani la pensino diversamente. A questo proposito invito a visitare il blog Napoli blogolandia con foto e filmati aggiornati di spazzatura vera. Viva e vegeta.

Eppoi ci sono i morti.
I nostri martiri del lavoro.
Ma anche quelli evaporano, ecco, basta non parlarne.
Il Censis ha pubblicato l'altro ieri i nuovi dati sugli infortuni sul lavoro in Italia. "Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non a causa della criminalità o di episodi violenti. I morti sul lavoro, infatti, sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi." Mentre "Diminuiscono gli omicidi in Italia, invece. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Molti di più, invece, negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra, comunque, una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000)".
Ed ora viene fuori pure che Roma è persino una delle piu sicure metropoli d'Europa. Ma solo dopo che il tema sicurezza è stato il cavallo di battaglia decisivo per la vittoria elettorale del Pdl. Un flusso informativo volutamente gonfiato per dirigere l'opinione pubblica verso lidi tradizionalmente di centro-destra.
Ora invece il dato sui morti sul lavoro, in crescita, deve essere ridimensionato. Perché da fastidio.
Come la polvere che si vuole spingere sbrigativamente sotto il tappeto di casa.
Parola di Castelli: "Le statistiche sulle morti sul lavoro che periodicamente ci vengono trasmesse sono fasulle". Secondo il senatore "soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa dopo il lavoro. Morti che evidentemente nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica... È il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".
La realtà è che la sicurezza sul lavoro costa. Mentre il morto ben poco. Fino al punto che il rischio per la ditta è un investimento accettabile. E questo governo non ha certo finora rappresentato gli interessi dei lavoratori quanto quelli della grande impresa.
La realtà è che il precariato, fortissimo nel nostro paese, aumenta il rischio di infortuni perché la manodopera è inesperta cambiando spesso occupazione.
La realtà è che la normativa nel campo della sicurezza del lavoro, oltre ad essere poco applicata, non viene fatta rispettare come si dovrebbe. Secondo le stime del Ministero di Giustizia sono ben 150 mila i processi che ogni anno vanno in prescrizione nel campo del lavoro, tema che abbiamo già trattato nel giugno scorso.

Balle
, solo balle sono quelle allora che filtrano dalla macchina precisa della propaganda di regime, la balla della scopetta, la balla della cordata, la balla della bella ed unita famigliola del Premier.
Ma al di là delle balle ci si intossica nei fumi tossici, al di là delle balle si perde il posto di lavoro, al di là delle balle si muore.

domenica 3 agosto 2008

"Più sicurezza? Ci pensiamo noi!" Da lunedì le eroiche Sturmtruppen italiane in tutte le città italiane!


Da domani si parte.
Il governo è lieto di annunciare la nuova grande attrazione dell'estate 2008/09 da domani in tutte le piazze italiane.
Ma all'inizio solo per i più fortunati, perché l'eroico soldatino italiano sarà solo in 1000 pregiatissimi esemplari sparso per i circa 300 mila km quadrati che compongono il territorio italiano.
Care bambine, preparate il quadernetto degli autografi perché il generoso soldatino italico sarà la per voi a firmare generosi autografi e a posare per delle belle foto ricordo con la famiglia.
Ma ecco i soliti antipatici a rovinare la festa.
Nuova mossa astuta delle sinistre che sbavano d'invidia ai successi imprevedibili del nostro infaticabile governo?
Il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Nicola Tanzi infatti afferma "L'esecutivo di Berlusconi, Tremonti e Brunetta tira dritto per la propria strada e sbatte ancora una volta la porta in faccia alle Forze dell'Ordine e alle Forze Armate". Ed ancora più insolentemente "per il comparto Sicurezza e Difesa non c'è niente e lo diciamo con una delusione mista a rabbia, perché questo Governo ha vinto le elezioni promettendo maggior sicurezza agli italiani e non inutili operazioni di facciata, come l'impiego dei militari".
Cose che lasciano senza parole.
Anche i militari vogliono sovvertire l'esito regolare del voto popolare?
Dittatura della polizia rossa ante portam?
Ma noi di Oltreconfineonline ce ne freghiamo dei nemici del popolo, prima delle toghe ed ora della polizia rossa!
Perché fortunatamente c'è lo Spirito Santo di Arcore che veglia su di noi!

martedì 1 luglio 2008

Tutto in mese

Segue quest'oggi un altro brillantissimo contributo dal blog di Benny Calasanzio.

"Mai visto un innocente darsi così tanto da fare per farla franca" diceva qualche anno fa il filosofo Luttazzi. Mai vista così tanta gente mettere da parte tutto e dedicarsi anima e corpo per 30 giorni col fine unico di salvare un singolo multiprescritto dalla Giustizia. E' una squadra che funziona meglio dei pompieri. Già all'indomani delle elezioni, al primo squillo del nuovo premier, tutti pronti per la nuova missione, con tuta ignifuga ed estintori alla schiuma espansa antigiudice.
E' da questa azione corale che nel giro di un mese è partita una campagna di sterminio del sistema penale, della Costituzione, senza che nessuna delle bambole gonfiabili dell'opposizione facessero qualcosa. Solo Di Pietro ha avuto il coraggio di chiamare per nome Berlusconi, che infatti non ha replicato: "magnaccia". Si dice abbia risposto sovrappensiero "si Tonino dimmi...". Nel giro di un mese hanno infilato tre goal, ancora da convalidare, che stenderebbero pure la Spagna di Aragones. Bisogna dare atto però al porta borse di Berlusconi, Angelino Alfano, e al sicario morale, Niccolò Ghedini, che di fantasia ne hanno avuta.

Partiamo dall'inizio. Inserire nel "pacchetto sicurezza", che magari uno sprovveduto pensa sia una cosa seria, una norma che bloccasse i processi per i reati commessi fino al giugno 2002, è stato un colpo di classe. Con la sicurezza non c'entra nulla, ma pare che la corruzione dell'avvocato Mills, da parte dello staff di Berlusconi sia stata perpetuata proprio in quel periodo. Anzi, dopo questa legge, è la conferma per gli inquirenti, smettete pure di indagare, ha confessato. Si calcola che verranno stoppati circa 100 mila processi. Centomila processi, centomila procedimenti per fermarne uno. Naturalmente il testo di questa barzelletta viola abbondantemente l'Articolo 111 della Costituzione (che pare essere ancora in vigore, almeno per qualche altra settimana), riguardo alla ragionevole durata del processo, e l'Articolo 3, sul principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La norma sospende i processi per i reati con pene fino a dieci anni di reclusione. Che sono il 95% dei reati. Capite che buco stanno facendo per far passare il piccolo sorcio Berlusconi? Perfino il Csm ha detto, dopo aver chiesto scusa e sottovoce, che questa norma è palesemente anticostituzionale, e se lo dice il Csm, vuol dire che il buco è proprio grosso.
Passiamo al secondo goal, sempre ad opera dei due delegati del re. Limitare le intercettazioni. Qui nessuno scandalo. Lo aveva scritto nel suo programma elettorale: "limitazione dell’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi; divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione". Detto fatto: carcere ai giornalisti, multe agli editori che le pubblicheranno; tutto inutile visto che la magistratura non potrà più farle, le intercettazioni, escluse per quei cinque-sei reati lasciati per scenografia.
Non c'eravamo ancora ripresi dal terribile uno-due di regime, che ci arriva un gancio destro da frattura della mandibola: immunità per le quattro alte cariche dello Stato, "a garanzia della governabilità del paese". Anche qui, c'era una volta l'Articolo 3 della Costituzione che recitava: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali [...]”. Nel 2004 la Consulta bocciò un Ddl uguale a questo. Solo un bambino turbato e prepotente poteva pensare una simile porcata: i processi attivati contro una delle quattro alte cariche dello Stato dovranno essere sospesi automaticamente per riprendere a fine mandato, senza possibilità di nuova sospensione nel caso di rielezione dell'indagato alla stessa carica. E se l'indagato fosse eletto ad un'altra carica? La cosa più aberrante di tutte, è che questa immunità non è limitata ai reati perpetrati nell'esercizio delle funzioni parlamentari, che sarebbe già odiosa di per sé, ma a tutti i reati. Anche quelli colti nella flagranza. Se Berlusconi mi uccide, e lo fa in diretta televisiva, io muoio, se mi spara bene, e lui torna a Palazzo Chigi. Speriamo sbagli mira.


P.S. Vi ricordate alla vigilia delle elezioni quando Cristo Silvio Salvatore parlava della cordata italiana per salvare Alitalia? Praticamente aspettavamo solo di conoscere i nomi e l'offerta. Poi si scoprì che non c'era cordata nè corde, ma solo un bluff, uno di quelli a cui ci ha abituato il figlio del riciclatore di soldi mafiosi. Air France aveva presentato un programma di "salvataggio" in cui si prevedevano 2000 licenziamenti. "Inaudito" tuonarono gli alleati del figlio del ricilatore dei soldi mafiosi. Morale della favola: sparita Air France, sparita la cordata, nel nuovo piano per salvare Alitalia sono previsti 4000 licenziamenti. Ad maiora.

Benny Calasanzio Borsellino

giovedì 26 giugno 2008

E siamo alle solite...

Propongo oggi il seguente articolo di Massimo Fini uscito su Il Gazzettino il 20/06/08.

"E siamo alle solite. Il governo si è insediato da nemmeno due mesi che già Berlusconi propone e impone la consueta legge "ad personam", fatta su misura per salvarlo da quelli che vengono pudicamente chiamati i suoi "guai giudiziari". È un dejavù. Ma questa volta la legge è talmente scombicchierata, sconclusionata, assurda, irragionevole, irrazionale, spudorata e, soprattutto, devastante per l'intero ordinamento giudiziario e per il convivere civile che si stenta a credere che due senatori abbiano osato proporla, un governo e un ministro della Giustizia l'abbiano fatta propria, una maggioranza l'abbia sostenuta e un Parlamento l'abbia approvata. Perché è una legge che non si è mai vista nè nel Primo né nel Terzo Mondo e nemmeno all'altro mondo. Perché non sta né in cielo né in terra.
Dunque, un emendamento inserito in un decreto che prende il nome, divenuto quanto mai beffardo, di "decreto sicurezza", statuisce la sospensione dei processi in corso che riguardano reati commessi prima del 30 giugno 2002 e che prevedono una pena non superiore ai dieci anni di carcere. Un ulteriore emendamento intima ai magistrati di dare priorità, anche per il presente e il futuro, ai reati che hanno una pena edittale superiore ai dieci anni. La "ratio" di questi emendamenti è di "dare priorità ai reati che destano maggior allarme sociale". Perché non destano "allarme sociale" le rapine, i sequestri di persona, le estorsioni, gli stupri, le violenze sessuali, la bancarotta fraudolenta, la concussione, la corruzione, la corruzione di magistrati che non sono che una parte di quelli che rientrano nella norma che prevede la sospensione dei rispettivi processi e per alcuni dei quali la stessa maggioranza non fa che invocare la "tolleranza zero"? E non desta "allarme sociale" che un presidente del Consiglio abbia potuto corrompere un testimone, in due distinti processi, pagandogli 600 mila dollari perché mentisse, è esattamente il reato per cui l'onorevole Berlusconi è sotto processo davanti al Tribunale di Milano, e che rientra naturalmente fra quelli che verranno sospesi (reato attribuito al premier è, guarda caso, del febbraio 2001), e per il quale è stato organizzato tutto questo incredibile baradan? Senza contare che tutto ciò dilata ulteriormente i già lunghissimi tempi della giustizia italiana di cui tutti, a parole, lamentano, e che ne sono il vero cancro. E senza nemmeno mettere in conto che queste norme inaudite violano almeno tre principi fondamentali del nostro ordinamento, costituzionalmente garantiti: l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della Magistratura, l'obbligatorietà dell'azione penale. E che indicazioni ne trarranno, per il presente e per il futuro, i rapinatori, gli stupratori, gli scippatori, i topi d'appartamento, i bancarottieri, i concussori, i corruttori?

Un intero ordinamento giuridico viene scardinato a pro di una singola persona. Norme del genere avrebbero innescato una rivoluzione non dico in un qualsiasi Paese liberaldemocratico e occidentale, ma nel Burundi, nel Burkina Faso, nel Benin. E invece da noi stanno per passare tranquillamente salvo qualche ammoina dell'opposizione il cui leader, Walter Veltroni, ha affermato che "è stata strappata la tela del dialogo". Qui ciò che è stato strappato, anzi stracciato, è il diritto che riguarda tutta la comunità e non il rapporto con l'opposizione di cui potremmo anche fregarcene. Così come la questione non riguarda lo scontro fra Esecutivo e Magistratura. Riguarda noi tutti.

Che fare? Forse sarebbe stato meglio dar retta a un modesto suggerimento che mi permettevo di dare sul Tempo di Roma (che non è esattamente un quotidiano di sinistra) a metà degli anni '90, quando Berlusconi cominciò la sua devastante campagna contro la Magistratura italiana. E cioè, varare una norma del tutto speciale, sulla falsariga delle "Disposizioni transitorie e finali" che stanno in coda alla nostra Costituzione, e che recitasse, più o meno, così: "Silvio Berlusconi , i suoi discendenti, le sue consorti, i suoi consanguinei e tutti i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono dispensati, per il passato, il presente e il futuro, dall'obbligo del rispetto delle leggi penali". Ci saremmo perlomeno risparmiati lo scempio di questi giorni."

Massimo Fini

sabato 21 giugno 2008

Repubblica delle banane

Il Berlusconi IV parte esattamente da dove il Berlusconi II aveva iniziato.
Cioè si riparte daccapo.

Infatti il primo atto del Berlusconi II fu, il 28 settembre 2001, la legge delega per la riforma del falso in bilancio, norma approvata a tempo di record grazie all’intervento del capogruppo DS della Camera, Luciano Violante, che ne chiese addirittura la procedura d’urgenza per il dibattito in aula. Relatore: Gaetano Pecorella, uno degli due avvocati personali del Premier. Ma anche il secondo, Niccolò Ghedini, non rimase con le mani in mano partecipando con puntuali emendamenti.
Dalla norma, che ridusse notevolmente i tempi di prescrizione e depenalizzò fortemente il reato, il Presidente del Consiglio trasse subito vantaggio personale ottenendo due prescrizioni e nel processo All Iberian 2 una assoluzione “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Dalla sua legge appunto.

Tempi moderni. Il governo Berlusconi IV più deciso che mai, più attivo di sempre, più capelli di prima.
Un governo sonnecchiante e latitante su questioni importanti che toccano le tasche dei cittadini come la questione dei rifiuti campani (ora tre anni necessari si dice, mentre in campagna elettorale si parlò di due mesi), Alitalia (300 milioni di euro di perdite a trimestre ma ancora la fantomatica cordata italiana che doveva essere pronta in 3 settimane non si vede) e Rete4 (ci attendono 350 mila euro di multa al giorno retroattivamente a partire dal primo gennaio 2006 ma anche qui latitanza pura) per fare tre esempi, ma determinatissimo ed instancabile quando si tratta di toccare il tema giustizia.
Così mentre nel frattempo il popolo viene blandito con un fantomatico “decreto sicurezza” si ripercorre la vecchia strategia castista di provvedere prima di tutto alla sicurezza del clan di Arcore & sodali. Perché i provvedimenti degli ultimi giorni non vengono per nulla incontro alla sicurezza dei cittadini ma sono l’ennesimo tentativo con cui la Casta politica tende all’impunità? Vediamo:

  1. legge sulle intercettazioni: come abbiamo dimostrato nei post precedenti, le intercettazioni non sono né troppo costose né troppe nonostante le affermazioni dei giornalisti paraculi di regime. Il problema non è della magistratura se l'Italia è il paese della corruzione e del malaffare (studio OCSE) e se intere regioni sono preda del potere mafioso e camorrista. Le intercettazioni sono tante perché i criminali abbondano, l'Italia non è mica la Svizzera! Ma le intercettazioni sono infine un mezzo a tutela del cittadino onesto, che certo, in cambio della sicurezza, rinuncerebbe ad un poco della sua privacy per l'interesse proprio e quello comune. Perché chi è onesto non ha nulla da temere. In ultimo le intercettazioni non sono manipolabili come i pentiti e costano molto meno di mesi e mesi di appostamenti e pedinamenti. In poche parole le intercettazioni non sbagliano mai e sono uno strumento di sicurezza e garanzia per tutti noi.
  2. Provvedimento blocca-processi: il decreto legge che vuole sospendere tutti i processi puniti con la reclusione fino a dieci anni per i reati commessi prima del giugno 2002 sospendendoli per un anno non viene incontro alle esigenze dei cittadini. Prima di tutto la norma è incostituzionale perché prefigura una lesione del diritto ad un processo di "ragionevole durata" (Articolo 111 della Costituzione), potendosi tra l'altro il decreto reiterare e quindi i processi rinviati sine die, e perché lede il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (Articolo 3). Pensate un po' a quegli onesti cittadini, vittime di soprusi o ingiustamente accusati, che dopo avere penato per anni dietro a delle vere e proprie odissee giudiziarie si vedano ora i loro processi bloccati, per ora per un intero anno ma chissà per quanto ancora, e quindi scavalcati da altri più recenti. È un provvedimento che toglie ai cittadini il diritto e la possibilità di essere processati nel più breve tempo possibile. Una norma ingiusta e contro l'interesse vero dei cittadini onesti.
  3. Provvedimento salva-Premier: Che questa norma violi l'Articolo 3 della Costituzione, vedi sopra, va da se. Infatti la norma, Lodo Maccanico-Schifani fu già proposta ma dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel gennaio 2004. Eppure è per me l'unica norma che ha un senso. Perché? Perché se il problema è di fermare il processo Mills o gli altri processi pendenti sulle spalle dei soliti noti, allora conviene al popolo italiano di dotare costoro di un carta di impunità fino alla durata delle loro cariche, cioè una sorta di "crime card", purché si lascino stare i 100 mila processi che si vogliono bloccare (pur di fermare i loro), non si impediscano le intercettazioni di migliaia di criminali ogni anno (pur di cancellare le belle registrazioni della nitida vocina del Presidente del Consiglio) e si evitino ulteriori danni al già disastrato stato della giustizia italiana. Insomma carta bianca. Dopo James Bond con la sua licenza di uccidere, Silvio B. con la sua licenza di farsi i cazzi suoi. Vabbè diamogliela. Basta che ci lasci in pace.

domenica 8 giugno 2008

I lavori di demolizione (dello stato sociale) procedono

Le nuove prese di posizione del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, intervenuto al convegno dei Giovani imprenditori di Santa Margherita Ligure, non mi sorprendono più tanto.
Infatti conoscevo già il Ministro Sacconi come fautore delle proposte di aumento della produttività del lavoro (di detassazione degli straordinari e dei premi aziendali) in accoglimento di richieste fatte al Governo da Confindustria.
Ora è arrivato il momento della deregolamentazione. "
Vogliamo deregolare tutto ciò che attiene alla flessibilità dell'orario di lavoro, come il contratto di part-time che è stato irrigidito". L'obiettivo è quello di "liberare il lavoro" rimuovendo i vincoli che "complicano e inibiscono i rapporti di lavoro". Ebbene, suonano ironiche e beffarde queste frasi nel paese con la più elevata percentuale di precari in Europa, in cui le garanzie per i giovani assunti a tempo sono flebili come non mai, se pure riescono a trovarlo infine un lavoro decente, speranza vana.
Accanto al cancro del precariato il lavoratore conosce la gravità del problema della sicurezza sul lavoro. Anche su questo tema arrivano le soluzioni definitive del prode Ministro: La scrittura di un Testo unico sulla sicurezza che "non può essere sostenuto da odiosi incrementi degli adempimenti formali e da sanzioni spropositate". Sanzioni spropositate? Con quale coraggio si osa parlare di "sanzioni spropositate" davanti ad una carneficina di circa 1500 martiri del lavoro ogni anno, mentre le pene inflitte non sono minimamente commisurate all'immensa tragedia della perdita di un familiare? Come il caso di Andrea, morto a 23 anni con il cranio schiacciato da una macchina non conforme ai requisiti di sicurezza cui era stato disattivato l'unico sistema di sicurezza per velocizzare la produzione. Tutto il processo si è risolto in pochi minuti. Gli imputati hanno chiesto il patteggiamento e il PM Bartolozzi ha ritenuto congrua la pena di otto mesi di condizionale per entrambi gli imputati. Questo il valore della vita di Andrea: otto mesi con la condizionale. Il PM non ha fatto altro che applicare la legge.
Eppure la famiglia di Andrea è stata fortunata perché almeno il processo è stato tenuto rapidamente. Infatti sono 150 mila i processi che ogni anno vanno in prescrizione secondo i dati del Ministero della Giustizia.
Resta quindi da chiedersi come mai il Governo giudichi le relative sanzioni come "spropositate". Perché non si chiede piuttosto come mai un numero così elevato di processi finisce in prescrizione? Forse, suggerisco io, perché il Governo si atteggia a rappresentare il solo punto di vista dei poteri forti, e con esso la sola e unica leva della massimizzazione dei profitti; ed otto mesi con la condizionale possono ben valere il rischio. Non solo, ma sembra che il Governo voglia modificare il provvedimento, in modo da alleggerire ulteriormente il già inesistente sistema sanzionatorio: "Metteremo mano al Testo unico perchè sanzioni sproporzionate distolgono l'attenzione delle imprese dallo sforzo di aumentare la sicurezza, spingendole ad adempiere a comportamenti formalistici per evitare le sanzioni".
Insomma un Ministro ed un Governo con un orecchio teso preferenzialmente ai poteri forti ed al grande Capitale; un Ministro che agita fumose promesse di partecipazione dei lavoratori ai profitti aziendali (ma, si badi bene, non alla guida aziendale) e che d'altra parte continua a muoversi in direzione dell'alleggerimento della residua impalcatura sociale a loro tutela.
Insomma l'azione di questo Governo in tema di lavoro non poteva esordire in una maniera peggiore.
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