"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

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mercoledì 23 luglio 2008

Un paese anomalo

Stamani sono stato svegliato dalla radio tedesca (io scrivo dalla Germania) dall'annuncio che il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi si è riuscito finalmente a mettere al riparo dalla giustizia grazie al voto positivo del Senato sul Lodo Alfano (!).
La prima notizia del radiogiornale.
E così ogni dieci minuti, di nuovo la prima. E così via.
Scorrendo tutti i giornali online del paese mi accorgo che la opinione è generale e chiara: il Presidente del consiglio usa la propria posizione personale per sfuggire a delle accuse personali fondate ed ampiamente dimostrate. Insomma fugge a dei legittimi processi.
Cerco di spiegare al mio collega tedesco di che si tratta. Non capisce. Mi domanda: "Come, non può essere incriminato nemmeno se viene beccato a stuprare una bambina?" "Nemmeno se il crimine risale a molti anni prima dell'assunzione della carica?" "Ma come è possibile che il Senato l'abbia approvata?"
Eh si, non sto sognando, è proprio tutto vero. Il Senato lo fa perché forse i senatori della maggioranza stanno in gran parte sul suo libro paga, o forse perché ai giorni d'oggi il Senato italiano è il premio dell'Italia istituzionale per il delinquente della buona ed onorata società.
Gli spiego però che la legge è incostituzionale e che verrà respinta sicuramente dalla Consulta. Nel frattempo però Don Silvio verrà stralciato dal processo Mills. Il signor Mills condannato. Don Silvio no. Nonostante il reato sarà accertato. Dopodiché il collegio giudicante non potrà più essere ammissibile per giudicare Berlusconi quando il processo continuerà.
Un altro collegio giudicante dovrà continuare il processo. Il processo dovrà ricominciare daccapo.

Prescrizione.

Matematica.

Uno strano paese siamo.
"Das Land versinkt im Müll, die Wirtschaft lahmt, allein die Mafia floriert." titola Der Spiegel quest'oggi. Il paese sprofonda nella spazzatura, l'economia non va, solo la Mafia va a gonfie vele.

In questo momento mi vergogno di essere italiano.

martedì 1 luglio 2008

Tutto in mese

Segue quest'oggi un altro brillantissimo contributo dal blog di Benny Calasanzio.

"Mai visto un innocente darsi così tanto da fare per farla franca" diceva qualche anno fa il filosofo Luttazzi. Mai vista così tanta gente mettere da parte tutto e dedicarsi anima e corpo per 30 giorni col fine unico di salvare un singolo multiprescritto dalla Giustizia. E' una squadra che funziona meglio dei pompieri. Già all'indomani delle elezioni, al primo squillo del nuovo premier, tutti pronti per la nuova missione, con tuta ignifuga ed estintori alla schiuma espansa antigiudice.
E' da questa azione corale che nel giro di un mese è partita una campagna di sterminio del sistema penale, della Costituzione, senza che nessuna delle bambole gonfiabili dell'opposizione facessero qualcosa. Solo Di Pietro ha avuto il coraggio di chiamare per nome Berlusconi, che infatti non ha replicato: "magnaccia". Si dice abbia risposto sovrappensiero "si Tonino dimmi...". Nel giro di un mese hanno infilato tre goal, ancora da convalidare, che stenderebbero pure la Spagna di Aragones. Bisogna dare atto però al porta borse di Berlusconi, Angelino Alfano, e al sicario morale, Niccolò Ghedini, che di fantasia ne hanno avuta.

Partiamo dall'inizio. Inserire nel "pacchetto sicurezza", che magari uno sprovveduto pensa sia una cosa seria, una norma che bloccasse i processi per i reati commessi fino al giugno 2002, è stato un colpo di classe. Con la sicurezza non c'entra nulla, ma pare che la corruzione dell'avvocato Mills, da parte dello staff di Berlusconi sia stata perpetuata proprio in quel periodo. Anzi, dopo questa legge, è la conferma per gli inquirenti, smettete pure di indagare, ha confessato. Si calcola che verranno stoppati circa 100 mila processi. Centomila processi, centomila procedimenti per fermarne uno. Naturalmente il testo di questa barzelletta viola abbondantemente l'Articolo 111 della Costituzione (che pare essere ancora in vigore, almeno per qualche altra settimana), riguardo alla ragionevole durata del processo, e l'Articolo 3, sul principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La norma sospende i processi per i reati con pene fino a dieci anni di reclusione. Che sono il 95% dei reati. Capite che buco stanno facendo per far passare il piccolo sorcio Berlusconi? Perfino il Csm ha detto, dopo aver chiesto scusa e sottovoce, che questa norma è palesemente anticostituzionale, e se lo dice il Csm, vuol dire che il buco è proprio grosso.
Passiamo al secondo goal, sempre ad opera dei due delegati del re. Limitare le intercettazioni. Qui nessuno scandalo. Lo aveva scritto nel suo programma elettorale: "limitazione dell’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi; divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione". Detto fatto: carcere ai giornalisti, multe agli editori che le pubblicheranno; tutto inutile visto che la magistratura non potrà più farle, le intercettazioni, escluse per quei cinque-sei reati lasciati per scenografia.
Non c'eravamo ancora ripresi dal terribile uno-due di regime, che ci arriva un gancio destro da frattura della mandibola: immunità per le quattro alte cariche dello Stato, "a garanzia della governabilità del paese". Anche qui, c'era una volta l'Articolo 3 della Costituzione che recitava: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali [...]”. Nel 2004 la Consulta bocciò un Ddl uguale a questo. Solo un bambino turbato e prepotente poteva pensare una simile porcata: i processi attivati contro una delle quattro alte cariche dello Stato dovranno essere sospesi automaticamente per riprendere a fine mandato, senza possibilità di nuova sospensione nel caso di rielezione dell'indagato alla stessa carica. E se l'indagato fosse eletto ad un'altra carica? La cosa più aberrante di tutte, è che questa immunità non è limitata ai reati perpetrati nell'esercizio delle funzioni parlamentari, che sarebbe già odiosa di per sé, ma a tutti i reati. Anche quelli colti nella flagranza. Se Berlusconi mi uccide, e lo fa in diretta televisiva, io muoio, se mi spara bene, e lui torna a Palazzo Chigi. Speriamo sbagli mira.


P.S. Vi ricordate alla vigilia delle elezioni quando Cristo Silvio Salvatore parlava della cordata italiana per salvare Alitalia? Praticamente aspettavamo solo di conoscere i nomi e l'offerta. Poi si scoprì che non c'era cordata nè corde, ma solo un bluff, uno di quelli a cui ci ha abituato il figlio del riciclatore di soldi mafiosi. Air France aveva presentato un programma di "salvataggio" in cui si prevedevano 2000 licenziamenti. "Inaudito" tuonarono gli alleati del figlio del ricilatore dei soldi mafiosi. Morale della favola: sparita Air France, sparita la cordata, nel nuovo piano per salvare Alitalia sono previsti 4000 licenziamenti. Ad maiora.

Benny Calasanzio Borsellino

sabato 21 giugno 2008

Repubblica delle banane

Il Berlusconi IV parte esattamente da dove il Berlusconi II aveva iniziato.
Cioè si riparte daccapo.

Infatti il primo atto del Berlusconi II fu, il 28 settembre 2001, la legge delega per la riforma del falso in bilancio, norma approvata a tempo di record grazie all’intervento del capogruppo DS della Camera, Luciano Violante, che ne chiese addirittura la procedura d’urgenza per il dibattito in aula. Relatore: Gaetano Pecorella, uno degli due avvocati personali del Premier. Ma anche il secondo, Niccolò Ghedini, non rimase con le mani in mano partecipando con puntuali emendamenti.
Dalla norma, che ridusse notevolmente i tempi di prescrizione e depenalizzò fortemente il reato, il Presidente del Consiglio trasse subito vantaggio personale ottenendo due prescrizioni e nel processo All Iberian 2 una assoluzione “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Dalla sua legge appunto.

Tempi moderni. Il governo Berlusconi IV più deciso che mai, più attivo di sempre, più capelli di prima.
Un governo sonnecchiante e latitante su questioni importanti che toccano le tasche dei cittadini come la questione dei rifiuti campani (ora tre anni necessari si dice, mentre in campagna elettorale si parlò di due mesi), Alitalia (300 milioni di euro di perdite a trimestre ma ancora la fantomatica cordata italiana che doveva essere pronta in 3 settimane non si vede) e Rete4 (ci attendono 350 mila euro di multa al giorno retroattivamente a partire dal primo gennaio 2006 ma anche qui latitanza pura) per fare tre esempi, ma determinatissimo ed instancabile quando si tratta di toccare il tema giustizia.
Così mentre nel frattempo il popolo viene blandito con un fantomatico “decreto sicurezza” si ripercorre la vecchia strategia castista di provvedere prima di tutto alla sicurezza del clan di Arcore & sodali. Perché i provvedimenti degli ultimi giorni non vengono per nulla incontro alla sicurezza dei cittadini ma sono l’ennesimo tentativo con cui la Casta politica tende all’impunità? Vediamo:

  1. legge sulle intercettazioni: come abbiamo dimostrato nei post precedenti, le intercettazioni non sono né troppo costose né troppe nonostante le affermazioni dei giornalisti paraculi di regime. Il problema non è della magistratura se l'Italia è il paese della corruzione e del malaffare (studio OCSE) e se intere regioni sono preda del potere mafioso e camorrista. Le intercettazioni sono tante perché i criminali abbondano, l'Italia non è mica la Svizzera! Ma le intercettazioni sono infine un mezzo a tutela del cittadino onesto, che certo, in cambio della sicurezza, rinuncerebbe ad un poco della sua privacy per l'interesse proprio e quello comune. Perché chi è onesto non ha nulla da temere. In ultimo le intercettazioni non sono manipolabili come i pentiti e costano molto meno di mesi e mesi di appostamenti e pedinamenti. In poche parole le intercettazioni non sbagliano mai e sono uno strumento di sicurezza e garanzia per tutti noi.
  2. Provvedimento blocca-processi: il decreto legge che vuole sospendere tutti i processi puniti con la reclusione fino a dieci anni per i reati commessi prima del giugno 2002 sospendendoli per un anno non viene incontro alle esigenze dei cittadini. Prima di tutto la norma è incostituzionale perché prefigura una lesione del diritto ad un processo di "ragionevole durata" (Articolo 111 della Costituzione), potendosi tra l'altro il decreto reiterare e quindi i processi rinviati sine die, e perché lede il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (Articolo 3). Pensate un po' a quegli onesti cittadini, vittime di soprusi o ingiustamente accusati, che dopo avere penato per anni dietro a delle vere e proprie odissee giudiziarie si vedano ora i loro processi bloccati, per ora per un intero anno ma chissà per quanto ancora, e quindi scavalcati da altri più recenti. È un provvedimento che toglie ai cittadini il diritto e la possibilità di essere processati nel più breve tempo possibile. Una norma ingiusta e contro l'interesse vero dei cittadini onesti.
  3. Provvedimento salva-Premier: Che questa norma violi l'Articolo 3 della Costituzione, vedi sopra, va da se. Infatti la norma, Lodo Maccanico-Schifani fu già proposta ma dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel gennaio 2004. Eppure è per me l'unica norma che ha un senso. Perché? Perché se il problema è di fermare il processo Mills o gli altri processi pendenti sulle spalle dei soliti noti, allora conviene al popolo italiano di dotare costoro di un carta di impunità fino alla durata delle loro cariche, cioè una sorta di "crime card", purché si lascino stare i 100 mila processi che si vogliono bloccare (pur di fermare i loro), non si impediscano le intercettazioni di migliaia di criminali ogni anno (pur di cancellare le belle registrazioni della nitida vocina del Presidente del Consiglio) e si evitino ulteriori danni al già disastrato stato della giustizia italiana. Insomma carta bianca. Dopo James Bond con la sua licenza di uccidere, Silvio B. con la sua licenza di farsi i cazzi suoi. Vabbè diamogliela. Basta che ci lasci in pace.

domenica 1 giugno 2008

2 giugno Festa della Repubblica

Discorsi, commemorazioni, sfilate, balli e canti. Sarà una gran festa.
Noi non ci saremo. Abbiamo altro a cui badare.
Eppure in questo giorno del tripudio alcune riflessioni controcorrente mi vengono da fare.
Che vorrei condividere con esponenti delle istituzioni. Oggi.
Ma ieri militanti sotto le bandiere del mio stesso partito. Mi rivolgo a Loro.
Nel nome di quella antica appartenenza ante Fiuggi. Anche se poi nel corso degli anni, a differenza di me, sono diventate persone assennate e sono riuscite a stemperare la forza dirompente di quegli ideali con l’inebriante sensazione che può dare l’esercizio del potere.
Oggi, Festa della Repubblica, volevo portare l’attenzione di lorSignori sulla carta costituzionale.
E più precisamente sui disattesi art.39 e 46.

Art. 39.
L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Allo stato attuale i sindacati sono soggetti privi di personalità giuridica che però gestiscono i Fondi pensione insieme a banche ed assicurazioni. E’ una cosa normale? E chi tutelerà i lavoratori dalle oscillazioni del libero mercato?

Art. 46.
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

Considerato che veniamo tutti da là e non pensando che Loro abbiano dimenticato quanto era scritto nella premessa allo statuto del vecchio MSI: “... Il MSI si propone la realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro …” li inviterei a farsi promotori di iniziative tese all’applicazione di quanto sancito dai padri costituenti.
Discorsi, commemorazioni, sfilate, balli e canti. Sarà una gran festa.
Speriamo che non si accontentino solo di questo.
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