"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

chi voteresti alle politiche ora?

soddisfatto del governo Berlusconi?

sabato 26 luglio 2008

"Le orde barbariche arrivano!" Il governo proclama l'emergenza nazionale. Dobbiamo ridere o piangere?


La commedia all'italiana sull'immigrazione si arricchisce di una nuova giocosa puntata.
Il Consiglio dei ministri ha infatti posto venerdì scorso lo stato di emergenza nazionale per l'immigrazione accogliendo una richiesta del Ministero per gli interni.
In realtà niente di cui meravigliarsi.
Ritorniamo sempre alla solita politica urlata dei titoloni televisivi senza sostanza dietro. La notizia conta, non il provvedimento vero e proprio.
"Nuovo sbarco di visigoti bloccati alle porte di Roma. Un manipolo di carabinieri bloccava eroicamente l'invasione" A quando, caro Umilio Fido?
Così mentre da un lato si grida alla nuova invasione barbarica, dall'altro si tolgono soldi a forze dell'ordine, magistratura ed esercito, come recita l'ultimo decreto-legge per lo sviluppo economico - proprio così l'hanno chiamato, ohibò.
Si estende il patteggiamento per i processi in corso e già finiti, in modo che nessun condannato per una pena al di sotto dei 7 anni e mezzo possa, anche per effetto dell'indulto, mai finire in carcere; a proposito, entrambi provvedimenti varati pro amico suo, il patteggiamento allargato pro Mills e l'indulto pro Previti.
Come fidarsi di chi con l'indulto ha rimesso nelle strade italiane 26 mila criminali comuni? E tutto per togliere un amico di famiglia dagli arresti domiciliari?
Così, se emergenza nazionale è, come si pensa di combatterla? A colpi di penna o ti titoli di giornale? Forse assoldando le Strurmtruppen di Bonvi?
Per non parlare del taglio alla scuola ed all'Università - riduzione di oltre 100 mila insegnanti - che non viene certo incontro ad un paese che per effetto della forte dell'immigrazione sta aumentando consistentemente il numero dei propri abitanti e quindi dei giovani in età di apprendimento.
Quindi risposte per il corto e per il lungo periodo non efficaci ma beffarde di fronte a questa improrogabile questione dell'immigrazione.
Di fronte alla bancarotta statale che viene per effetto di un debito pubblico in continuo aumento ed ad una economia in rallentamento, i partiti di Centro-destra, dopo avere usato il "fattore paura" per vincere, ora mettono già le mani avanti; così quando gli italiani, guardandosi attorno, vedranno che nulla è cambiato, a loro potranno dire "ma noi avevamo posto addirittura lo stato di emergenza nazionale". Pronti a scaricare le colpe sulle toghe rosse bolsceviche, inspiegabilmente riluttanti ad incarcerare l' invasore barbaro.
Peccato che le toghe scarlatte debbano solo applicare la legge. Il vero criminale è il legislatore.
La vera emergenza nazionale è questo governo di attori di secondo livello.
Ma le bugie hanno le gambe corte, come quelle del Puparo.
Mi auguro proprio che gli elettori di Centro-destra non siano così fessi.

mercoledì 23 luglio 2008

Un paese anomalo

Stamani sono stato svegliato dalla radio tedesca (io scrivo dalla Germania) dall'annuncio che il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi si è riuscito finalmente a mettere al riparo dalla giustizia grazie al voto positivo del Senato sul Lodo Alfano (!).
La prima notizia del radiogiornale.
E così ogni dieci minuti, di nuovo la prima. E così via.
Scorrendo tutti i giornali online del paese mi accorgo che la opinione è generale e chiara: il Presidente del consiglio usa la propria posizione personale per sfuggire a delle accuse personali fondate ed ampiamente dimostrate. Insomma fugge a dei legittimi processi.
Cerco di spiegare al mio collega tedesco di che si tratta. Non capisce. Mi domanda: "Come, non può essere incriminato nemmeno se viene beccato a stuprare una bambina?" "Nemmeno se il crimine risale a molti anni prima dell'assunzione della carica?" "Ma come è possibile che il Senato l'abbia approvata?"
Eh si, non sto sognando, è proprio tutto vero. Il Senato lo fa perché forse i senatori della maggioranza stanno in gran parte sul suo libro paga, o forse perché ai giorni d'oggi il Senato italiano è il premio dell'Italia istituzionale per il delinquente della buona ed onorata società.
Gli spiego però che la legge è incostituzionale e che verrà respinta sicuramente dalla Consulta. Nel frattempo però Don Silvio verrà stralciato dal processo Mills. Il signor Mills condannato. Don Silvio no. Nonostante il reato sarà accertato. Dopodiché il collegio giudicante non potrà più essere ammissibile per giudicare Berlusconi quando il processo continuerà.
Un altro collegio giudicante dovrà continuare il processo. Il processo dovrà ricominciare daccapo.

Prescrizione.

Matematica.

Uno strano paese siamo.
"Das Land versinkt im Müll, die Wirtschaft lahmt, allein die Mafia floriert." titola Der Spiegel quest'oggi. Il paese sprofonda nella spazzatura, l'economia non va, solo la Mafia va a gonfie vele.

In questo momento mi vergogno di essere italiano.

domenica 20 luglio 2008

Nasce "Blocco Sociale Nazionale" corrente interna della Destra di Storace contro ogni ipotesi di confluenza ed alleanza della Destra col Pdl

Si è conclusa oggi ad Orvieto la conferenza programmatica di due giorni della Destra di Storace.
Il segretario e fondatore del partito Francesco Storace ha rimesso il mandato da segretario per farsi temporaneamente da parte in attesa che altre candidature si facciano avanti.
Semplice volontà di sentire la base da parte sua prima di rinnovare il mandato al Congresso di novembre o dobbiamo leggere qualcos'altro tra le righe?
Certo è che il tema caldo delle passate settimane è stato proprio quello della strategia di crescita e delle corrispondenti alleanze per il futuro. Un tema che continua a dividere militanti ed elettori del partito.
Di sicuro la proposta di riforma della legge elettorale per le europee con un forte sbarramento ha fatto precipitare la situazione in tutta l'area di destra, spingendo per esempio Romagnoli, leader di Fiamma Tricolore, ad un sospetto quanto disordinato riavvicinamento a Berlusconi.
Ed ora anche La Destra di Storace si ritrova davanti allo stesso dilemma di Romagnoli.
In questo senso la decisione di Storace non mi sorprende più di tanto. Perché essa darebbe al partito maggiori possibilità di riavvicinamento ad Arcore (e quindi con esso le concrete possibilità di elezione che molti dirigenti regionali e provinciali desiderano) attraverso un traghettatore, come la Santanchè o Musumeci, meno inviso a Fini. Questo è il segnale politico che io leggo tra le righe.
Ma non è una decisione che lascia tutta la base del partito soddisfatta.
Per questo motivo è nata contestualmente alla conferenza programmatica la corrente interna "Blocco Sociale Nazionale". Una destra sociale che si vede antagonista alla visione come alla pratica del partito di Arcore, come ha detto Valeriano Tasca nel suo discorso:

"L’attuale Premier ci ha lasciato fuori, ha dato inizio alla costruzione di un partito nuovo che si ispira pienamente a dei precisi “valori” e “principi”, quelli del PPE. Non solo lui ma anche tanti camerati, che oggi ancora pensano che quell’Alleanza Nazionale possa essere ancora interprete dei valori di una destra sociale. Si deve addirittura sentire che Tremonti sia il baluardo del sociale contro la globalizzazione per il solo fatto di contestarla.
Assurdo. Personaggi, intellettuali di una destra che non c’è più si permettono ancora di affermare che il Pdl sarebbe la realizzazione addirittura delle più pure tesi di destra. Non gli è bastato uccidere una tradizione politica, ora credono anche di abbindolare i tanti camerati che veramente però si trovano sperduti e non sanno più a cosa rifarsi. Non regge più la scusa di “provare a cambiare il sistema da dentro e cercare di portare avanti le nostre iniziative sociali”.
Questo non accadrà mai. La verità è che devono salvarsi alcune persone e soprattutto devono cercare di ramazzare qualche soldo. Pensare di poter portare le nostre ragioni e le nostre idee all’interno del Pdl è semplicemente una scusa che non regge, a meno che le nostre idee non siano cambiate. Allearsi oggi con il Pdl significa non avere futuro politico. Il coraggio dimostrato rinunciando a posti sicuri in Parlamento lo si deve dimostrare ancora ogni giorno, però ora serve una volta per tutte capire dove stiamo."


Siamo curiosi del progetto e speranzosi che la creazione di una destra esterna al potente comitato di affari di Arcore riesca veramente.
Di certo per ora vediamo di buon occhio che sempre più militanti di destra comincino a rifiutare la sudditanza al più che dubbio comitato di Arcore, che certo destra non è ma malaffare e illegalismo.
Che la destra si riappropri dunque di quelle lotte moralizzatrici e legaliste come di quelle connotazioni popolari e sociali che le appartengono storicamente e che l'affiancamento e la collusione col berlusconismo hanno obbligato a mettere da parte.

La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

Posto il seguente contributo di Giorgio Bongiovanni dal sito Antimafia2000.

"Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.
Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.
Che dire poi di questa sinistra andata distrutta, anzi meglio dire che si è auto-distrutta, tradendo grandi uomini come Pio La Torre, scendendo persino, in più di un caso sporadico a patti con la mafia.
Quanti, e penso per esempio ad un Fausto Bertinotti, hanno fallito, perduto, dimenticato… penso al socialismo, a come è stato fatto a pezzi da personaggi come Craxi o Martelli… spazzati via dal groviglio di interessi emerso poi, seppur in minima parte, con tangentopoli.
Ci hanno lasciato un’Italia massacrata la cui ricchezza non è nelle mani del popolo, ma delle mafie, che deve mendicare a criminali e assassini, che dispongono di patrimoni illimitati, il suo posto in Europa. Dominata da personaggi potentissimi che gestiscono l’economia, tra banche e alta finanza, che controllano le informazioni segrete, che si sono macchiati dei grandi delitti ricorrendo al braccio eversivo di Cosa Nostra, ma soprattutto che risiedono all’interno delle Istituzioni.

Vale la pena allora, davanti a questo scempio, continuare a lottare?

Sì. Ne vale la pena. Per tutti quei giovani che rimangono puliti nonostante il fango, per quei pochi politici onesti, nonostante tutto, per la minor parte della società civile che si ribella, per quei magistrati valorosi, per gli uomini giusti.

Non avremo pace fino a quando non scopriremo il volto dei mandanti esterni delle stragi, la chiave per capire chi comanda, e forse per poter liberare il nostro Paese dal padrino e burattino Berlusconi e dai suoi complici di tirannia."

Giorgio Bongiovanni

Eh si, caro Giorgio, chi comanda veramente dietro il burattino Berlusconi? Una domanda che mi faccio da tanto tempo.
Certo è che chi ha finanziato le 22 holding svizzere che stavano dietro alla Fininvest dal '78 all'83 con versamenti per 300 milioni di euro di oggi avranno certo richiesto la restituzione dell'investimento. Con i dovuti interessi.
A chi deve conto Berlusconi?
Berlusconi interrogato in sede giudiziaria dal PM Antonio Ingroia riguardo all'origine di quei finanziamenti anonimi si avvalse della facoltà di non rispondere.
Ma a noi questa risposta non basta certo.

La bufala televisiva della vittoria sulla monnezza campana.

Emergenza spazzatura di Napoli finita?

La foto sopra è stata scattata da Giulio Piscitelli il 17 Luglio e quindi pubblicata, assieme a varie altre, sul blog "Sono un ingenuo".
Il Messia di Arcore, dopo il miracolo della camminata sulle acque della Sardegna non riesce nel novello miracolo della sparizione della spazzatura napoletana. Vabbè solo in parte. Perché per la ripresa televisiva - così tanto ben esaltata dal fido Umilio Fede nel suo tristemente noto tiggì spazzatura - è stato sufficiente ripulire un poco un paio di vie del centro ed impedire l'ingresso agli inferociti manifestanti di Chiaiano, mentre la situazione in periferia e nella provincia è rimasta chiaramente come la foto sopra rivela.
Mai come ora si rileva potente il potere delle televisioni nell'alterare e plasmare la visione della realtà percepita. Inoltre il limitare l'ingresso a determinati manifestanti prefigura un evidente problema di democrazia, o no?
Fin dove vogliamo arrivare?

Intanto vorrei linkare anche il bel post su Napoli bloglandia dove vengono mostrati filmati ripresi da ragazzi dell'associazione MeetupGiugliano in cui si mostra come i rifiuti vengano ancora oggi ininterrottamente bruciati in luoghi isolati. Dal sito:

"Svuotare i cassonetti, che volutamente erano lasciati colmi, anzi stracolmi come tutti sappiamo non significa che l’emergenza (ormai la definiamo tutti così ) sia terminata.

Vi siete chiesti l’immondizia dove sta andando? Aspetto i vostri commenti nell’articolo.

Ogni giorno nel Napoletano, nella provincia e solo Dio sa in quanti altri posti della Campania si continuano a sversare rifiuti tossici e ad appiccare roghi per smaltire rifiuti in campagne fuori mano o appena fuori città."

Complimenti ai ragazzi del MeetupGiugliano. Bravi ragazzi, continuate così!
Che l'Italia civile scenda in piazza e prenda in mano la situazione in prima persona visto che sulla quasi totalità della classe politica non si può più contare.

sabato 19 luglio 2008

Un ricordo a Paolo Borsellino e a quelle inchieste mai portate a termine. Chi i mandanti nascosti della strage di Via D'Amelio?

Il 19 luglio del 1992 un attentato mafioso stroncò la vita di Paolo Borsellino e degli altri 5 uomini della sua scorta. Un ricordo grato va a loro ed in particolare a Borsellino che pagò con la vita per la sua lotta indefessa al fenomeno mafioso. Eppure un uomo abbandonato dallo stato.
Dopo "Mangano eroe" qualcosa di più ci saremmo aspettati anche per Paolo Borsellino.
Infatti ancora dopo 16 anni "identificati gli autori materiali, restano ancora alcuni misteri" riferisce sommessamente il sito online del corriere. "alcuni misteri". Forse perché si sarebbe dovuto indagare troppo in alto?
A questo proposito vorrei citare un brano dal libro di "Le mille balle blu" di Travaglio-Gomez a proposito delle inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui mandanti occulti delle stragi del '92/'93:

Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta su Berlusconi e Dell'Utri come "presunti mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine.
[...]
Aggiunge il giudice fiorentino [il Gip Giuseppe Soresina] che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni Novanta".
Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura "L'ipotesi iniziale [di un coinvolgimento di Berlusconi e Dell'Utri nelle stragi del 1993 a Milano, Firenze e Roma] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità."

Concludo invitandovi a riascoltare l'ultima intervista di Paolo Borsellino del 21 maggio 1992, solo 48 ore prima della morte dell'amico Giovanni Falcone.
Si rileva il ruolo ben assodato di dell'Utri come uomo ponte tra le cosche siciliane e certa imprenditoria connivente del Nord. Le conclusioni traetele voi.

venerdì 18 luglio 2008

Mister Been Gasparri: "Il CSM è una cloaca"

Le ultime parole famose del Mister Been d'Italia; come passarci sopra?
Stavolta da Radio Radicale il quarto comico italiano, dopo Aldo Giovanni e Giacomo, afferma: "La cloaca del CSM correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani".
Mentre la constatazione della presenza di correnti nel CSM è un fatto negativo ben noto ai migliori e più responsabili magistrati italiani, come anche Bruno Tinti noto autore del libro "Toghe rotte" riconosce, e quindi condivisibile, certo la definizione del CSM come di una "cloaca partitizzata" ci lascia sorridere. Ed in ogni caso sarebbe una cloaca ben più pulita del Parlamento, la vera ed "original" cloaca d'Italia. "partitizzata"? Caro Mr. Been, ma te ne accorgi da dove provieni? Di chi sei? Che i partiti sono stati la tua casa da sempre?
"Come presidente dei senatori del Pdl reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia. L'obbligatorietà dell'azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare."
Questa te l'ha passata zio Silvio eh?
I processi da non fare? Quelli contro del vostro datore di lavoro di Arcore. E gli altri? Chi se ne frega.
"La separazione delle carriere è un'esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un'emergenza democratica."
Per me la vera esigenza prioritaria è la depoliticizzazione della politica, comunque, ognuno è libero di dire la sua, persino il presidente dei senatori del PD(l). In quanto alla separazione delle carriere quella già quasi esiste grazie all'ultimo ordinamento giudiziario voluto dall'amico vostro, il caro signor Mastella.
"La magistratura seria e laboriosa composta dalla maggioranza dei magistrati è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un'azione di militanza politica, che occupano militarmente il CSM e che non giovano a un'immagine della magistratura fortemente incrinata come si vede dai sondaggi, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma deve esaltare la funzione della giustizia e noi la faremo sicuramente".
E quale sarebbe questa magistratura "seria", quella che chiude non uno ma due occhi di fronte alle vostre malefatte? Mah, se qua c'è un "guitto" questo è proprio il signor Mister Been. L'uomo della vergognosa Legge Gasparri sulle telecomunicazioni che l'omino di Alleanza Nazionale certamente non ha nemmeno letto prima di firmare.
Ne è passata proprio tanta di acqua sotto i ponti dal quel fantastico biennio '92/'93 quando Gasparri e sodali inneggiarono ai magistrati di "Mani pulite" mentre una intera classe politica corrotta e miserabile scompariva nel fango delle proprie malversazioni.
Ma queste sono cose che molte volte abbiamo già visto. E che rivedremo.
Perché i voltagabbana non hanno età.

giovedì 17 luglio 2008

Finalmente la bocciatura della Corte Europea dello scandaloso condono fiscale del 2003

Vorrei soffermarmi oggi su una notizia che viene appena citata dal Corriere ma che secondo me merita notevole attenzione: la decisione della Corte Europea di condannare il condono fiscale attuato dall'allora Ministro Tremonti con la Finanziaria del 2003.
La Corte infatti "condanna la rinuncia generale ed indiscriminata all'accertamento delle operazioni imponibili relative all'Iva, effettuate nel corso di una serie di periodi di imposta, tramite la quale la Repubblica italiana viola gli obblighi derivanti dalla sesta direttiva Iva e l'obbligo di leale cooperazione". Una norma che "favorisce i contribuenti colpevoli di frode" e "induce fortemente i contribuenti o a dichiarare soltanto una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfettaria invece di un importo proporzionale al fatturato realizzato, evitando in tal modo qualunque accertamento o sanzione".

L'ulteriore condono vergogna dell'uomo del debito pubblico record e dell'ex-fiscalista privato dell'attuale Premier.
Che ovviamente fu il primo ad avvantaggiarsi grandemente del condono stesso, nonostante la consueta bufala televisiva: "Le mie aziende non si avvarranno del condono".
Ma fu proprio così?
Il libro di Travaglio "Se li conosci li eviti" cita a pag. 517 che la Fininvest pagò la modica somma di 35 miliardi di lire per mettersi in ordine con il Fisco che di miliardi ne reclamava ben 197.
Ma questo è solo uno dei numerosi esempi, perché successivamente il Presidente del Consiglio usò la norma a favore di molte altre società di famiglia come l'Immobiliare Idra.
Insomma un bell'esempio di evasione legalizzata. E di chiaro conflitto di interessi.
Grave, per un paese che una classe politica corrotta e collusa vuole condurre ad ogni costo alla alla bancarotta ed in cui le famiglie difficilmente raggiungono la fine del mese.

L'ultima frase del giorno del creativo Ministro: «L'effettivo contrasto dell'evasione fiscale arriverà dall'introduzione del federalismo fiscale». Qualcuno mi spiegherà un giorno in che modo le due cose possano ragionevolmente stare in connessione.
Insomma, come dire: "l'evasione fiscale non ci interessa".
Che bella novità.

martedì 15 luglio 2008

L'infinito terorema che sempre ritorna ovvero l'insaziabile voglia di impunità da parte della classe politica

Il signor Tribuno si è rotto veramente le balle di dovere parlare di Silvio Berlusconi ogni giorno.
Ma lui che è il comico vero del momento non si riesce quasi mai a passarlo sotto silenzio.
Gli altri comici della politica, i Fini, i Tremonti, i Sacconi sono soltanto macchiette di secondo livello. A loro un titoletto laterale, quando pure se ne abbia voglia.

I fatti.
Ottaviano Del Turco, 63 anni, ministro delle Finanze tra il 2000 e il 2001, è stato arrestato oggi da agenti della Guardia di Finanza al termine delle indagini «sulle cartolarizzazioni dei crediti vantati dalle case di cura private nei confronti delle Asl abruzzesi». È accusato di associazione a delinquere, concussione e corruzione e di avere incassato, insieme ad altri, tangenti per 6 milioni di euro.
Sia chiaro, non saremo noi ora a preparare la forca su cui giudicare sommariamente le azioni di Del Turco e degli altri indagati. A tale fine ci sono gli organi giurisdizionali preposti.
Tuttavia secondo il Procuratore Nicola Trifuoggi: "Abbiamo riscontrato l'80% dei fatti... Ci sono puntigliosi riscontri da intercettazioni, documenti; abbiamo trovato tutte le ricevute dei prelevamenti. Nell'auto di Luigi Conga, l'ex manager della Asl di Chieti, è stata trovata una valigetta contenente 113 mila euro. Abbiamo pure i ticket dei telepass autostradali di quando i soldi venivano portati a Collelongo" (Collelongo è la residenza abruzzese del presidente Ottaviano Del Turco). In più ci sono le registrazioni dei colloqui che l'imprenditore Vincenzo Angelini ha avuto con i politici corrotti. Un dossier di 442 pagine pieno di fatti e riscontri.

Ma eccolo da Parigi, durante una colazione organizzata dal presidente francese Nicolas Sarkozy in occasione della Festa nazionale francese, l'omino di Arcore in una delle sue uscite più classiche: "Mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata di un intero governo di una Regione". Ed ancora: "Ho sentito anche il teorema accusatorio... conoscendo l'attuale situazione dell'accusa in Italia...". Il trovarsi un paese straniero non lo distoglie minimamente dal buttare fango al suo stesso paese e a quelle istituzioni che lui stesso dovrebbe rappresentare.
"Ho sentito...", "mi sembra...", "un uccellino mi ha suggerito...". Ovviamente le carte non sono state lette. Ma le carte in fondo non sono importanti perché quel che conta è il nuovo pretesto per delegittimare la magistratura; persino quando la magistratura sembra, come in questo caso, perseguire un avversario politico come il rappresentante del PD Del Turco. In base a prove fondate e circostanziate.
Ma non importa. Perché già sappiamo che il paranoico clan di Arcore cercherà ora ed ancora di chiamare a raccolta l'intera classe politica per sferrare il colpo definitivo al nemico di sempre. Quella giustizia che, se funzionasse per davvero, manderebbe in rovina la Casta politica parassitaria che ci governa.
Per questo la giustizia non deve funzionare, non si vuole che funzioni. Con i risultati giornalieri che sono sotto gli occhi di tutti.

lunedì 14 luglio 2008

Gennaio 1985: Veltroni da via libera a Berlusconi in cambio di Rai 3 al PCI


Prendo spunto dal bell'articolo del giornalista Pino Nicotri che invito a rileggere.
Si tratta della recenzione di un libro, "il baratto", edito da Kaos Edizioni e scritto da Michele De Lucia, membro della direzione nazionale del Partito radicale.
In esso si raccontano le vicende che portarono negli anni '80 l'affarista Berlusconi ad avere il via libera alle trasmissioni nazionali sotto la regia del Partito Socialista e la collusione della sinistra DC e del Partito Comunista Italiano.

Anno 1986, pag. 115: “Intanto a Milano il numero di febbraio de “Il Moderno” (il mensile della corrente “migliorista” del PCI) scrive che “la Rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità produttive”.
La corrente "migliorista” del PCI era allora capeggiata da Giorgio Napolitano. Ma guarda.
Ed ancora: “Il 12 settembre, a Milano, al Festival nazionale de “l’Unità”, si svolge un dibattito cui partecipano Walter Veltroni, Silvio Berlusconi, il presidente della Rai Sergio Zavoli e l’editore Mario Formenton della Mondadori. E’ un minuetto PCI-Fininvest, una corrispondenza d’amorosi sensi. Il compagno Veltroni è lirico: “Io voglio dire qui – Berlusconi sa che questa è la mia opinione – che non abbia giovato al gruppo imprenditoriale della Fininvest l’eccessivo padrinato politico e l’eccessiva copertura politica che ha questo gruppo è stato dato da uno e da uno solo partito”, vale a dire dal Partito socialista italiano, segretario Bettino Craxi. E Berlusconi risponde così: “Mi fa caldo al cuore l’idea che il Partito comunista, da tempo ormai, si apra alla considerazione di queste realtà con tanto senso concreto, con tanto senso pragmatico.”.
4 Maggio 1988, conferenza stampa di Berlusconi nella Sala della Stampa Estera a Roma, per illustrare i contenuti dell’accordo tra la Fininvest e la TV sovietica, firmato quattro giorni prima a Mosca, dove tutto era pronto per una Fininvest sovietica. Berlusconi: “Noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito comunista italiano, e cerchiamo di averne sempre di migliori”. Veltroni: “Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima. Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a “inventare” un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di avere imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi delle decisione politica in un settore così delicato come quello in cui opera".
Fa sorridere oggi la critica che si sente spesso da parte di certo elettorato di centro-destra nei confronti di Rai 3. Ma bisognerebbe sapere che la "cessione" di Rai 3 al PCI fu solo parte di un baratto più largo volto a permettere le trasmissioni delle reti di Berlusconi su scale nazionale. Il baratto per il via libera insomma.
Con la regia di Craxi, il cui scopo era quello di rompere l'egemonia DC sulle televisioni nazionali, e gli occhi chiusi, quando non conniventi, di sinistra DC ma anche di PCI e corte Costituzionale.
Da allora il carattere transitorio delle norme che rendono possibile le trasmissioni nazionali di Mediaset non è stato ancora risolto. Le conseguenze di questa tragica mancanza di regolamentazione sono oggi sotto gli occhi di tutti.
E facciamo notare come il centro-sinistra non sia mai stato capace, o forse voglioso, di risolvere il conflitto di interessi berlusconiano una volta andato al governo. Forse questo libro getta un po di luce sul perché di questo.
Possono essere Veltroni e Napolitano affidabili e credibili oggi, il primo come uomo di opposione vera e non di morbido compromesso ed il secondo come assoluto garante dello stato e bastione di legalità? I precedenti non fanno sperare.
Noi non ci fidiamo.

domenica 13 luglio 2008

Oltreconfine lancia la grande iniziativa popolare: Mara Carfagna SANTA subito!


Dopo le vili accuse lanciate dalla comica bolscevica Sabina Guzzanti alla Piazza del demonio Navona gli autori di Oltreconfine decidono di lanciare la grande iniziativa popolare "Mara Carfagna Santa SUBITO!"

Riteniamo infatti che le voci che riguardano presunte intercettazioni tra la presto Santa Mara e il nostro amato Presidente del Consiglio siano soltanto parte di un diabolico piano messo su dalle toghe rosse per sovvertire gli esiti del voto.
Come al solito le toghe rosse rosicano di invidia davanti al successo del nostro amato Sire e fantasticano di inimmaginabili procedimenti giudiziari. Le intercettazioni non ci sono, e se ci fossero le avremmo distrutte!
Quindi le voci denigratorie sono state create ad arte contro la Ministra Carfagna, che anzi aveva un curriculum così eccelso per la Carica di Ministro che all'esame ha saltato la prova scritta per passare direttamente al test orale. Passato col massimo dei voti. Parola di Premier.
Alla faccia dei magistrati rosiconi.
Per questo noi ora solennemente diciamo: Mara Carfagna SANTA subito!

sabato 12 luglio 2008

Lega Nord: Quo vadis?


Voglio prendere spunto da una lettera di un leghista deluso indirizzata a Umberto Bossi e pubblicata stasera sul blog di Beppe Grillo.

Umberto, mi permetto di darti del tu, ti ho seguito dal 1987 da quando disegnavi le galline per i manifesti di Roma Ladrona, oggi sei scappato di casa, ma io comunque ti aspetto. La porta è aperta. Non ti voto più da quando sei andato con Berlusconi, quello che chiamavi il mafioso di Arcore e allora, se ricordi, tutta la base era d’accordo con te. Non so perché lo hai fatto, non credo per i soldi, per i miliardi che avrebbe usato per comprarti e non credo neanche che tu abbia avuto paura di minacce di morte per te e per la tua famiglia da parte della mafia. Sono cose che si dicono. Sono convinto che abbiano cercato di comprarti e di intimidirti, ma per me tu non sei uno in vendita e hai sempre avuto un certo coraggio. Io credo che tu abbia abbandonato la Lega delle origini per motivi tattici, per arrivare più presto al federalismo e per questo hai fatto un patto con il diavolo, con chi rappresenta l’esatto contrario della Lega, l’uomo di Dell’Utri e di Licio Gelli, il figlio di Bettino Craxi, l’erede di quell’Andreotti che abbiamo mandato a fanculo nel prato di Pontida in quarantamila quando al vaffanculo Beppe Grillo non ci pensava ancora. Il vaffanculo lo ha inventato la Lega, lo hai inventato tu. Io penso che Berlusconi, scusa il termine, abbia fottuto te e la Lega e abbia incassato solo lui. Gli hai regalato cinque anni di governo senza cavare un ragno dal buco. Mentre lui ha fatto le leggi per sé, la Lega non ha ottenuto niente, meno di zero. Adesso hai promesso che porterai a casa il federalismo fiscale, se lo otterrai avrai avuto ragione tu. Ma non te lo faranno fare. Non possono chiudere per fallimento il Centro Sud che vive delle tasse della produzione del Nord, ci sarebbe la rivoluzione in Sicilia, in Calabria, in Campania dove le uniche imprese importanti sono la Regione, le province e i comuni. Morirebbero di fame. Il federalismo fiscale avrebbe come conseguenze la rivoluzione e la secessione. Tu lo sai benissimo, e lo sanno anche loro. Da quando sei con Berlusconi la base ha dovuto ingoiare dei rospi, ma in questa legislatura sono rospi giganti: i sussidi pubblici all’Alitalia, il Ponte di Messina, la spazzatura di Napoli portata al Nord. In tre mesi avete discusso solo di leggi per evitare i processi a Berlusconi, la sicurezza dei cittadini della campagna elettorale è stata sacrificata all’impunità di Berlusconi. I rom c’erano prima e ci sono adesso. I clandestini sbarcavano prima e ora pure. L’unica tassa che rimaneva ai comuni del Nord, l’ICI, è stata cancellata. Le imprese del Nord chiudono, la Lega lo sa bene, per la pressione fiscale, gli anticipi dell’IVA mai rimborsati, l’IRAP e per le mille rotture di balle della burocrazia italiana. Le nostre aziende chiudono, Umberto, e tu passi il tempo a parare il culo a Berlusconi sperando nel federalismo. Una volta che Berlusconi avrà sistemato i suoi problemi giudiziari potrai scordarti il federalismo fiscale. Spero (lo spero veramente) di sbagliarmi, ma ti troverai con un pugno di mosche in mano e il movimento sfasciato. Se alzerai la voce, Berlusconi ti scaricherà e imbarcherà Veltroni o Casini o tutti e due. E tratterà te e la Lega sulle sue televisioni come oggi tratta Di Pietro. Mi ricordo una volta nell’Oltrepò Pavese eravamo in trenta ad ascoltarti, parlasti per quelle poche persone per ben due ore. Ci spiegasti come la Chiesa intimidiva i liberi pensatori e come bruciava gli eretici. Sabina Guzzanti avrebbe preso appunti, al tuo posto rimane un’educanda. Non è mai troppo tardi per ritornare indietro da una strada sbagliata.” Dante

Posso ben comprendere la delusione di Dante, ex-elettore leghista, anche se la parabola discendente dell'Umberto Nazionale mostra il grado di corresponsabilità forte della classe dirigente del Norditalia nella crisi materiale e morale dello stato.
Il Berlusconi IV si è insediato. I 300 mila fucili leghisti sono stati riposti nel cassetto.
I Rom sono sempre li, i clandestini anche. La spazzatura sempre li, ed una parte viaggia verso nord. Bassolino ride. Le tasse sempre più alte, mentre l'unica tassa veramente regionale, l'ICI, è stata abolita, sparita. Stipendi? Sempre più leggeri. Alitalia destinata al ridimensionamento, che fine farà Malpensa?
Nel frattempo il Parlamento lavora a pieno ritmo nelle sue eroiche crociate contro la Magistratura e contro la Giustizia. Ma a favore di chi?
Caro elettore del Nord vai in Piazza, manifesta, protesta per la truffa che ha buggerato il tuo mandato elettorale.

Ci scusiamo con Silvio: Il Messia di Arcore continui a lavorare indisturbato nell'interesse del Paese


Vorrei porre all'attenzione dell'interessato lettore un bel commento, in risposta al mio post di ieri, arrivatomi stamani dall'amico Victor.
Caro Victor, come non darti ragione!
Perché togliere le ultime speranze al popolo che soffre?
Un saluto.

"Caro Tribuno, possibile che non si lasci in pace il nuovo profeta?
Non disse al moribondo che lo avrebbe rialzato? Non è avvenuto il miracolo? Si è rialzato e può anche rimettersi al lavoro, dopo ben 2500 cadute!

Il miracolato, acclamato da una foltissima schiera di fedeli credenti, e praticanti della sua religione, andrà a rendere omaggio a chi ha intercesso per questa grazia.
E tu e tanti altri, tutti demonizzatori, cosa credete di ottenere dicendo che è stato tutto un trucco? Che non c’è stato il miracolo? Ma se ne parlano tutte le televisioni d’Italia? Volete far credere che un solo uomo è capace di manipolare i mass media?
La maggioranza degli italiani ascolta cosa dicono i telegiornali e sono capaci di ragionare con la propria testa. Ragionano così bene, senza bisogno d’essere plagiati, che se il miracolato si presentasse alle elezioni, essi lo voterebbero per vederlo addirittura presidente della nazione.

Sono i sondaggi a dirlo, e non sono di parte: provengono dal sito Oltre Confine!
A parte il misero 38% del suo più accanito detrattore, giustizialista , manettaro ed il miserrimo 8% degli agnostici; il miracolato può contare sulla fiducia più o meno palese della stragrande maggioranza dei suoi accoliti, rappresentati da un eccellente 54%. Questa si chiama scientificità politica ed è quindi scientificamente provato che il miracolo c’è stato. Tu sei un miscredente; metti soltanto zizzania; vedi soltanto le travi negli occhi degli altri e non vedi la pagliuzza nei tuoi. Approfitti della tua cultura per gettare fango e fumo negli occhi: perché ingannare la gente che vuole la luna nel pozzo, mostrandole col dito il cielo? Non ti senti in colpa, togliendo la speranza alla massa?
Vedrai che fra poco il miracolato farà volare anche gli asini: altro che Alitalia! Vedremo treni supersonici, altro che i treni del ventennio! E respireremo aria pulita, col nucleare! La gente prenderà la pensione il 23 di ogni mese e sarà così risolto il problema della quarta settimana; una stanza dell’appartamento lo affitterà ad una massaggiatrice d’oltre cortina e si potrà così felicemente pagare il mutuo.
Così si risolvono i problemi, altro che aspettare san Ciccio!
E che posso dirti d’altro!

IN ALTO I CUORI!"

Legionario Victor

venerdì 11 luglio 2008

Lodo Alfano contro Norma blocca-processi: estorsione della maggioranza o accordo sotto banco?


Finalmente è ufficiale: l'odiosa norma blocca-processi viene praticamente rimossa attraverso degli emendamenti della maggioranza che, secondo la presidente della prima commissione di Montecitorio Giulia Bongiorno, recepiscono le critiche formulate dell'opposizione nelle passate settimane.
Ieri veniva approvato alla Camera il Lodo Alfano, oggi viene affossata con matematico tempismo la blocca-processi.
Ma come? Non aveva affermato Berlusconi solo qualche giorno fa che "il premier non ha bisogno di essere salvato, si salva da solo"? E, altra perla della settimana: "Rinuncio a ogni vantaggio, non ho bisogno di nuovo norme giudiziarie. Mi sono sempre difeso nei processi - ha aggiunto il Cavaliere - e sono il recordman dei processi con 2.500 udienze". Eh si, continua così, caro Silvio, e presto ascenderai anche tu alla cerchia degli eroi della giustizia come il tuo vecchio fattore mafioso Vittorio Mangano.
Ma allora perché perseverare nel Lodo Alfano di cui nessun'altra carica delle Istituzioni a parte te potrà fare uso?
Chi altro ha processi pendenti?
La tempistica però ci piace di più. Approvato il Lodo Impunità decade senza colpo ferire e ora nell'indifferenza del camaleontico popolo pidiellino la blocca-processi.
Ancora il 16 giugno scriveva il Cavaliere Mascarato al fido scudiero Schifani:

"Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto 'decreto sicurezza un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell'Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.
Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali."

Non ce ne frega più niente ora di questa norma blocca-processi "fondamentale per il popolo", di questa "norma per tutti"? Certo che no. Ma soprattutto ad Arcore non interessa più, ora che il Lodo acqua-in-bocca bloccherà tutti procedimenti contro il Presidente.
Ancora dubbi sul carattere ad personam di entrambi i provvedimenti? Ancora dubbi sul fatto che il clan di Arcore sia disposto ad ogni meschinità e sacrificio popolare pure di vedere riconosciuta l'impunità per se e i sodali come nel caso dell'indulto nel 2006, ed ora nel caso della blocca-processi?
Ma soprattutto lancio le seguenti domande ai lettori interessati: la proposta della legge blocca-processi è stata nient'altro che una volgare estorsione nei confronti del Presidente Napolitano per obbligarlo a non rifiutare la firma del lodo Alfano, oppure blocca-processi e Lodo sono stati parte di un tacito accordo sottobanco tra i membri del PD con e senza la L?

CIAULA SCOPRE LA LUNA: LA DESTRA E' MORTA

Ciaula rappresenta tutti gli uomini che, oppressi dall’oscurità dell’angoscia, aspirano al chiarore delle certezze e che nella bellezza del mondo cercano il riscatto della loro miseria.
In questa notte romana, dalla brezza dolcissima, dal chiarore tenue che si leva da questa città millenaria, io mi sento fratello di Ciaula, icona pirandelliana.
Sto seduto, avvolto nell'oscurità della notte e assieme a lui guardo la luna.
Ognuno di noi ne ha una, è un diritto inviolabile della persona come l'acqua o la luce del sole, è la magia della vita, la speranza che alberga nel cuore di ogni uomo.
Sono tentato di parlare di politica, di lodo Alfano, delle umane bassezze di questi giorni, delle ambiguità irritanti del nostro partito, dell'"essere o non essere" di una destra che ha francamente esacerbato ogni pazienza.
Guardo la luna, la mia luna e la vedo chiara, immobile, sospesa in un cielo nero e punteggiato di stelle, è una figura che emana un senso di pace e di dignità interiore.
La sua inafferrabilità la colloca ben al di sopra dell'umana viltà, del compromesso, della mediocrità. Sono contento per lei, per la mia luna, nessuno la potrà insozzare: né cavalieri né donnine allegre.
La giustizia sta morendo in Italia e con essa la dignità di un popolo, un popolo che, forse, dignitoso non è mai stato.
Un popolo che ha vissuto dell'esempio isolato di eroi ma che di eroico ha sempre dimostrato di non avere niente.
Il mio sguardo si posa sulle antiche rovine dei Cesari, la tomba di Cecilia Metella, i sassi intrisi di storia della Appia Antica.
Se provassi a fare silenzio potrei riuscire a sentire i passi delle coorti, la voce di Cicerone, di Seneca, di Marco Aurelio... insomma di tutti coloro che hanno dato a noi la luce della storia e la fortezza dei sentimenti.
Come non fare un parallelo tra questi giganti del passato e i nostri politicanti attuali?
Come non uscirne con le ossa rotte da questo impari confronto?
Da una parte c'è la storia, la dignità di uomini che non si sono sottratti né al giudizio dei loro simili né a quello della storia, hanno interpretato la loro funzione sociale come una missione per fare grande il loro popolo, per istruirlo e consolidarlo nella convinzione di essere un corpo unitario con leggi ferree e egualitarie.
Dall'altra parte, quella dei nostri giorni, abbiamo persone di cui la storia non si ricorderà o che farà in fretta a cancellare rimuovendole come fossero un cancro per l'idea e la morale.
Gentaglia, parassiti , immuni, prepotenti che incassano il plauso dei vili, dei servi, degli sciacalli.
Caro Ciaula, fratello mio, ho sempre pensato di essere di destra, di essere innamorato di una idea di Italia NAZIONE, di un popolo che avesse nell'onore la sua priorità.
In questa notte di malinconia scopro che questa mia destra, questa mia visione appartiene al mondo dei fantasmi, è una essenza ormai diafana, è puro spirito.
Davanti alla magnificenza di questa luna sento che la destra è morta e ciò che le sopravvive è una brutta copia, un giocattolo per bimbi cretini, uno strumento per i furbi opportunisti.
La notte ingoia tutto, ma questa mia amarezza rimarrà indigesta anche a lei: troppo forte è il disprezzo che nutro verso chi ci inganna, troppo grande è la mia intransigenza.
Sono sbagliato io?
Può essere, anzi sicuramente è così.
Ma quando una bambina di nove anni, al termine della cena in cui ha seguito i discorsi dei genitori capendone a modo suo la logica, s'alza in piedi con aria quasi indispettita ed esclama: "ma allora questo Berlusconi fa una cosa ingiusta, chi comanda deve essere di esempio per tutti, non è bello che solo lui sia intoccabile!".
A questo punto caro fratello minatore siciliano, io smetto di sentirmi uomo e divento "cosa", divento pietra, divento sasso, lava incandescente.
Vorrei sparire ingoiato dal mare di viltà che mi circonda, vorrei essere sbranato dalle Erinni perché sono carne da macello, null'altro più.
I miei fratelli, i miei camerati sono stati ingoiati dal mare putrido delle opportunità, hanno snaturato la loro essenza di uomini sull'altare della convenienza.
Chi sacrifica la propria anima per la propria pancia non merita il mio rispetto, non merita la mia comprensione.
Quando questo sacrificio lo fa un uomo che si dichiara di DESTRA... non merita neanche il mio disprezzo.
Ed ora guardiamo la luna, ascoltiamo il silenzio della notte, aspettiamo che la storia diventi nuovamente azione nell'idea crociana della libertà che vince sempre e che il male serve a renderla ancora più grande.
Accarezza la tua luna Ciaula e che la tua angoscia si mescoli alla mia stanotte.
Piangiamo insieme, amico mio!
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