"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

chi voteresti alle politiche ora?

soddisfatto del governo Berlusconi?

venerdì 15 agosto 2008

Nuovo sospetto apprezzamento del Corriere della Sera a Berlusconi: Perché i poteri forti sostengono il Cavaliere Berlusconi?

Sfogliando i siti online di alcuni quotidiani italiani mi sono imbattuto sulla prima pagina di oggi del Corriere della Sera.
Nuovo sconcertante panegirico a Berlusconi, nuova eco del giornale di famiglia "Il Giornale", come se non bastasse la posizione monopolistica del clan di Arcore nell'ambito dell'informazione.
Il Cavaliere sorridente che parla di bollo auto e bonus bebè: "li abbiamo promessi per la seconda parte della legislatura, saranno attuati gradualmente e compatibilmente con le possibilità di bilancio, dopo aver riavviato la crescita economica e rimesso in ordine i conti dello Stato". Ancora su Alitalia: "L’Alitalia è stata una bandiera dell’Italia che rinasceva dopo la seconda guerra. La nuova Alitalia sarà la bandiera di un Paese che esce dal tunnel di una lunga crisi". Naturalmente senza contraddittorio. Perché la pessima capacità del Cavaliere di tenere i conti dello Stato in ordine la si è già vista dal 2001 al 2006.
Naturalmente il Cavaliere nel suo monologo non ci spiega dov'è finita la cordata italiana che doveva nascere nell'arco di tre settimane e se rivedremo un giorno i 300 milioni di euro del prestito ponte.
Già nei giorni scorsi mi sono chiesto come mai il Corriere abbia dato allo scadente pezzo del Newsweek così tanto spazio, ma non ne abbia dato per esempio agli articoli critici verso il governo come quelli circostanziati dell'Economist dei giorni scorsi.
Come mai la poca risonanza alla legittima critica di Famiglia Cristiana sul lavoro solo di facciata del governo, mentre la presa di posizione diplomatica del Vaticano è cliccabile appena sotto l'articolo su Berlusconi, come a dire "il Vaticano approva la linea del governo"?
Più importante il consueto fasullo monologo del giorno dell'imbonitore di Arcore che il bell'articolo di Giovanni Sartori sulla salute del Pianeta Terra (cliccabile appena sotto)?
Insomma che gioco gioca il Corriere della Sera e con esso il potentato dei forti poteri economici dietro di esso?
Pensano ormai i poteri forti che Berlusconi sia ormai la unica speranza di uscita da una situazione economica e finanziaria pressochè disperata?
Pensa questo anche il PD, a cui il Corriere sembra essere molto vicino?
Dopo l'abdicazione di un' opposizione e di un Presidente della Repubblica che non si oppone, ora anche l'abdicazione di una stampa libera e non asservita?

giovedì 14 agosto 2008

La rabbia della Casta negli occhi pieni d'odio di Frattini



Paura e odio irriducibile di Casta si leggono negli occhi del Ministro degli esteri Frattini di fronte alle insistenti domande dell'intervistatore della BBC Stephen Sackur.
Che cosa bizzarra una informazione libera eh, caro Frattini?
Purtroppo spezzoni integrali sono solo disponibili in lingua inglese sotto i seguenti links (Frat1 Frat2). Invito chi vuole ad andarseli a vedere.
L'intervistatore incalza su vari temi dall'immigrazione, alla sicurezza, a Bossi, al Trattato di Lisbona. Su varie questioni si può dibattere e Frattini ha il diritto/dovere di rispondere. Sull'immagine dell'Italia paese generalmente razzista si può dibattere; personalmente non sono d'accordo, almeno riferendomi all'italiano medio e confrontandolo col tedesco o l'inglese medio - che io ritengo in genere meno tolleranti. Ma non è quello il punto. Il punto vero è un altro.
Il punto vero è che il nostro Ministro degli Estero non è proprio abituato a rispondere a domande vere e non preconfezionate.
Il punto vero è che in Italia certe domande non vengono nemmeno poste.
Ve lo ricordate il pietoso monologo di Berlusconi sullo scomparso Enzo Biagi "mi sono battuto perché Biagi non lasciasse la televisione" in cui zerbino Riotta non interruppe il monologo del padrone?
Se questo è il genere di spazzatura che gli italiani si devono bere ogni giorno, allora non è poi sorprendente il degrado morale e, di conseguenza, materiale in cui il paese imperversa.
Solo una informazione libera può attivamente partecipare alla creazione di un paese efficiente e sano ove le malefatte di governanti e dirigenti di livello vengano puntualmente portate all'attenzione dell'opinione pubblica.
L'informazione dovrebbe controllare non obbedire.
Ma questo il signor Frattini evidentemente non lo sa.

lunedì 11 agosto 2008

La Russa raddoppia! Carabinieri e militari a controllare i cantieri!


Per chi critica il regime, ed in special modo cotanta maggioranza, c'è soltanto una parola sulla bocca dei suoi fedeli difensori: "Comunista!" Anche se chi critica proviene da quel centro-destra che non ci sta (incredibilmente esiste!), anche se la critica proviene dalla destra radicale o dalla sinistra riformista.
Beh, nel caso che segue, mi dispiace, non sono comunista io, ma sono imbecilli loro.

Rullo di tamburi. Silenzio prego.
Ratatatatà.
Dopo i militari a presidiare le piazze italiane, notoriamente teatro di movimenti di piazza che farebbero sbiancare il generale Bava Beccaris - ma gli ultimi dati Censis non dicono che le città italiane sono più sicure di Londra per esempio? - ora i militari, ma sempre accompagnati dai genitori, inviati a controllare pure i cantieri!
Parola sua. Parola di Mr. La Russa.

E poi dicono che la comicità italiana non è più quella di una volta!

Ma non ha capito lo humor fino la dirigente Paola Agnello Modica del famoso sindacato bolscevico Cgil: "basta operazioni di facciata, il governo dovrebbe fare ben altro, a cominciare dall'applicazione del Testo Unico sulla sicurezza".
Cara Paola Modica, non si può. La Confindustria il "Testo Unico sulla sicurezza" lo sta appena finendo di scrivere!

domenica 10 agosto 2008

Per la serie "a volte ritornano": La spazzatura che resiste nonostante le balle di Berlusconi

Mi scrive la cara Anna da Aversa mandandomi alcune foto prese l'8 agosto 2008 in giro per il centro della città.
Aversa è una bella cittadina in provincia di Caserta, sindaco Domenico Ciaramella del Centro-destra al secondo mandato. Il centro-città dista soltanto 20 km dal centro di Napoli, quindi soltanto circa 10 minuti in auto dal capoluogo partenopeo, eppure le foto che seguono mostrano una situazione spazzatura grave e ben lontana dall'essere risolta.
La foto che segue è stata scattata al Parco Coppola in Viale degli Artisti. Si fa notare che di fronte a questo cumulo di spazzatura c'è la Caserma dei Carabinieri di Aversa.



La seconda foto mostra ancora Parco Coppola dal lato di Piazza Bernini. "Qui a qualsiasi ora del giorno vengono buttati, anzi sarebbe meglio dire lanciati, sacchetti di spazzatura e altro... senza nessun controllo."



La terza foto mostra Via Vito di Jasi. "Accanto c'è una clinica (clinica San Paolo). Questa è la strada principale di Aversa. È la strada che poi ti porta al centro. Questo è solo uno dei tanti cumuli che ci sono lungo il percorso."



Cara Anna, avendo tu scattato le foto a pochi minuti di distanza, è chiaro che non sei dovuta andare tanto lontana a immortalare i tuoi cumuli, che in ogni caso dici essere numerosi per le vie. Cumuli accanto alle stazioni dei Carabinieri, cumuli agli ingressi delle cliniche!
Questo non fa altro che confermare che il comunicato del governo secondo cui l'emergenza spazzatura sarebbe finita non è stato altro che la solita operazione di facciata.
Ma noi non ci siamo cascati.
Spero che foto come queste ed altre siano riprese da altri bloggers e fatte girare il più possibile.

sabato 9 agosto 2008

Berlusconi ridicolizzato dai cronisti americani in occasione della cerimonia dei giochi


Pubblico senza commento il seguente articolo tratto dal sito online del Corriere della sera.
E fortunatamente gli USA sono amici dell'Italia!

"Troppo anziano per andare a Pechino - Non sono stati risparmiati neanche gli atleti italiani: mostrati per pochi secondi come quelli del Mali e Gabon"

New YorkItalia che conta poco, Italia da barzelletta. E’ questa l’immagine che milioni di americani hanno ricevuto venerdì sera nel guardare la cerimonia d'apertura dei Giochi di Pechino, trasmessa durante il prime time, - con una differita di ben 12 ore - dalla NBC. Che ha sborsato 894 milioni di dollari per ottenere i diritti in esclusiva per gli Stati Uniti. Quando, verso la fine dello show, i riflettori sono toccati all’Italia, il tono dei due presentatori Bob Costas e Matt Lauer è passato dal serio al faceto. «Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha rinunciato ad essere qui stasera insieme agli oltre 80 capi di stato», hanno spiegato ridacchiando i due mezzibusti della NBC, «Perché a Pechino fa caldo. Troppo caldo per lui». Dopo aver ironizzato sull’immensa fortuna di Berlusconi («il più ricco magnate italiano dei media che è anche primo ministro del Paese»), e sulla sua età («a 72 anni è troppo anziano per un viaggio del genere»), i due presentatori hanno concluso spiegando ai telespettatori che «se sei ricco e potente come lui, puoi permetterti di startene a casa a guardare la cerimonia. Comodamente seduto davanti alla tv».

Il tono da sfottò nei confronti del leader italiano era in netto contrasto con quello, serio e rispettoso, riservato agli altri leader presenti sul palco dei Vip – dal presidente francese Sarkozy a quello americano George W. Bush. Ma lo schiaffo in faccia all’Italia non ha risparmiato neppure gli atleti italiani, che sono stati mostrati per pochi secondi, alla stregua delle mini-delegazioni di paesi in via di sviluppo come Mali e Gabon, e al contrario di quelle di altri paesi europei quali Spagna, Germania, Inghilterra e Francia, cui Lauer e Costas hanno dedicato dettagliati ritratti, in elogio ai passati record dei loro atleti. Perché questo doppio binario? Perché umiliare così l’Italia? Che cosa hanno pensato milioni di italo-americani che hanno seguito la cerimonia da casa? Non è la prima volta che la NBC finisce nel mirino durante l’olimpiade. Due anni fa il network era stato criticato dal quotidiano Usa Today perché, durante le dirette da Torino per le Olimpiadi invernali, si era rifiutato di menzionare la storia della Sacra Sindone, finita su tutti i giornali Usa. «Vogliamo tenere la religione fuori dai giochi», si era giustificato allora un portavoce.

Alessandra Farkas

L'Italia sull'orlo della recessione mentre il Cavaliere glissa sugli ultimi dati del Pil

L'Istat ha comunicato ieri, 8 agosto, gli ultimi dati sull'andamento del Pil nel secondo trimestre del 2008: "Si tratta del dato più basso dal terzo trimestre 2003 quando la crescita fu pari a -0,1%". Il Cavaliere torna dunque, e con lui vecchie cifre già viste di stagnazione e recessione.
Oddio, in verità la situazione economica internazionale non è certo delle più rosee, ma mentre negli Stati Uniti il consistente bonus fiscale voluto dal Presidente Bush ha permesso alle famiglie di superare il momento di grave difficoltà senza incidere troppo sulla voce consumi, in Italia la maggioranza pare interessarsi a ben altri temi.
Nel frattempo il Cavaliere glissa sui dati preoccupanti del Pil: "Il dato è quello che è", mentre anche la Confindustria vede ormai l'economia italiana "sull'orlo della recessione".
E pochi giorni fa il dato sconfortante sul crollo dell'Iva del 7%. Dato che rivela il calo dei consumi delle famiglie italiane in tutta la sua gravità.
Dunque i soldi stanno finendo, mentre il Cavaliere annuncia finalmente una politica di austerità e risparmio - coi soldi degli altri ovviamente.
Insomma sta accadendo quello che abbiamo sempre detto. Cioè che l'economia un giorno avrebbe risolto finalmente il problema tutto italiano di una classe dirigente parassitaria e slegata dalle masse, un paese dove la maggioranza disfa e l'opposizione sta a gardare. Un paese in cui la parte sana e laboriosa non ce la fa più a sostenere una classe dirigente che è grosso modo la più pagata e contemporaneamente la più corrotta d'Europa.

venerdì 8 agosto 2008

La "separazione delle carriere" - Parte II


"La prima ragione:
Gli avvocati soffrono questo loro ruolo di esperti prezzolati; non gli piace questa figura di uomo di parte, sostenitore di interessi precostituiti, da far prevalere anche se infondati; sono a disagio, tanto più se sono persone di valore, quando debbono ricorrere ad argomenti che loro per primi sanno essere infondati; soffrono questa schizofrenia legale per la quale, come cittadini (e ancora di più come tecnici del diritto) sono consapevoli della colpevolezza del loro cliente e come avvocati debbono nasconderla, cercando di ottenere una sentenza che, per primi, sanno essere ingiusta. E, in questa situazione, sentono l’handicap di doversi confrontare con un soggetto, il PM, che non ha di questi problemi; che può sostenere in buona fede (che non vuol dire con ragione) qualsiasi tesi, che ha la libertà di una coerenza intellettuale che loro non possono permettersi. Da qui la necessità di sminuire il loro avversario; di ridurlo a qualcosa di simile a loro; di obbligarlo ad un ruolo partigiano opposto al loro: tu accusi, io difendo; e vinca il migliore.

Insomma, il processo come competizione sportiva; con un arbitro, il giudice, che deve solo sorvegliare che le regole del gioco vengano rispettate; e che deciderà quale dei due contendenti ha segnato più punti. Ma naturalmente il processo non è una partita di calcio. La responsabilità penale non può essere il risultato di una gara a chi è più bravo, accusatore o difensore. Il processo (giusto, quello che garantisce davvero il cittadino, non il cosiddetto giusto processo di cui straparlano i nostri politici) necessita di un’indagine preliminare seria e obbiettiva, di un investigatore che non abbia pregiudizi, di un PM pronto a cambiare idea ad ogni momento, di un collaboratore del Giudice nell’accertamento della verità. E necessita anche di un difensore che stimoli il PM, lo tormenti, lo costringa ad approfondire, a non trascurare nulla, ad indagare fino in fondo: perché condannare una persona è una cosa grave; e bisogna essere sicuri (quanto si può, sempre in questo mondo e non in quello divino viviamo).
Ma tutto ciò, come ho detto, non fa proprio piacere agli avvocati.

La seconda ragione:
Se il Pubblico Ministero non è più un Giudice ma una parte, come un qualsiasi avvocato, allora deve avere un datore di lavoro; proprio come un avvocato. E chi sarà questo datore di lavoro? Ma lo Stato, naturalmente, proprio come in quasi tutti gli altri Paesi occidentali. E che fa il datore di lavoro? Ordina. Stabilisce quello che il dipendente deve fare e quello che non deve fare, come lo deve fare, quando lo deve fare, fino a che punto lo deve fare. E che farà questo PM posto agli ordini dello Stato (dunque del Governo, chi “gestisce” lo Stato è il potere esecutivo)? Farà i processi che il Governo gli permette di fare; non farà i processi che il Governo non vuole che siano fatti. Peggio, qualche volta gli capiterà di dover fare i processi che il Governo gli ordina di fare. Fuor di metafora, farà i processi per rapina, omicidio e spaccio di droga, insomma quelli che non interessano la classe dirigente; e invece, per restare alla cronaca recente, non farà i processi contro Mastella e i suoi amici o contro Del Turco e compagnia bella; né naturalmente quelli contro Berlusconi. E forse gli capiterà anche di fare qualche processo contro un avversario politico della maggioranza che è al Governo.

Forse, se i cittadini sapessero cosa significa davvero la “separazione delle carriere” avrebbero un quadro più chiaro di come la classe politica interpreta l’art. 3 della costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge."
Bruno Tinti

La "separazione delle carriere" - Parte I

Dalla rubrica sulla giustizia del Procuratore Bruno Tinti, autore del libro "Toghe rotte", posto l'informativo commento dal titolo La “separazione delle carriere”.
Visto che la riforma della giustizia sarà verosimilmente un tema caldo dell'autunno che viene, con suo solito corollario di balle ed annessi, cominciamo a prepararci mentalmente per lo scontro che verrà.
Informiamoci.
Cosa è veramente "la separazione delle carriere"?

"Berlusconi ha detto che deve riformare la giustizia “ab imis” e che la “separazione delle carriere” non gli basta. Ma che cosa è questa “separazione delle carriere”?

In breve si tratta di questo: nel processo penale accusa e difesa debbono diventare parti che operano su un piano di parità; uno accusa l’imputato e l’altro lo difende; uno raccoglie le prove che provano la colpevolezza e l’altro quelle che provano l’innocenza; e tutti e due smontano le prove dell’altro come meglio possono. Sopra di loro sta il Giudice “terzo e imparziale” che deve stabilire chi tra i due ha torto o ragione. Ne consegue che, anche se l’accusa è sostenuta da un magistrato, il Pubblico Ministero, questo deve essere diverso, appunto “separato”, dal suo collega che fa il Giudice: e, per ottenere questo obbiettivo, l’unica soluzione è quella di prevedere per i magistrati due carriere separate; quella del Giudice e quello del Pubblico Ministero; e nessuno deve poter passare da un ruolo all’altro.

Si tratta di una sciocchezza; ed è facile capirne il perché: il PM tutela gli interessi della collettività, l’avvocato quelli del suo cliente. Per il PM non è importante che l’imputato venga condannato; è importante che il colpevole venga condannato. E quindi, se l’imputato non è colpevole (perché le prove raccolte contro di lui si rivelano non convincenti, insufficienti, contraddittorie) il PM ha l’obbligo di chiedere che venga assolto. In realtà, al di là dell’obbligo, al PM non salta nemmeno in testa di chiedere la condanna di un imputato che ritiene innocente o per il quale le prove raccolte gli sembrano insufficienti. Alla fine, nel PM, si riassume il ruolo di accusatore e difensore: egli cerca di capire se l’imputato è colpevole o innocente; e, quando crederà di aver capito (perché sempre di giustizia umana si tratta) chiederà al Giudice la condanna o l’assoluzione.

L’avvocato difensore, lui si, è uomo di parte; nel senso che egli ha un obbligo ben preciso: far assolvere il proprio cliente oppure, alla peggio, fargli avere la pena più ridotta che sia possibile. Per capire bene questa differenza (che però è talmente ovvia da non meritare commenti) basta un esempio: se un PM sa che è possibile acquisire una prova che dimostra l’innocenza dell’imputato, la deve acquisire; se un avvocato difensore sa che esiste una prova che dimostra la colpevolezza del suo cliente, deve (proprio deve) evitare (con mezzi leciti si capisce, ma qui il discorso si fa lungo e complicato) impedire che venga scoperta.

Insomma, non è vero che PM e avvocato sono due soggetti animati da interessi contrapposti: il PM può trovarsi dalla stessa parte dell’avvocato. E non è vero che hanno un ruolo processuale paritario: il PM difende un interesse pubblico - l’identificazione e la punizione del colpevole, chiunque esso sia -; l’avvocato difende un interesse privato - l’assoluzione del suo cliente, anche se colpevole -.

Ma allora perché….?
Le ragioni sono sostanzialmente due."
Bruno Tinti

giovedì 7 agosto 2008

Dato Censis sui morti sul lavoro: L'uso criminoso della propaganda di regime che nasconde le notizie che infastidiscono

Prologo.
"Vittoria - La Germania vince su tutti i fronti".
I soldati della VI Armata sotto la guida del generale von Paulus sono intrappolati a Stalingrado ed ormai non hanno più speranze dopo che l'ultimo tentativo di liberarli del generale von Manstein fallisce definitivamente.
Natale del '43, un terribile Natale per le famiglie di quei 200 mila combattenti tedeschi ancora vivi a Stalingrado. Il capo della propaganda Göbbels fa diramare dalle radio del paese la notizia che l'"eroica" VI Armata si è totalmente immolata nei furiosi combattimenti in città. Per la causa.
Per la vittoria che arriverà certa.
Ma i 200 mila soldati ascoltano la radio esterrefatti ed atterriti. Solo in 5 mila torneranno a casa dai campi di concentramento russi.

Ma veniamo ora alle cose di cosa nostra.
Spazzatura.
Tanta. C'è. Ma non si vede.
Il Premier che si fa fotografare sorridente a Napoli con la scopetta in mano.
Astuto, perché sa bene che quello che non si vede non esiste. "La situazione a Napoli è risolta" dice lui. Strano che i napoletani la pensino diversamente. A questo proposito invito a visitare il blog Napoli blogolandia con foto e filmati aggiornati di spazzatura vera. Viva e vegeta.

Eppoi ci sono i morti.
I nostri martiri del lavoro.
Ma anche quelli evaporano, ecco, basta non parlarne.
Il Censis ha pubblicato l'altro ieri i nuovi dati sugli infortuni sul lavoro in Italia. "Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non a causa della criminalità o di episodi violenti. I morti sul lavoro, infatti, sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi." Mentre "Diminuiscono gli omicidi in Italia, invece. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Molti di più, invece, negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra, comunque, una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000)".
Ed ora viene fuori pure che Roma è persino una delle piu sicure metropoli d'Europa. Ma solo dopo che il tema sicurezza è stato il cavallo di battaglia decisivo per la vittoria elettorale del Pdl. Un flusso informativo volutamente gonfiato per dirigere l'opinione pubblica verso lidi tradizionalmente di centro-destra.
Ora invece il dato sui morti sul lavoro, in crescita, deve essere ridimensionato. Perché da fastidio.
Come la polvere che si vuole spingere sbrigativamente sotto il tappeto di casa.
Parola di Castelli: "Le statistiche sulle morti sul lavoro che periodicamente ci vengono trasmesse sono fasulle". Secondo il senatore "soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa dopo il lavoro. Morti che evidentemente nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica... È il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".
La realtà è che la sicurezza sul lavoro costa. Mentre il morto ben poco. Fino al punto che il rischio per la ditta è un investimento accettabile. E questo governo non ha certo finora rappresentato gli interessi dei lavoratori quanto quelli della grande impresa.
La realtà è che il precariato, fortissimo nel nostro paese, aumenta il rischio di infortuni perché la manodopera è inesperta cambiando spesso occupazione.
La realtà è che la normativa nel campo della sicurezza del lavoro, oltre ad essere poco applicata, non viene fatta rispettare come si dovrebbe. Secondo le stime del Ministero di Giustizia sono ben 150 mila i processi che ogni anno vanno in prescrizione nel campo del lavoro, tema che abbiamo già trattato nel giugno scorso.

Balle
, solo balle sono quelle allora che filtrano dalla macchina precisa della propaganda di regime, la balla della scopetta, la balla della cordata, la balla della bella ed unita famigliola del Premier.
Ma al di là delle balle ci si intossica nei fumi tossici, al di là delle balle si perde il posto di lavoro, al di là delle balle si muore.

martedì 5 agosto 2008

Veltroni ricoverato al Policlinico Gemelli per... eccesso di opposizione!

Colpo di scena nella calda ed afosa serata di Roma!
Veltroni ricoverato al Policlinico Gemelli!
Diagnosi Dottore? Troppa opposizione! Prenditi una bella vacanza Uolter!
Vabbè, stavolta non mi ha creduto nessuno eh? Stavolta il limite in cui la satira entra nel ridicolo è stato ampiamente raggiunto. Opposizione! Perbacco, perdindirindina!
Il fatto è però che spesso la realtà è ben più ilare dei racconti inventati.

Allora, dove eravamo arrivati?
Ah si, alla petizione del PD "Salva l'Italia!" Ma petizione di che?
Voci di corridoio raccontano che alcuni spazientiti senatori del PD in uno dei rari momenti di cieca opposizione abbiano deciso di dare inizio ad una petizione contro il Premier Silvio Berlusconi, reo, sembra, di parcheggiare sempre l'auto blu davanti a Palazzo Madama bloccando l'ingresso agli altri. A questo punto un giovane deputato pidiino sembra abbia colto la palla al balzo per promuovere una generale petizione anti-governo. "E se Silvio poi si arrabbia?" sembra abbia pensato all'unisono il quartier generale del PD.
In ogni caso sembra che Bassolino, da astuto napoletano, abbia capito subito il carattere burlesco dell'iniziativa comunicando di non aderire e faticando quasi a trattenere le risate.
La risposta furente del coordinatore Bettini non si è fatta attendere: "È naturale e anche doveroso che le cariche istituzionali, e soprattutto i presidenti delle Regioni come Antonio Bassolino, collaborino lealmente con il Governo nazionale per risolvere i problemi delle loro comunità. Ma oltre ad un piano prettamente istituzionale c'è, a mio avviso, la libertà politica di esprimersi sulle scelte generali e dannose che si stanno compiendo nel Paese". Ammazza che viulenza! Qualcuno mi passa un vocabolario?
Ma anche Cacciari si dissocia: "Nemmeno io firmerò, perché sono il sindaco di Venezia e non il segretario del Pd della mia città. Ma a parte questo, mi sembra un'iniziativa sballata".
Sballata ora ... non usiamo paroloni! Una cazzata, quello si!
Signori, la situazione è grave ma non seria!
Per questo, signori, volete salvare il paese con una petizione?

Sarà, ma in attesa di vedere davvero una opposizione che si oppone, noi saremo assieme a Tonino a partire dal 16 settembre per la raccolta delle firme per il Referendum contro il Dolo Alfano.
Uno dei residui e pochi strumenti che i pavidi ed incapaci del Palazzo ci hanno lasciato per dire che noi non ci stiamo.
E voi, Voi ci sarete?

lunedì 4 agosto 2008

Le vie del pellegrinaggio per Sulmona

Il carcere di Sulmona è ben noto a causa dei prestigiosi detenuti del 41 bis di mafia e 'ndrangheta. Una porta che non si apriva mai.
Ma ora che il carcere rinchiude un detenuto importante, Ottaviano Del Turco, ecco che la processione non finisce più.
11 visite eccellenti in diciannove giorni: "Otto sono targate centrodestra. Tre centrosinistra. Un record per il sistema carcerario italiano: è la prima volta che un detenuto riceve così tante attenzioni e in così poco tempo in una prigione dello Stato. Un record dei record per il «supercarcere» di Sulmona, blocchi di cemento armato trasformati in camminatoi in mezzo alla magnifica campagna ai piedi del Gran Sasso." Nel frattempo "Lui legge Hemingway e Silone, dipinge su tela la sua cella e le montagne dell' Abruzzo, con gli altri ospiti del carcere di Sulmona non parla mai".
Le prime visite, il 15 luglio: Pierluigi Mantini, deputato del Pd e segretario della commissione Giustizia della Camera, ed il senatore Marcello Pera. Il 16: i parlamentari del Pdl Renato Farina e Giancarlo Lehener. Il 21: la deputata del Pdl Melania De Nichilo Rizzoli. Il 25 luglio sono a Sulmona Lella Golfo, presidente della fondazione Marisa Belisario, e l'onorevole del Pdl Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro della Camera; quest'ultimo con quattro bigliettini recanti messaggi d'auguri da parte del ministro Renato Brunetta, dell'ex ministro Pierluigi Bersani, di Livia Turco e di Margherita Boniver. La tarda serata del 25 luglio è il turno dell'ex presidente del Senato Franco Marini assieme al senatore del Partito democratico Giovanni Legnini. Maurizio Scelli, l'ex presidente della Croce Rossa, è di turno il 29 luglio. Fino all'ultima visita celebre, quella dell'europarlamentare del Pdl Giuseppe Gargani. Innumerevoli poi le lettere ed i bigliettini dei colleghi del Palazzo: Silvio Berlusconi, ma anche Piero Fassino ed Epifani.
La Casta politica è si protettiva verso i membri che una volta tanto vengono beccati con le mani nella marmellata; così i suoi membri onorati si superano in un profluvio di pizzini e messaggi di parte a prescindere dalle carte processuali. Quando un messaggio di buon lavoro al magistrato inquisitore?
Oddio, per la verità rimaniamo in attesa che il Tribunale del Riesame il 7 Agosto decida sul destino degli indagati e preferiamo limitare i giudizi sommari. Tuttavia riteniamo che le 442 pagine dell'atto accusatorio del Procuratore Trifuoggi sono più che una prova campata per aria e che comunque alla fine saranno i fatti processuali a prevalere sugli atteggiamenti autoprotettivi e diffamatori della Casta politica.
Ci dobbiamo preoccupare per questo eccesso di solidarietà bipartisan e per il rinnovato scambio di attenzioni tra maggioranza ed opposizione sul tema giustizia? Si.
Infatti consideriamo infatti quali interessi e potenziali conseguenze per la Casta siano in ballo, tenendo ben presente in mente che la gestione della sanità regionale è un'immensa gallina dalle uova d'oro che ha permesso di superare le difficoltà subentrate sul finanziamento illecito dei partiti a seguito di Mani Pulite.
È chiaro che se qualcuno parla sono problemi per tutti.

domenica 3 agosto 2008

"Più sicurezza? Ci pensiamo noi!" Da lunedì le eroiche Sturmtruppen italiane in tutte le città italiane!


Da domani si parte.
Il governo è lieto di annunciare la nuova grande attrazione dell'estate 2008/09 da domani in tutte le piazze italiane.
Ma all'inizio solo per i più fortunati, perché l'eroico soldatino italiano sarà solo in 1000 pregiatissimi esemplari sparso per i circa 300 mila km quadrati che compongono il territorio italiano.
Care bambine, preparate il quadernetto degli autografi perché il generoso soldatino italico sarà la per voi a firmare generosi autografi e a posare per delle belle foto ricordo con la famiglia.
Ma ecco i soliti antipatici a rovinare la festa.
Nuova mossa astuta delle sinistre che sbavano d'invidia ai successi imprevedibili del nostro infaticabile governo?
Il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Nicola Tanzi infatti afferma "L'esecutivo di Berlusconi, Tremonti e Brunetta tira dritto per la propria strada e sbatte ancora una volta la porta in faccia alle Forze dell'Ordine e alle Forze Armate". Ed ancora più insolentemente "per il comparto Sicurezza e Difesa non c'è niente e lo diciamo con una delusione mista a rabbia, perché questo Governo ha vinto le elezioni promettendo maggior sicurezza agli italiani e non inutili operazioni di facciata, come l'impiego dei militari".
Cose che lasciano senza parole.
Anche i militari vogliono sovvertire l'esito regolare del voto popolare?
Dittatura della polizia rossa ante portam?
Ma noi di Oltreconfineonline ce ne freghiamo dei nemici del popolo, prima delle toghe ed ora della polizia rossa!
Perché fortunatamente c'è lo Spirito Santo di Arcore che veglia su di noi!

Non disturbate Don Silvio! Come ad Arcore si lavora senza sosta per noi.



Dal sito online del corriere di ieri: "Dura, la vita del premier. Sono le 12.40, Silvio Berlusconi ha finito di parlare, la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri volge al termine, Mara Carfagna interviene e ringrazia Telefono Azzurro. Mentre il Cavaliere si volta esausto verso il ministro Giorgia Meloni e le mostra un foglio, «guarda come mi fanno lavorare!». Davanti al palco, in prima fila, ci sono Paolo Bonaiuti e il deputato Sestino Giacomoni, «guardate quanti impegni ho!», ripete sventolando loro il testo."
Solo che i fotografi sono la pronti appostati e celerissimi immortalano il momento.
E che si legge sul foglietto?
A parte una inaugurazione di una centrale dell'Enel e una «colazione» al Senato per gli 80 anni di Cossiga (peraltro disertata dal festeggiato "per non trovarmi in imbarazzo e non creare imbarazzo" - ridicolo!), eccolo Don Silvio in tutta una serie di incontri di rito con l'avvocato personale e senatore Ghedini, con l'amico Previti, con le solite fanciulle dell'harem: Evelina Manna, Antonella Troise (le bimbe delle intercettazioni con Saccà), ma anche con la deputata pidiellina Nunzia di Girolamo. Ma solo 30 minuti per lei! Silvio si è fatto svelto, vediamo!
Quindi ne viene fuori il quadretto di un Presidente del Consiglio che, in un momento tanto grave per la vita del paese, continua imperterrito a trattare la Res Publica come cosa privata, che amministra soddisfatto il suo clan con un bravo boss dell'Onorata Famiglia.
Curiosa la nota di autocompiacimento con la nota sul Milan "Al presidente n˚1. Al presidente più vittorioso nella storia del calcio. n˚1 nella storia del calcio...".
Una ultima domanda: Che il Cavaliere ormai creda veramente alle sue stesse cazzate?

sabato 2 agosto 2008

L'immortale monnezza napoletana. Sempre li sta. Nonostante i proclami del baro di Arcore.

Riporto il seguente contributo di Giuseppe Rondelli tratto da Napoli blogolandia: "A Napoli i rifiuti si vedono addirittura dal satellite" sull'eterno problema della monnezza napoletana:

"Forse ormai quasi vi da noia parlare sempre dello stesso argomento, ma visto che noi vogliamo bene alla nostra città non possiamo né tacere, né tanto meno chiudere gli occhi e nemmeno chiudere i SATELLITI.
Cosa è successo? Niente di nuovo, sempre la stessa storia. Visto che l’emergenza non è finita ma è INFINITA oggi vi mostriamo la situazione di Fuorigrotta, a Via Cassiodoro, la strada che congiunge Viale Traiano, con Via Terracina e Via Consalvo, in piena pienissima città.
Da sempre ed ancora tutt’oggi ci sono cumuli di rifiuti, gomme, frigoriferi, cucine, mobili, sacchetti, metalli vari, di tutto un po', si parte da sotto il ponte della tangenziale fino ad arrivare allo spiazzo dove c’è la rotonda eccovi il video in Full HD!

Questo video è stato girato oggi pomeriggio 2 Agosto 2008 attorno alle 15:15 circa.
Mentre cercavo la via precisa su Google Maps, mi è venuto in mente di utilizzare la vista Satellite per vedere per curiosità se si vedeva qualcosa… et voilà addirittura i cumuli si vedono dal Satellite!!!
Cosa vuol dire? Vuol dire che di sicuro le mappe vengono aggiornate non di giorno in giorno ma probabilmente a distanza di mesi e siccome a tutt’oggi i cumuli, che come vedete nel video sono anche aumentati, quel materiale sta li da mesi e mesi e niente e nessuno li smuove, nemmeno una magia." Giuseppe Rondelli

Mi piace citare di tanto i tanto i lineamenti dell'odissea napoletana perché in essa sta riflessa tutta l'astuta strategia di mantenimento del consenso attuata dalla propaganda governativa.
Quale? Quella che i problemi che non si vedono non esistono.
Cosa facile da ottenersi quando si possiede la grandissima parte della TV di massa, quando una stampa asservita rifugge dal pur minimo tentativo di critica, quando l'opposizione vive una esistenza ombra, e non di più. Regime.
Ma attenzione. Perché lo schema napoletano, lo schema di Chiaiano, sono destinati a ripetersi su scale ben più grandi.
Allora la smetteremo finalmente di fregarcene di cose che non ci toccano direttamente?
Napoli siamo noi.

mercoledì 30 luglio 2008

Olmert si dimette per le accuse di corruzione. È pazzo!

Storie dell'altro mondo dal medio oriente!
Attentato dinamitardo? Massacro di palestinesi? Nuova divisione dei pani e dei pesci?
No. Niente di tutto questo.
Qualcosa di veramente più assurdo.
Il Premier israeliano Olmert ha deciso di dimettersi per le accuse di corruzione che gli sono state formalmente sottoposte tempo fa. Olmert è sospettato infatti di aver ricevuto fondi illegali da parte del magnate americano Morris Talansky per 150 mila dollari in quattro anni.
Si dimette!
Che scandalo! Niente cannoli? Niente accuse alle toghe rosse? Niente immunità per il Premier? Niente Lodo?
Paese strano questo Israele, certo indietro coi tempi. E uomo ingenuo questo Olmert. ''Dopo l'elezione del mio successore darò le dimissioni per consentire la rapida formazione del nuovo governo", ha spiegato aggiungendo di lasciare la carica "in modo dignitoso", e professandosi innocente per le accuse di corruzione avanzate contro di lui: "Il tempo mi darà ragione", ha assicurato.
Certo un Premier poco cool e non al passo dei rampanti tempi moderni. Ed uno sprovveduto per volersi dimettere per la modica sommetta di appena 150 mila dollari.
Mentre noi abbiamo un Presidente del Consiglio al quale nel processo "Diritti Mediaset" (*) ancora in corso vengono addebitati fondi neri per 280 milioni di euro ed una conseguente evasione fiscale di 124 miliardi di lire tra il '96 e il '99. Naturalmente l'idea di dimettersi per difendersi nelle sedi preposte mai passata per l'anticamera del cervello.
Non so proprio quale sia il paese veramente minacciato di sopravvivenza. Non so proprio il paese nel quale preferirei vivere.

(*) Barbacetto, Gomez, Travaglio - Mani Sporche, pag. 198
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