"Non importa dove si nasce se si combatte per le stesse idee e si crede nelle stesse cose."
Paolo Borsellino

chi voteresti alle politiche ora?

soddisfatto del governo Berlusconi?

lunedì 14 luglio 2008

Gennaio 1985: Veltroni da via libera a Berlusconi in cambio di Rai 3 al PCI


Prendo spunto dal bell'articolo del giornalista Pino Nicotri che invito a rileggere.
Si tratta della recenzione di un libro, "il baratto", edito da Kaos Edizioni e scritto da Michele De Lucia, membro della direzione nazionale del Partito radicale.
In esso si raccontano le vicende che portarono negli anni '80 l'affarista Berlusconi ad avere il via libera alle trasmissioni nazionali sotto la regia del Partito Socialista e la collusione della sinistra DC e del Partito Comunista Italiano.

Anno 1986, pag. 115: “Intanto a Milano il numero di febbraio de “Il Moderno” (il mensile della corrente “migliorista” del PCI) scrive che “la Rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità produttive”.
La corrente "migliorista” del PCI era allora capeggiata da Giorgio Napolitano. Ma guarda.
Ed ancora: “Il 12 settembre, a Milano, al Festival nazionale de “l’Unità”, si svolge un dibattito cui partecipano Walter Veltroni, Silvio Berlusconi, il presidente della Rai Sergio Zavoli e l’editore Mario Formenton della Mondadori. E’ un minuetto PCI-Fininvest, una corrispondenza d’amorosi sensi. Il compagno Veltroni è lirico: “Io voglio dire qui – Berlusconi sa che questa è la mia opinione – che non abbia giovato al gruppo imprenditoriale della Fininvest l’eccessivo padrinato politico e l’eccessiva copertura politica che ha questo gruppo è stato dato da uno e da uno solo partito”, vale a dire dal Partito socialista italiano, segretario Bettino Craxi. E Berlusconi risponde così: “Mi fa caldo al cuore l’idea che il Partito comunista, da tempo ormai, si apra alla considerazione di queste realtà con tanto senso concreto, con tanto senso pragmatico.”.
4 Maggio 1988, conferenza stampa di Berlusconi nella Sala della Stampa Estera a Roma, per illustrare i contenuti dell’accordo tra la Fininvest e la TV sovietica, firmato quattro giorni prima a Mosca, dove tutto era pronto per una Fininvest sovietica. Berlusconi: “Noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito comunista italiano, e cerchiamo di averne sempre di migliori”. Veltroni: “Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima. Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a “inventare” un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di avere imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi delle decisione politica in un settore così delicato come quello in cui opera".
Fa sorridere oggi la critica che si sente spesso da parte di certo elettorato di centro-destra nei confronti di Rai 3. Ma bisognerebbe sapere che la "cessione" di Rai 3 al PCI fu solo parte di un baratto più largo volto a permettere le trasmissioni delle reti di Berlusconi su scale nazionale. Il baratto per il via libera insomma.
Con la regia di Craxi, il cui scopo era quello di rompere l'egemonia DC sulle televisioni nazionali, e gli occhi chiusi, quando non conniventi, di sinistra DC ma anche di PCI e corte Costituzionale.
Da allora il carattere transitorio delle norme che rendono possibile le trasmissioni nazionali di Mediaset non è stato ancora risolto. Le conseguenze di questa tragica mancanza di regolamentazione sono oggi sotto gli occhi di tutti.
E facciamo notare come il centro-sinistra non sia mai stato capace, o forse voglioso, di risolvere il conflitto di interessi berlusconiano una volta andato al governo. Forse questo libro getta un po di luce sul perché di questo.
Possono essere Veltroni e Napolitano affidabili e credibili oggi, il primo come uomo di opposione vera e non di morbido compromesso ed il secondo come assoluto garante dello stato e bastione di legalità? I precedenti non fanno sperare.
Noi non ci fidiamo.

domenica 13 luglio 2008

Oltreconfine lancia la grande iniziativa popolare: Mara Carfagna SANTA subito!


Dopo le vili accuse lanciate dalla comica bolscevica Sabina Guzzanti alla Piazza del demonio Navona gli autori di Oltreconfine decidono di lanciare la grande iniziativa popolare "Mara Carfagna Santa SUBITO!"

Riteniamo infatti che le voci che riguardano presunte intercettazioni tra la presto Santa Mara e il nostro amato Presidente del Consiglio siano soltanto parte di un diabolico piano messo su dalle toghe rosse per sovvertire gli esiti del voto.
Come al solito le toghe rosse rosicano di invidia davanti al successo del nostro amato Sire e fantasticano di inimmaginabili procedimenti giudiziari. Le intercettazioni non ci sono, e se ci fossero le avremmo distrutte!
Quindi le voci denigratorie sono state create ad arte contro la Ministra Carfagna, che anzi aveva un curriculum così eccelso per la Carica di Ministro che all'esame ha saltato la prova scritta per passare direttamente al test orale. Passato col massimo dei voti. Parola di Premier.
Alla faccia dei magistrati rosiconi.
Per questo noi ora solennemente diciamo: Mara Carfagna SANTA subito!

sabato 12 luglio 2008

Lega Nord: Quo vadis?


Voglio prendere spunto da una lettera di un leghista deluso indirizzata a Umberto Bossi e pubblicata stasera sul blog di Beppe Grillo.

Umberto, mi permetto di darti del tu, ti ho seguito dal 1987 da quando disegnavi le galline per i manifesti di Roma Ladrona, oggi sei scappato di casa, ma io comunque ti aspetto. La porta è aperta. Non ti voto più da quando sei andato con Berlusconi, quello che chiamavi il mafioso di Arcore e allora, se ricordi, tutta la base era d’accordo con te. Non so perché lo hai fatto, non credo per i soldi, per i miliardi che avrebbe usato per comprarti e non credo neanche che tu abbia avuto paura di minacce di morte per te e per la tua famiglia da parte della mafia. Sono cose che si dicono. Sono convinto che abbiano cercato di comprarti e di intimidirti, ma per me tu non sei uno in vendita e hai sempre avuto un certo coraggio. Io credo che tu abbia abbandonato la Lega delle origini per motivi tattici, per arrivare più presto al federalismo e per questo hai fatto un patto con il diavolo, con chi rappresenta l’esatto contrario della Lega, l’uomo di Dell’Utri e di Licio Gelli, il figlio di Bettino Craxi, l’erede di quell’Andreotti che abbiamo mandato a fanculo nel prato di Pontida in quarantamila quando al vaffanculo Beppe Grillo non ci pensava ancora. Il vaffanculo lo ha inventato la Lega, lo hai inventato tu. Io penso che Berlusconi, scusa il termine, abbia fottuto te e la Lega e abbia incassato solo lui. Gli hai regalato cinque anni di governo senza cavare un ragno dal buco. Mentre lui ha fatto le leggi per sé, la Lega non ha ottenuto niente, meno di zero. Adesso hai promesso che porterai a casa il federalismo fiscale, se lo otterrai avrai avuto ragione tu. Ma non te lo faranno fare. Non possono chiudere per fallimento il Centro Sud che vive delle tasse della produzione del Nord, ci sarebbe la rivoluzione in Sicilia, in Calabria, in Campania dove le uniche imprese importanti sono la Regione, le province e i comuni. Morirebbero di fame. Il federalismo fiscale avrebbe come conseguenze la rivoluzione e la secessione. Tu lo sai benissimo, e lo sanno anche loro. Da quando sei con Berlusconi la base ha dovuto ingoiare dei rospi, ma in questa legislatura sono rospi giganti: i sussidi pubblici all’Alitalia, il Ponte di Messina, la spazzatura di Napoli portata al Nord. In tre mesi avete discusso solo di leggi per evitare i processi a Berlusconi, la sicurezza dei cittadini della campagna elettorale è stata sacrificata all’impunità di Berlusconi. I rom c’erano prima e ci sono adesso. I clandestini sbarcavano prima e ora pure. L’unica tassa che rimaneva ai comuni del Nord, l’ICI, è stata cancellata. Le imprese del Nord chiudono, la Lega lo sa bene, per la pressione fiscale, gli anticipi dell’IVA mai rimborsati, l’IRAP e per le mille rotture di balle della burocrazia italiana. Le nostre aziende chiudono, Umberto, e tu passi il tempo a parare il culo a Berlusconi sperando nel federalismo. Una volta che Berlusconi avrà sistemato i suoi problemi giudiziari potrai scordarti il federalismo fiscale. Spero (lo spero veramente) di sbagliarmi, ma ti troverai con un pugno di mosche in mano e il movimento sfasciato. Se alzerai la voce, Berlusconi ti scaricherà e imbarcherà Veltroni o Casini o tutti e due. E tratterà te e la Lega sulle sue televisioni come oggi tratta Di Pietro. Mi ricordo una volta nell’Oltrepò Pavese eravamo in trenta ad ascoltarti, parlasti per quelle poche persone per ben due ore. Ci spiegasti come la Chiesa intimidiva i liberi pensatori e come bruciava gli eretici. Sabina Guzzanti avrebbe preso appunti, al tuo posto rimane un’educanda. Non è mai troppo tardi per ritornare indietro da una strada sbagliata.” Dante

Posso ben comprendere la delusione di Dante, ex-elettore leghista, anche se la parabola discendente dell'Umberto Nazionale mostra il grado di corresponsabilità forte della classe dirigente del Norditalia nella crisi materiale e morale dello stato.
Il Berlusconi IV si è insediato. I 300 mila fucili leghisti sono stati riposti nel cassetto.
I Rom sono sempre li, i clandestini anche. La spazzatura sempre li, ed una parte viaggia verso nord. Bassolino ride. Le tasse sempre più alte, mentre l'unica tassa veramente regionale, l'ICI, è stata abolita, sparita. Stipendi? Sempre più leggeri. Alitalia destinata al ridimensionamento, che fine farà Malpensa?
Nel frattempo il Parlamento lavora a pieno ritmo nelle sue eroiche crociate contro la Magistratura e contro la Giustizia. Ma a favore di chi?
Caro elettore del Nord vai in Piazza, manifesta, protesta per la truffa che ha buggerato il tuo mandato elettorale.

Ci scusiamo con Silvio: Il Messia di Arcore continui a lavorare indisturbato nell'interesse del Paese


Vorrei porre all'attenzione dell'interessato lettore un bel commento, in risposta al mio post di ieri, arrivatomi stamani dall'amico Victor.
Caro Victor, come non darti ragione!
Perché togliere le ultime speranze al popolo che soffre?
Un saluto.

"Caro Tribuno, possibile che non si lasci in pace il nuovo profeta?
Non disse al moribondo che lo avrebbe rialzato? Non è avvenuto il miracolo? Si è rialzato e può anche rimettersi al lavoro, dopo ben 2500 cadute!

Il miracolato, acclamato da una foltissima schiera di fedeli credenti, e praticanti della sua religione, andrà a rendere omaggio a chi ha intercesso per questa grazia.
E tu e tanti altri, tutti demonizzatori, cosa credete di ottenere dicendo che è stato tutto un trucco? Che non c’è stato il miracolo? Ma se ne parlano tutte le televisioni d’Italia? Volete far credere che un solo uomo è capace di manipolare i mass media?
La maggioranza degli italiani ascolta cosa dicono i telegiornali e sono capaci di ragionare con la propria testa. Ragionano così bene, senza bisogno d’essere plagiati, che se il miracolato si presentasse alle elezioni, essi lo voterebbero per vederlo addirittura presidente della nazione.

Sono i sondaggi a dirlo, e non sono di parte: provengono dal sito Oltre Confine!
A parte il misero 38% del suo più accanito detrattore, giustizialista , manettaro ed il miserrimo 8% degli agnostici; il miracolato può contare sulla fiducia più o meno palese della stragrande maggioranza dei suoi accoliti, rappresentati da un eccellente 54%. Questa si chiama scientificità politica ed è quindi scientificamente provato che il miracolo c’è stato. Tu sei un miscredente; metti soltanto zizzania; vedi soltanto le travi negli occhi degli altri e non vedi la pagliuzza nei tuoi. Approfitti della tua cultura per gettare fango e fumo negli occhi: perché ingannare la gente che vuole la luna nel pozzo, mostrandole col dito il cielo? Non ti senti in colpa, togliendo la speranza alla massa?
Vedrai che fra poco il miracolato farà volare anche gli asini: altro che Alitalia! Vedremo treni supersonici, altro che i treni del ventennio! E respireremo aria pulita, col nucleare! La gente prenderà la pensione il 23 di ogni mese e sarà così risolto il problema della quarta settimana; una stanza dell’appartamento lo affitterà ad una massaggiatrice d’oltre cortina e si potrà così felicemente pagare il mutuo.
Così si risolvono i problemi, altro che aspettare san Ciccio!
E che posso dirti d’altro!

IN ALTO I CUORI!"

Legionario Victor

venerdì 11 luglio 2008

Lodo Alfano contro Norma blocca-processi: estorsione della maggioranza o accordo sotto banco?


Finalmente è ufficiale: l'odiosa norma blocca-processi viene praticamente rimossa attraverso degli emendamenti della maggioranza che, secondo la presidente della prima commissione di Montecitorio Giulia Bongiorno, recepiscono le critiche formulate dell'opposizione nelle passate settimane.
Ieri veniva approvato alla Camera il Lodo Alfano, oggi viene affossata con matematico tempismo la blocca-processi.
Ma come? Non aveva affermato Berlusconi solo qualche giorno fa che "il premier non ha bisogno di essere salvato, si salva da solo"? E, altra perla della settimana: "Rinuncio a ogni vantaggio, non ho bisogno di nuovo norme giudiziarie. Mi sono sempre difeso nei processi - ha aggiunto il Cavaliere - e sono il recordman dei processi con 2.500 udienze". Eh si, continua così, caro Silvio, e presto ascenderai anche tu alla cerchia degli eroi della giustizia come il tuo vecchio fattore mafioso Vittorio Mangano.
Ma allora perché perseverare nel Lodo Alfano di cui nessun'altra carica delle Istituzioni a parte te potrà fare uso?
Chi altro ha processi pendenti?
La tempistica però ci piace di più. Approvato il Lodo Impunità decade senza colpo ferire e ora nell'indifferenza del camaleontico popolo pidiellino la blocca-processi.
Ancora il 16 giugno scriveva il Cavaliere Mascarato al fido scudiero Schifani:

"Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto 'decreto sicurezza un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell'Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.
Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali."

Non ce ne frega più niente ora di questa norma blocca-processi "fondamentale per il popolo", di questa "norma per tutti"? Certo che no. Ma soprattutto ad Arcore non interessa più, ora che il Lodo acqua-in-bocca bloccherà tutti procedimenti contro il Presidente.
Ancora dubbi sul carattere ad personam di entrambi i provvedimenti? Ancora dubbi sul fatto che il clan di Arcore sia disposto ad ogni meschinità e sacrificio popolare pure di vedere riconosciuta l'impunità per se e i sodali come nel caso dell'indulto nel 2006, ed ora nel caso della blocca-processi?
Ma soprattutto lancio le seguenti domande ai lettori interessati: la proposta della legge blocca-processi è stata nient'altro che una volgare estorsione nei confronti del Presidente Napolitano per obbligarlo a non rifiutare la firma del lodo Alfano, oppure blocca-processi e Lodo sono stati parte di un tacito accordo sottobanco tra i membri del PD con e senza la L?

CIAULA SCOPRE LA LUNA: LA DESTRA E' MORTA

Ciaula rappresenta tutti gli uomini che, oppressi dall’oscurità dell’angoscia, aspirano al chiarore delle certezze e che nella bellezza del mondo cercano il riscatto della loro miseria.
In questa notte romana, dalla brezza dolcissima, dal chiarore tenue che si leva da questa città millenaria, io mi sento fratello di Ciaula, icona pirandelliana.
Sto seduto, avvolto nell'oscurità della notte e assieme a lui guardo la luna.
Ognuno di noi ne ha una, è un diritto inviolabile della persona come l'acqua o la luce del sole, è la magia della vita, la speranza che alberga nel cuore di ogni uomo.
Sono tentato di parlare di politica, di lodo Alfano, delle umane bassezze di questi giorni, delle ambiguità irritanti del nostro partito, dell'"essere o non essere" di una destra che ha francamente esacerbato ogni pazienza.
Guardo la luna, la mia luna e la vedo chiara, immobile, sospesa in un cielo nero e punteggiato di stelle, è una figura che emana un senso di pace e di dignità interiore.
La sua inafferrabilità la colloca ben al di sopra dell'umana viltà, del compromesso, della mediocrità. Sono contento per lei, per la mia luna, nessuno la potrà insozzare: né cavalieri né donnine allegre.
La giustizia sta morendo in Italia e con essa la dignità di un popolo, un popolo che, forse, dignitoso non è mai stato.
Un popolo che ha vissuto dell'esempio isolato di eroi ma che di eroico ha sempre dimostrato di non avere niente.
Il mio sguardo si posa sulle antiche rovine dei Cesari, la tomba di Cecilia Metella, i sassi intrisi di storia della Appia Antica.
Se provassi a fare silenzio potrei riuscire a sentire i passi delle coorti, la voce di Cicerone, di Seneca, di Marco Aurelio... insomma di tutti coloro che hanno dato a noi la luce della storia e la fortezza dei sentimenti.
Come non fare un parallelo tra questi giganti del passato e i nostri politicanti attuali?
Come non uscirne con le ossa rotte da questo impari confronto?
Da una parte c'è la storia, la dignità di uomini che non si sono sottratti né al giudizio dei loro simili né a quello della storia, hanno interpretato la loro funzione sociale come una missione per fare grande il loro popolo, per istruirlo e consolidarlo nella convinzione di essere un corpo unitario con leggi ferree e egualitarie.
Dall'altra parte, quella dei nostri giorni, abbiamo persone di cui la storia non si ricorderà o che farà in fretta a cancellare rimuovendole come fossero un cancro per l'idea e la morale.
Gentaglia, parassiti , immuni, prepotenti che incassano il plauso dei vili, dei servi, degli sciacalli.
Caro Ciaula, fratello mio, ho sempre pensato di essere di destra, di essere innamorato di una idea di Italia NAZIONE, di un popolo che avesse nell'onore la sua priorità.
In questa notte di malinconia scopro che questa mia destra, questa mia visione appartiene al mondo dei fantasmi, è una essenza ormai diafana, è puro spirito.
Davanti alla magnificenza di questa luna sento che la destra è morta e ciò che le sopravvive è una brutta copia, un giocattolo per bimbi cretini, uno strumento per i furbi opportunisti.
La notte ingoia tutto, ma questa mia amarezza rimarrà indigesta anche a lei: troppo forte è il disprezzo che nutro verso chi ci inganna, troppo grande è la mia intransigenza.
Sono sbagliato io?
Può essere, anzi sicuramente è così.
Ma quando una bambina di nove anni, al termine della cena in cui ha seguito i discorsi dei genitori capendone a modo suo la logica, s'alza in piedi con aria quasi indispettita ed esclama: "ma allora questo Berlusconi fa una cosa ingiusta, chi comanda deve essere di esempio per tutti, non è bello che solo lui sia intoccabile!".
A questo punto caro fratello minatore siciliano, io smetto di sentirmi uomo e divento "cosa", divento pietra, divento sasso, lava incandescente.
Vorrei sparire ingoiato dal mare di viltà che mi circonda, vorrei essere sbranato dalle Erinni perché sono carne da macello, null'altro più.
I miei fratelli, i miei camerati sono stati ingoiati dal mare putrido delle opportunità, hanno snaturato la loro essenza di uomini sull'altare della convenienza.
Chi sacrifica la propria anima per la propria pancia non merita il mio rispetto, non merita la mia comprensione.
Quando questo sacrificio lo fa un uomo che si dichiara di DESTRA... non merita neanche il mio disprezzo.
Ed ora guardiamo la luna, ascoltiamo il silenzio della notte, aspettiamo che la storia diventi nuovamente azione nell'idea crociana della libertà che vince sempre e che il male serve a renderla ancora più grande.
Accarezza la tua luna Ciaula e che la tua angoscia si mescoli alla mia stanotte.
Piangiamo insieme, amico mio!

mercoledì 9 luglio 2008

OVERDOSE DI "FASCISTI" IN ITALIA

Ieri, 8 di luglio e' una data che segnero' con pennarello sul personalissimo calendario della mia vita.
Mai mi ero trovato in mezzo ad una cosi' vasta moltitudine di gente di sinistra, almeno mai con una camicia nera addosso e mai con la voglia di supportare con la mia piccola e personalissima testimonianza la ribellione dell'Italia onesta contro quella degli imbonitori televisivi , dei massoni dal buon sorriso.
Eravamo un manipolo di uomini di destra , "camerati" come amiamo chiamarci tra noi , gente per bene, professionisti, insenganti, lavoratori, operai.
Un microcosmo del tutto simile al macrocosmo di sinistra che avevamo intorno.
Siamo stati adottati dal pianeta rosso e non c'e' stato un mugugno, non una ovvia contestazione...ce la saremmo davvero vista brutta.
Una faccia, una "razza" in una parola : gli Italiani, nel pieno delle loro diversita' e della loro ricchezza umana e culturale.
Sono iniziati gli interventi, in linea di massima tutti condivisibili -tranne la Guzzanti che ha fatto evidente torto alla sua intelligenza e alla sensibilita' di molti che sono cattolici - ma di una cosa devo lagnarmi con questo mondo di sinistra.
Usate la parola fascista, fascismo per indicare il male, ma non una forma specifica, bensi' un male di carattere universale, come se in una sola parola fosse mai possibile comprendere tutte le infinite possibilita' dell'umana malvagita'.
"Berlusconi e' un fascista"..."le leggi ad personam sono fasciste "...urlavano dal palco e dalle colonne dei suoi giornali, nei giorni precedenti il mago di Arcore aveva tuonato " manifestazione fascista", " Di Pietro e' un fascista".
Insomma il fascismo va bene per ogni stagione, si indossa sia d'estate che d'inverno e quando non si ha niente da dire lo si puo' tirare fuori a piacimento contando su un immediato consenso di una platea senza nessun senso critico e sovente ignorante nello specifico del termine.
In quel caldo soffocante, tramortiti da parole che suonavano come offesa alla nostra parte piu' intima e sensibile del nostro sentire politico, ci siamo stretti ancor di piu' gli uni agli altri ritrovando nella fratellanza e nel cameratismo il seme della nostra dignita' umana.
Mi e' venuto in mente il film di OZpetek " Fate ignoranti": situazioni diverse ma stesso cammino psicologico.
Si parte dalla condanna aprioristica e acritica di un mondo che non si conosce e si approda, dopo un tortuoso cammino psicologico e catartico, ad una nuova visione di quel mondo diametralmente opposta a quella che s'aveva all'inizio.
E' il cammino della conoscenza quello che vi invito a fare, senza preconcetti .
Cosa vuol dire essere "fascisti" oggi ?
E' una risposta complicata, credetemi, in uno scenario politico nazionale dove tutto s'assomiglia sempre piu', fino a divenire nei sogni veltrusconiani una pappetta informe , melmosa, ove ognuno insegue i propri "affarucci" dando la colpa al finto avversario politico per assolvere se stesso.
E' un meccanismo diabolico ed autorigenerante: il bipolarismo della merda !
Noi di destra, quella vera , che non riconoscerebbe neanche a Fini la dignita' di possedere una nostra tessera, siamo come voi , come s'e' detto ieri in quella piazza "il popolo con la schiena diritta, il popolo che non si piega, il popolo che non si vende".
Siamo fieramente antiberlusconiani, ma non contro Berlusconi in quanto persona, ma contro il "modello Berlusconi" intendendo con questo definire un prototipo di orrore politico e sociale, di ideali deviati e devianti, di forzature ed arroganza.
Siamo con tutti gli Italiani che non arrivano alla fine del mese, con i precari stuprati ogni giorno dal mercato del lavoro etc etc..
Insomma non ci sono mille modi di intendere una politica sociale, per il popolo, per le famiglie, per gli esseri umani che uno ad uno compongono questo nostro meraviglioso popolo.
Noi siamo extraparlamentari tali e quali a quanti ieri sventolavano le bandiere comuniste.
Non ho visto differenze sostanziali tra rossi e neri ieri in quella piazza.
Certo, non mi sogno di dire che due ideologie che si sono fronteggiate per decenni siano l'una la copia dell'altra, ma credo che il cammino delle fate ignoranti sarebbe un buon bagno di umilta' per ognuna delle fazioni.
Detto questo vorrei puntualizzare l'attenzione su un fatto concreto e nuovo nel panorama politico della destra italiana.
Dopo il risultato elettorale, con il PDL trionfatore, la destra "dura e pura" si e' ritrovata fuori dal parlamento e questo fatto ha stimolato il fiorire di moti e movimenti che si aprono a visioni politicamente nuove e a percorsi arditi , piu' volte tentati anche in passato ma mai con grande fortuna.
Mi riferisco al "fascismo rosso", all'estrema sinistra ...della destra : a noi, ieri , in quella piazza di Roma.
NOi siamo gli eretici, malvisti talvolta anche nella stessa nostra casa, siamo i portatori di un seme sociale, socialista e rivoluzionario.
Pesiamo gli uomini per quello che dicono e quello che fanno: non per la loro casacca politica.
Ieri eravamo ad applaudire Di PIetro, domani applaudiremo chiunque altro si impegni in un percorso di legalita', liberta' e democrazia.
Liberta', legalita' e democrazia.......le voglio riscrivere per farvele ben ricordare.
Non manganello e olio di ricino, non teste rasate e coretti del ventennio, noi puntiamo ad una visione modernissima e sociale dell'idea fascista.
Forse la potremmo chiamare con un altro nome, ma sarebbe indossare una maschera, un vestito che non e' il nostro e a queste cose non siamo abituati e non intendiamo piegarci.
Siamo come siamo e non intendiamo essere altro per compiacere qualcuno.
La nostra rudezza ideologica la si legga non come una ottusa brutalita', ma come un integralismo identitario che ci scorre nelle vene e che e' il sale della nostra vita.
Le parole "fasciste" di ieri erano usate a sproposito ed ignorantemente, spero che questo si sia capito con onesta' morale e liberta' intellettuale.
La stessa liberta' ed onesta' che abbiamo riconosciuto a coloro che da quel palco ieri hanno lanciato un grido di difesa per noi tutti, per le nsotre famiglie, per la nostra dignita' .
Il barbaro nemico preme alle frontiere morali della nostra nazione, ne mina le istituzioni rendendole puzzolenti come bordelli di quart' ordine....noi sentiamo imperativo l'onere e l'onore di presidiare le frontiere al fianco di tutti gli Italiani onesti, ma non tirateci addosso il letame altrui perche' non ce lo meritiamo.
Forza e onore.

martedì 8 luglio 2008

Riflessioni sull'8 luglio: Superiamo la contrapposizione tra destra e sinistra per arrivare ad una sintesi nuova


Tutto sommato sono positive le impressioni che mi restano dalla visione in diretta televisiva della manifestazione dell'8 luglio a Roma.
Una manifestazione di grande valore democratico e finalmente di grande impatto mediatico. Ma, secondo me, anche intrisa di una forte valenza simbolica perché mostra come, quando lo desiderino, destra e sinistra possano trovare un fronte comune di azione su temi fondamentali che toccano la cittadinanza da vicino.
Perché le questioni morale e legalitaria non debbono essere temi unicamente appannaggio della destra o della sinistra, ed infatti nessuno se ne dovrebbe richiamare a se la paternità o il diritto esclusivo, quanto piuttosto della comunità nella sua interezza e trasversalità. La comunità che, in parte, abbiamo appunto visto in Piazza Navona.
Certo i toni polemici ed aggressivi non sono mancati, sia contro la maggioranza di governo che contro l'opposizione - che non si oppone. Erano da prevedersi. Soprattutto le goliardate verso il Presidente del Consiglio, certi ministri ad personam e la Mara Nazionale, dopo una settimana di intercettazioni vere o fasulle, erano da mettere in conto.
Tuttavia giudico veramente inopportuni taluni toni fortemente intolleranti ed aggressivi nei confronti della Chiesa (nel bene e nel male un istituto amato dalla maggioranza dgli italiani) e del centro-destra tout court (anche quello non berlusconiano) da parte di certa sinistra faziosa e a mio modo di vedere non ancora matura. Che la batosta elettorale non sia stata ancora assimilata?
Comunque toni, a mio parere, inspiegabili in quanto fuori dello spirito bipartisan e festosamente trasversale della manifestazione.
Perchè attaccare la Chiesa, come ha fatto Sabrina Guzzanti, ponendola nel vasto calderone dei nemici comuni da affrontare, non fa altro che spingere la stessa e il vasto elettorato cattolico verso il centro-destra di governo, come se i nemici da affrontare non bastassero e ne servissero di nuovi.
Secondariamente, definire il governo Berlusconi IV un rappresentante esplicito di un certo nuovo "fascismo" non solo è antistorico e quindi falso, ma solleva una barricata altissima attorno a quella destra sociale e di valori che sta cercando di emergere dalle macerie che il berlusconismo ha seminato nel folto campo del centro-destra italiano.
L'ex-piduista Berlusconi, lo si comprenda finalmente, non rappresenta infatti né destra né centro-destra, ma un comitato di affari autoreferenziale ed eversivo che poco ha a che vedere con le categorie classiche della politica. Quindi non faccia l'errore anche la sinistra di credere alla balla del Berlusconi anti-comunista, dopo che la balla stessa ha mietuto così tante vittime inconsapevoli già nel centro-destra. Si ricordi la sinistra piuttosto del Berlusconi (ex)massone ed amico dei Dell'Utri.
L'avversario comune richiede una comunione di intenti ed uno sforzo delle parti politiche sane unitario e determinato. E per questo a poco giovano le barricate ideali e le fallaci contrapposizioni ideologiche che solo giovano al regime, così bravo ed esperto nel manovrare le masse le une contro le altre in nome di falsi principii e di standardizzate contrapposizioni.

L'augurio dell'8 luglio a Roma: destra e sinistra uniti nella protesta


L'8 di luglio ci sarò anch'io in Piazza Navona a Roma. Ma purtroppo solo idealmente, non potendoci essere fisicamente.
Ma ci sarà l'amico Giovanni Palombo. E così come lui tanti altri rappresentanti e militanti della destra e della sinistra italiana che non ci sta. Non ci sta alle leggi vergogna del Berlusconi IV, ma non solo. E dice no.
Ognuno con la sua bandiera, se vorrà, "ma il palco non avrà simboli né appartenenze" secondo i tre promotori Furio Colombo, Paolo Flores D'Arcais e Francesco Pardi. Decisione che mi trova totalmente d'accordo, perché l'opposizione a questo governo di impresari e soubrettes deve essere un imperativo morale prima che una posizione di parte.
Si tratta prima di tutto dell'Italia onesta e consapevole che sfila e protesta contro l'Italia ignorante e ingannata, quando non complice. Qui non c'è parte politica che tenga.
Non si capisce invece la posizione del Partito Democratico, che si chiama fuori: "Non ci confondiamo l'8 luglio col caravanserraglio qualunquista". Ma il PD non sta all'opposizione? Eppure si comprende. Evidentemente il PD di Veltroni vuole continuare sulla via del dialogo ad oltranza con questo governo infido ed inaffidabile. Non so quale sia la vera calamità italiana, Berlusconi o Veltroni che tutto permette e su tutto è disposto a trattare?
Piuttosto, scontate le presenze di Grillo, Travaglio, Di Pietro e della sinistra vera (come opposta a quella elitaria veltroniana) vorrei segnalare la presenza di Tomaso Staiti di Cuddia, ex deputato Msi. Lui, come l'amico Giovanni Palombo rappresentanti di quella destra sociale di valori e popolare che, nel rispetto sacrosanto delle istituzioni, non si riconosce affatto nel berlusconismo ma che anzi ritengono uno dei mali da affrontare col suo corollario di affarismo e aziendalismo anarcoide.
Questo è la vera novità che mi auguro, e cioè la nascita e il consolidamento di una opposizione al regime anche da destra, dopo che l'opposizione trasversale dipietrista e quella di sinistra sono già da lungo presenti.
Ma che accadrebbe se qualche movimento emergente e ribelle fosse in grado in mettere in dubbio il patrocinio di Berlusconi sulla destra o su una parte di essa (costruito sulla base di poltrone e di larghi finanzamenti e non certo su una base ideologica) e di picconarne lentamente le basi di consenso? Un sogno, una speranza.
Giovanni ci crede, e noi lo speriamo con lui.

lunedì 7 luglio 2008

Attacco terroristico dalle Antille verso Arcore: Le intercettazioni farlocche di Berlusconi

Ore 14:02. Parte l'attacco congiunto dalle isole Antille contro il nostro Governo Nazionale guidato dal prode di Arcore.
Così la vede Silvio Berlusconi.
In realtà un giovinetto, pare 22enne, pubblica questo pomeriggio una trascrizione di una intercettazione farlocca tra Berlusconi e Confalonieri, Chiaramente un falso, lo scrive pure lui in fondo al testo.
La reazione delle autorità è più rabbiosa che mai. La Procura di Roma si attiva per oscurare il sito, l'avvocato ad personam Niccolò Ghedini promette denunce per tutti, sembra che sia allo studio una spedizione della Divisione corazzata Ariete per scovare e distruggere il server malfattore e punire il giovinetto bolscevico colpevole di Lesa Maestà. I mandanti ultimi saranno scovati e puniti: sicuramente toghe rosse! Gli ultimi preparativi si compiono: in questo momento una task force lavora alacremente per stabilire dove cazzo si trovino queste cose di Antille, questione di ore!

A questo punto una considerazione da parte mia: condivido in toto che tutto il materiale ritenuto offensivo e di cattivo gusto possa e debba sparire al più presto da internet, ma allora mi chiedo come mai i lor signori non si siano ancora scandalizzati e di conseguenza attivati con la stessa foga per neutralizzare i contenuti delle intercettazioni sul web Berlusconi-Saccà, Berlusconi-Dell'Utri, Berlusconi-Craxi, per fare solo degli esempi illustri. E che dire della storia online della Banca Rasini che descrive bene le connessioni della famiglia Berlusconi con quella che fu la banca della mafia a Milano? Che vere storie di corruzione e di collusione mafiosa incontrino così poco interesse di fronte alla minaccia insopportabile di un pericoloso ragazzino perditempo ci fa alquanto pensare.
Per non parlare dei frequenti contenuti a sfondo razzista, violento o sessuale di cui così tanto abbonda il web. Tutto questo non interessa al governo.
Ma il Boccaccio burlone delle Antille diventa subito una minaccia nazionale da neutralizzare. Le Procure si devono mobilitare.
Caro Presidente, se questa non è una ammissione di colpe, che cosa è?
Qualcosa di penoso da nascondere?
E forse di più la paura maniacale che crollato il mito di lei non resterebbe più nulla?

domenica 6 luglio 2008

Intercettazioni roventi: Chi ricatta il Cavaliere?

È da una settimana circa che circolano voci consistenti di intercettazioni caldissime che riguarderebbero il nostro sempre attivo Presidente del Consiglio Berlusconi e le sue tanto amate badanti, due delle quali di governo, ma anche attricette e parlamentari PD(l) qualunque.
Intercettate le ministre badanti, una la Carfagna, sull'altra accetto scommesse, nell'intento di dare consigli una all'altra su come dileziare efficacemente l'affaticato Premier, ed intercettazioni di Berlusconi con Confalonieri in cui viene sostenuto il punto di vista del nostro eroe. Par condicio quindi.
Mannaggia, sembra che tutti le abbiano lette in Transatlantico, o questa è per lo meno l'impressione che dobbiamo desumere dalle illazioni di Massimo Donadi dell'IdV, ma noi dobbiamo ancora attendere!
Come mai non sono state ancora pubblicate? Dove sono queste intercettazioni?
La spiegazione ufficiale è che le testate in possesso di esse, Corriere e Gruppo Repubblica-Espresso, vi abbiano rinunciato dopo avere consultato i propri legali.
Ma siamo sicuri che lo farebbero, ora?
Certo è che le intercettazioni sono un'arma potente nelle mani della politica, ed in particolare dell'opposizione. E la mancata partecipazione di Berlusconi a Matrix di giovedi scorso ed il passo indietro sul decreto legge intercettazioni venerdi suggerisce che qualcosa sia veramente successo dietro le quinte.
Bruciare le intercettazioni hard del Presidente del Consiglio dandole ora in pasto al pubblico rischierebbe di dare il destro a Berlusconi per un nuovo attacco disperato verso il mezzo delle intercettazioni e porterebbe a casa un risultato minimo. D'altra parte, davanti alle battaglie parlamentari che vengono, una spada di Damocle costante sulla testa del nostro focoso Premier può sempre fare comodo.
L'occasione grande un giorno si presenterà.
Quindi ci dispiace, ma la signora Veronica Lario dovrà aspettare ancora per sapere tutti i particolari delle corna.

sabato 5 luglio 2008

Le bugie hanno sempre le gambe corte

La calma prima della tempesta in Alitalia.
Ma anche un po' di paura per il ritardo nel pagamento degli stipendi di giugno anche se l'azienda ha comunicato ai dipendenti, il «disagio» non è dovuto a carenza di liquidità, ma a «problemi ai sistemi informatici di Intesa Sanpaolo».
Triste presagio.
E così, mentre il paese è tutto preso da leggi ad personam, decreto (in)sicurezza e gnocca-gate, muore nel quasi silenzio del governo una importante azienda italiana. Nel mese di Maggio sono stati bruciati altri 86 milioni di euro, 3 milioni al giorno. Ancora 4-5 mesi e sarà finita.
Nel frattempo l'advisor di Banca Intesa nominato del governo presenta il conto: ridimensionamento radicale dell'azienda (ora focalizzata sui voli nazionali, i principali collegamenti europei e qualche volo intercontinentale) con esuberi al di sopra delle 4 mila unità. Anche il Ministro dello Sviluppo economico (???) Claudio Scajola non riesce a trattenersi dal dire: "Non stiamo parlando di un'azienda che va bene, parliamo di una azienda che è sull'orlo del fallimento".
Lo saprà bene lui, visto che ce l'hanno portata loro l'azienda al fallimento.
Prima usando l'azienda di stato per quasi 10 anni come lido ultimo di trombati e riciclati politici, poi portando al ritiro dell'offerta Air France, che prevedeva solo circa 2 mila esuberi e una buona offerta finanziaria. Beh, almeno era un'offerta seria e basata su un piano industriale concreto. Una visione nata sul mercato e non nel salotto di Arcore tra gli amici del baro.
Che ne sarà ora della fanta-promessa berlusconiana della cordata italiana? Del ruolo forte della nostra compagnia di bandiera?
Come finirà questa nuova commedia all'italiana? Per ora possiamo stare certi che le preoccupazioni del Messia di Arcore non vanno tanto né verso Alitalia, né verso le disastrate finanze italiane, per ora ci sono delle braghe da ritirare su e la coinquilina di Arcore da placare.

giovedì 3 luglio 2008

Il gioco delle tre carte

Sim sala bim.
Ed il gioco è fatto.
Giulio Tremonti, il famoso fiscalista privato del nostro Presidente del Consiglio, ma anche, sembra, Ministro dell'Economia, ci da un altro saggio della sua infinita capacità nello spostare avanti le frontiere della finanza creativa.
Robin Hood Tax.
Così si sarebbe dovuta chiamare quella nobile tassa che, togliendo ai ricchi (gli antipatici petrolieri) per dare ai poveri (i cittadini cornuti e gabbati), avrebbe dovuto mostrare che anche il Pd(l) possiede un cuore ed un anima, a parte la furbizia e l'allergia alle aule di Giustizia che tutti vediamo.
Andando a scorrere i numeri, si vede come la tassa dovrebbe generare entrate aggiuntive per 5,45 miliardi di euro, di cui tuttavia soltanto 295 milioni (appena 5,4% del totale) per il cosiddetto "Fondo per i meno abbienti", pensato dagli illusionisti di Arcore per alimentare misure quali la social card. I 295 milioni di euro fanno circa 5,2 euro a cittadino, così se la carta costerà 10 euro sarete costretti a mettere solo i 4,8 euro di differenza.
Ed il resto? Forse per il nuovo "Fondo per le veline", che sembra il Messia di Arcore voglia approntare a favore delle numerose fanciulle di corte, ministre e non.
Ma siamo davvero sicuri che le compagnie petrolifere accetteranno la nuova tassa e non cercheranno piuttosto di rifarsi sui poveri consumatori?
A parte il parere dei discoli redattori di Oltreconfine, di cui giustamente potreste non fidarvi, che dicono orbene gli esperti? Secondo il Presidente della corte dei Conti Tullio Lazzaro "è concreto il rischio che la finalizzazione sociale della Robin Tax possa risultare molto limitata" arrivando nelle tasche dei cittadini alla fine poco o nulla. Anche secondo Tullio Lazzaro in effetti gli aggravi fiscali potrebbero tradursi in aumenti per i consumatori mentre per i meno abbienti andrebbero "meno di 300 milioni". Altri soggetti potrebbero essere i lavoratori dei comparti interessati, che rischiano una riduzione dei salari, secondo ilSole24Ore.
E la carta sociale? "Si pone l'esigenza - osserva la Corte dei Conti - di evitare che i potenziali benefici dell'iniziativa non siano compromessi da elevati costi di gestione (ideazione, creazione, distribuzione e monitoraggio della carta acquisti). Per contro sarebbe necessario valutare come questa nuova iniziativa si collochi in un contesto in cui già sono operanti istituti a sostegno dei meno abbienti e strumenti di misurazione delle condizioni economiche".
Insomma anche questa operazione, sbandierata a reti unificate dal governo esclusivamente come manovra per togliere dalle ricche compagnie petrolifere per dare ai meno abbienti, si scopre essere uno dei consueti provvedimenti arcoriani pirotecnici ma senza sostanza. Mentre il grosso del bottino finisce nelle casse dell'Erario.
Per fare cosa? Forse per ripianare i miliardi di euro di spese aggiuntive che si sono rese necessarie per finanziare il taglio dell'ICI (ai più ricchi)?
Misteri pidiellini che solo la storia potrà giudicare.

mercoledì 2 luglio 2008

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Devo a Titti Monteleone l'input per esprimere il mio pensiero su questi anni.
Oggi sul blog di Storace lei mi ha invitato ad andare a leggere un articolo apparso sul Corriere della sera di oggi, primo di luglio.
Alla Titti non faccio fatica a riconoscere grandi doti morali, il sentimento puro all'appartenenza ad una idea che per i giovani della sua generazione e' stata un faro, una stella polare che ha orientato i loro destini, le loro vite, le loro incompiute speranze.
Per questo motivo ho eseguito il compito affidatomi, sono andato a comprare il giornale e ho letto di Ciavardini, di Merlino, delle loro vite che non potranno mai più essere "normali".
Ma non è di loro, in quanto persone, che mi sento di parlare - al loro cospetto io appaio poco più che un poppante, neanche degno di lustrare le scarpe di chi ha fatto di una idea un tutt'uno con la propria vita.
Nel '68 ero in fasce e quindi niente di quei giorni mi può appartenere, ma questa e' una analisi superficiale, perché noi siamo oggi ciò che i nostri padri sono stati ieri.
È un rimescolarsi continuo di destini e di incertezze, di vita e di morte, di paura e di amore.
Indagando quegli anni spesso mi sono sentito "un guardone", un curioso, uno fuori posto, ma alla fine ha prevalso in me la convinzione che l'essere estraneo a quei momenti potesse regalarmi una distaccata lucidità critica, una più asettica capacita' di analisi.
Di tutto questo non farò menzione qui, ora, nel caldo soffocante di una Roma immersa in una calura opprimente, stasera voglio parlare della FORZA.
Si, proprio lei, il motore immobile, la presenza oscura in grado di determinare la presa di coscienza di un popolo di giovani, di un popolo libero che per la prima volta prende consapevolezza della sua forza naturale e la volge a fini distruttivi pensando che dalle macerie potesse partire la ricostruzione di un nuovo ordine sociale.
Già E. Werner postulava "Il disordine come condizione dell’ordine nelle democrazie contemporanee" ma le mie riflessioni stasera sono un vestito buono per tutte le occasioni, vanno bene per gli estremisti rossi e per quelli neri.
Perché?
Mah, e' legato al fatto che rossi e neri erano solo ragazzi spinti dalla medesima FORZA, dallo stesso spirito di cambiamento.
Rossi e neri erano fratelli in quei momenti ed hanno il torto marcio di non averlo capito li', durante gli scontri, nella puzza di bruciato delle molotov, nel fragore delle camionette che accorrevano.
Non si sono dati piena e reciproca fiducia, non hanno riconosciuto compiutamente che il nemico non era l'altro colore politico ne' il militare con la divisa che si trovavano dinanzi.Quei giovani hanno una sola colpa: l'ingenuità.
Attori inconsapevoli di un gioco mille e mille volte piu' grande di loro, pedine di occulte manovre che sul loro sangue ha costruito l'impero del male, che oggi noi tutti viviamo.
Anna Mezzasoma nel suo libro "Budapest Roma Salò. Emozioni e ricorsi 1933-1945" aveva già delineato un asse, una linea di unione di destini così diversi ma accomunati solo dalla giovane età e dal fato avverso.
Lo stato repubblicano, la dittatura "democratica", aveva bisogno di nemici, aveva bisogno del sangue di vittime innocenti e di carnefici inconsapevoli.
Questi ragazzi sono stati usati, i loro ideali sono stati piegati e plasmati da ombre che si sono mosse sul confine del "probabile", sul filo di un rasoio dove sono stati molti a tagliarsi.
Il libretto rosso di Mao, oggi appare come un souvenir per turisti, un libricino bocciato dalla storia e dal mondo, oggi ha un'aria innocente, inoffensiva, mentre ieri ha spinto sangue puro al martirio.
Piango chi è di destra e chi è di sinistra, dinanzi alla viltà di uno stato incolore e insapore tutto raggomitolato a difendere la ragione primigenia della sua stessa esistenza; non riesco e non voglio scegliere chi è il rosso e chi è il nero.
Sento l'odore acre del sangue, il silenzio di giovani innocenti, strumenti acerbi di antiche trame.
A questi ragazzi, ai vivi, ai morti, agli incarcerati, a coloro che ad oggi ancora soffrono l'iter di una giustizia terrena che vorrebbe dire - e non può, perché i meccanismi del giusto e dell'ingiusto del legale e dell'illegale non sono mai stati parte integrante di questo gioco - mi sento di dover dire comunque GRAZIE.
Per l'esempio, per il cameratismo, per le botte che avete preso anche in vece nostra, per il senso di libertà e di dignità che abbiamo imparato a respirare per tramite vostro.
A noi rimane la FORZA , la vostra forza, il dono morale della vostra gioventù, l'obbligo non scritto di fare meglio dei nostri padri, lo stimolo a creare una società dove gli innocenti non siano più condannati al silenzio.
Grazie Titti, di cuore.
Probabilmente questa sera si sarebbe confusa nell'oblio di tante altre notti ma, grazie a te ha un sapore speciale.
FORZA E ONORE.

martedì 1 luglio 2008

Tutto in mese

Segue quest'oggi un altro brillantissimo contributo dal blog di Benny Calasanzio.

"Mai visto un innocente darsi così tanto da fare per farla franca" diceva qualche anno fa il filosofo Luttazzi. Mai vista così tanta gente mettere da parte tutto e dedicarsi anima e corpo per 30 giorni col fine unico di salvare un singolo multiprescritto dalla Giustizia. E' una squadra che funziona meglio dei pompieri. Già all'indomani delle elezioni, al primo squillo del nuovo premier, tutti pronti per la nuova missione, con tuta ignifuga ed estintori alla schiuma espansa antigiudice.
E' da questa azione corale che nel giro di un mese è partita una campagna di sterminio del sistema penale, della Costituzione, senza che nessuna delle bambole gonfiabili dell'opposizione facessero qualcosa. Solo Di Pietro ha avuto il coraggio di chiamare per nome Berlusconi, che infatti non ha replicato: "magnaccia". Si dice abbia risposto sovrappensiero "si Tonino dimmi...". Nel giro di un mese hanno infilato tre goal, ancora da convalidare, che stenderebbero pure la Spagna di Aragones. Bisogna dare atto però al porta borse di Berlusconi, Angelino Alfano, e al sicario morale, Niccolò Ghedini, che di fantasia ne hanno avuta.

Partiamo dall'inizio. Inserire nel "pacchetto sicurezza", che magari uno sprovveduto pensa sia una cosa seria, una norma che bloccasse i processi per i reati commessi fino al giugno 2002, è stato un colpo di classe. Con la sicurezza non c'entra nulla, ma pare che la corruzione dell'avvocato Mills, da parte dello staff di Berlusconi sia stata perpetuata proprio in quel periodo. Anzi, dopo questa legge, è la conferma per gli inquirenti, smettete pure di indagare, ha confessato. Si calcola che verranno stoppati circa 100 mila processi. Centomila processi, centomila procedimenti per fermarne uno. Naturalmente il testo di questa barzelletta viola abbondantemente l'Articolo 111 della Costituzione (che pare essere ancora in vigore, almeno per qualche altra settimana), riguardo alla ragionevole durata del processo, e l'Articolo 3, sul principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La norma sospende i processi per i reati con pene fino a dieci anni di reclusione. Che sono il 95% dei reati. Capite che buco stanno facendo per far passare il piccolo sorcio Berlusconi? Perfino il Csm ha detto, dopo aver chiesto scusa e sottovoce, che questa norma è palesemente anticostituzionale, e se lo dice il Csm, vuol dire che il buco è proprio grosso.
Passiamo al secondo goal, sempre ad opera dei due delegati del re. Limitare le intercettazioni. Qui nessuno scandalo. Lo aveva scritto nel suo programma elettorale: "limitazione dell’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi; divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione". Detto fatto: carcere ai giornalisti, multe agli editori che le pubblicheranno; tutto inutile visto che la magistratura non potrà più farle, le intercettazioni, escluse per quei cinque-sei reati lasciati per scenografia.
Non c'eravamo ancora ripresi dal terribile uno-due di regime, che ci arriva un gancio destro da frattura della mandibola: immunità per le quattro alte cariche dello Stato, "a garanzia della governabilità del paese". Anche qui, c'era una volta l'Articolo 3 della Costituzione che recitava: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali [...]”. Nel 2004 la Consulta bocciò un Ddl uguale a questo. Solo un bambino turbato e prepotente poteva pensare una simile porcata: i processi attivati contro una delle quattro alte cariche dello Stato dovranno essere sospesi automaticamente per riprendere a fine mandato, senza possibilità di nuova sospensione nel caso di rielezione dell'indagato alla stessa carica. E se l'indagato fosse eletto ad un'altra carica? La cosa più aberrante di tutte, è che questa immunità non è limitata ai reati perpetrati nell'esercizio delle funzioni parlamentari, che sarebbe già odiosa di per sé, ma a tutti i reati. Anche quelli colti nella flagranza. Se Berlusconi mi uccide, e lo fa in diretta televisiva, io muoio, se mi spara bene, e lui torna a Palazzo Chigi. Speriamo sbagli mira.


P.S. Vi ricordate alla vigilia delle elezioni quando Cristo Silvio Salvatore parlava della cordata italiana per salvare Alitalia? Praticamente aspettavamo solo di conoscere i nomi e l'offerta. Poi si scoprì che non c'era cordata nè corde, ma solo un bluff, uno di quelli a cui ci ha abituato il figlio del riciclatore di soldi mafiosi. Air France aveva presentato un programma di "salvataggio" in cui si prevedevano 2000 licenziamenti. "Inaudito" tuonarono gli alleati del figlio del ricilatore dei soldi mafiosi. Morale della favola: sparita Air France, sparita la cordata, nel nuovo piano per salvare Alitalia sono previsti 4000 licenziamenti. Ad maiora.

Benny Calasanzio Borsellino
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